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Sfoghi, idee, riflessioni e consigli

Viaggiare e vivere possono essere sinonimi, perchè entrambi richiamano un percorso che ci porta a metterci in gioco ogni giorno della nostra vita, nel divertimento o nell'espletamento dei doveri. Ecco perchè ognuno di noi detiene un patrimonio inestimabile da condividere e confrontare. Aspettiamo di leggere anche il tuo!

"IL NUOVO (M5S) CHE AVANZA … SARA’ POI COSI’ NUOVO?" DI FRANCESCO PATELLI

Scritto da Redazione.

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"Chi troppo vuole nulla stringe, Di Maio, il nuovo “so tutto io” che vuole spodestare la coalizione vincitrice delle elezioni per mettere al governo chi vuole lui, cioè la sinistra bocciata e tanto odiata dagli italiani, sembra, ahimè il nuovo sostituto di Renzi. Viene quasi da chiedersi se, dietro l’idea del movimento 5 stelle, non ci sia stato in realtà un sinistro tentativo della sinistra di tornare al potere ma con un nuovo nome, meno scomodo, meno sporco e, quindi, più facilmente votabile da un elettorato stanco e deluso che pensa che votare un partito “nuovo” possa mettere al riparo il paese dal rischio di rivedere gli stessi loschi individui al potere.  Perché non ne possiamo più, questa è la verità, durante gli ultimi governi stavamo tutti col fiato sospeso, giorno dopo giorno, in attesa che qualcosa accadesse che potesse restituirci la gioia di vivere, gioia che non c’è più, adesso si vive giorno per giorno, con l’angoscia che arrivi una cartella esattoriale, la posta è ormai diventata foriera di cattivi presagi: o noiosa pubblicità o notizie che non vorremmo mai ricevere. Insomma vivere sembra ormai diventato un incubo, ogni giorno una corsa ad ostacoli, soprattutto per i liberi professionisti, la cui parola seduce ma che dietro nasconde la disperazione di chi è stato costretto a diventarlo, a inventarsi qualcosa per vivere, a lottare giorno dopo giorno, e che non maturerà mai né ferie né Tfr, né Rol né permessi, anche se lavora più di tutti, di notte e di giorno, senza tregua, con l’angoscia che non c’è un fine mese che ti può far ripartire, l’amato “27”. Ma torniamo alla politica che in questa debacle fa la parte del leone, ci hanno tolto i risparmi con lo scandalo delle banche, ci hanno complicato la vita con una burocrazia da paura, ci hanno reso il fisco odiato e sgradito, con more e sanzioni per chi sgarra anche se per necessità, imposte, tasse ed iva tra i più alti al mondo, extracomunitari allo sbando che bivaccano n ogni dove alla mercé di gente senza scrupoli.  Eppure noi italiani speriamo ancora che le cose cambino, e il cambiamento non può che  venire dal nuovo, perché noi soffriamo di quella insostenibile leggerezza che ci spinge a cercare la novità, a darle connotati di salvezza e speranza che in passato, nel 1994, ha premiato Berlusconi che si è accaparrato il potere ottenendo alle elezioni una pioggia di voti, poi immancabilmente persi perché anche Berlusca alla prova dei fatti si è dimostrato incapace di risolvere i problemi del paese, un imprenditore è un imprenditore non è detto che sia capace di governare il paese, questo lo abbiamo capito. Ma di Maio chi è? Non è imprenditore, non è un politico navigato (beh, questo forse è quello che gli ha fatto vincere le elezioni) ma è di certo uno sprovveduto, perché l’unica cosa da fare, e che non ha ancora fatto a danno dei cittadini, è quella di realizzare un governo insieme al centrodestra. Non c’è un’altra strada. Bisogna rispettare il voto degli italiani. Ma questo il sig. Di Maio non sembra capirlo, e invece è il punto di partenza, l’unico possibile nuovo inizio. E la diatriba scoppiata perchè Di Maio non vuole Berlusconi mi sembra da pivelli capricciosi, e da questo si vede che non è il leader giusto, che non ha la maturità necessaria per capire che gli interessi dei cittadini vengono prima dei suoi. E i cittadini vogliono un governo forte e unito subito. Come anche il Presidente Mattarella ha ribadito quest'oggi, sconsolato.  A questo punto plaudo all’iniziativa di Salvini, che ha formulato ieri una ipotesi direi entusiasmante cioè che al governo ci si va anche senza la nuova sinistra del “troppo voglio” del M5S. Un governo per salvare l’Italia contro una sinistra che vuole il potere, che ama perdere tempo a chiacchierare di quisquilie, mentre il paese va in pezzi. Avanti tutta centr destra."

IL SUD ABBANDONATO DALLA POLITICA ITALIANA ED EUROPEA

Scritto da Redazione.

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L’Istat rivela oggi un dato incoraggiante sul tasso di disoccupazione che scende di mezzo punto, dall’11,7% dello scorso anno all’11,2%. Resta però alto il divario tra il nord, dove la disoccupazione sfiora il 7%, il centro, dove si posiziona al 10% e il sud, fanalino di coda, con un tasso di disoccupazione del 19,4%. Ma come è possibile? il Sud non è mai stato tra le priorità nell’agenda politica del governo Pd, un difetto d’interesse dovuto, tra l’altro, alla mancanza di rappresentanza politica. Pensate che l’ultimo progetto per lo sviluppo del mezzogiorno risale agli anni novanta, decade in cui si diede il via alla Nuova Programmazione, un progetto che mirava a favorire lo sviluppo del meridione, agendo sui fattori sociali, culturali e istituzionali, prima ancora di quelli economici. Così non si investì sulla politica industriale, considerata una questione residuale e che fu ignorata anche dai governi successivi. I risultati sono fallimentari e denotano la totale insufficienza delle politiche attuate per il Mezzogiorno, politiche che partivano dal presupposto che la crescita del sud dipendesse da dinamiche prevalentemente locali, insomma slegate dal resto del paese. In realtà non è affatto così, è piuttosto il contrario, il Sud è fortemente influenzato dall’andamento dell’economia nazionale, come rivelano dati Istat e Svimez. Il problema è il costo del lavoro e la tassazione delle imprese, sensibilmente più alte rispetto alle economie competitor dei paesi dell’est Europa dove, ad esempio in Romania, la tassazione non supera il 10%. In questo quadro fa la sua parte anche l’Unione europea che penalizza la produzione del meridione, come per i pomodori "Pachino", per favorire quella di altre economie deficitarie, cosicché nel periodo 2014-20, i paesi fuori dall’eurozona assorbiranno circa la metà delle risorse comunitarie a disposizione delle politiche di coesione; la sola Polonia ne riceverà oltre il 20 per cento. Per quelle nazioni che hanno conservato la sovranità monetaria, il fatto di non dover rispettare i vincoli che derivano dall’adesione all’euro costituisce un vantaggio. Nello scenario competitivo attuale, chiaramente asimmetrico, il Mezzogiorno risulta, inevitabilmente, perdente. Insomma il Sud ha tante risorse, ha una posizione strategica ma pochi investimenti che ne segnano irrimediabilmente il destino.

CROLLO SINISTRA ALLE ELEZIONI - RENZI K.O. MA NON SE NE VA

Scritto da Redazione.

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Dopo la batosta subita alle elezioni, il segretario Dem ha comunicato ieri la sua decisione di dimettersi, ma non subito, dopo l'insediamento del governo. Ciò vuuol dire che nel frattempo sarà lui a gestire i passaggi delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato e sarà presente anche nelle prime consultazioni con il Quirinale, momenti e occasioni in cui si formano convergenze e alleanze all'interno del Parlamento. Insomma vuole poter dire la sua ponendo veti e direttive, anche se molti all'interno del suo partito non sono contenti e auspicano una sua uscita di scena più repentina possibile. Intanto continuano le manifestazioni di gioia del M5S e della Lega, vincitrice nella coalizione del centro destra e si inizia a pensare al dopo euforia, alle coalizioni possibili, agli scenari ipotizzabili. Molti i pareri sprezzanti da parte dei militanti della sinistra che prospettano un imbarbarimento e ritorno al fascismo e razzismo. “Ma come mai sono sempre questi gli argomenti della sinistra?“ si domanda la nostra noter Stella Garbino “perché non si interrogano piuttosto sul programma dei nuovi arrivati?. In questi anni al potere la sinistra ha dimostrato di avere poche idee, e quelle che ha attuato erano meno importanti di quelle non attuate e ciò ha reso terribilmente difficile la vita agli italiani. La burocrazia complicata, il fisco ancora più complesso di prima, la percezione della mancanza di sicurezza e di leggi adeguate, un programma a favore dei poteri forti, dalle banche all’Europa, leggi e riforme che non hanno affrontato e risolto i veri problemi del paese, che sono sempre lì e che ci collocano come fanalino di coda dell'Ue. Una doverosa analisi di coscienza si impone, rispettando gli antagonisti, prendendo atto degli errori commessi, solo così si potrà ricostruire una sinistra ormai allo sbando." Dite la vostra su www.noting.it

COME SALVARCI DALLA SINISTRA?

Scritto da Redazione.

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“commento di Barbara Rossi” -

Renzi e Gentiloni, sono ormai stabilmente presenti nella televisione di Stato, ogni edizione dei telegiornali è ricolma dei loro discorsi contro la destra e contro il M5S, delegittimano e criticano, prospettano un futuro disastroso in caso di vittoria del M5S alle prossime elezioni del 4 marzo. Ogni errore addebitabile agli avversari viene enfatizzato e pesantemente criticato. La campagna denigratoria del PD ha raggiunto il suo apice con la Flat Tax di Berlusconi, poi si è passati alle accuse di fascismo nei confronti della Lega e di Fratelli d’Italia per i fatti di Macerata, di cui si è reso protagonista un giovane simpatizzante della lega che ha sparato a diversi immigrati per rappresaglia contro l’omicidio straziante della povera Pamela, letteralmente fatta a pezzi dai suoi aguzzini, tutti nigeriani. Una spedizione vendicativa quella di Trani, frutto di rabbia nei confronti di quello che sembra essere stato un branco che si è accanito contro una giovane debole e indifesa. La reazione di certo violenta di Luca Traini era nata dal desiderio di dare una lezione, una dimostrazione di forza che nella sua testa avrebbe fatto da deterrente a futuri atti di violenza simili. E invece è stata strumentalizzata dal PD che, invece, tace sui fatti di Piacenza dove è stato accerchiato e preso a calci e pugni da alcuni “antifascisti” un carabiniere. Violenza e ancora violenza anche dalla sinistra come vediamo, che attacca addirittura chi serve e rappresenta lo Stato. Poi sempre il PD ha scaraventato una pioggia di critiche sui mancati rimborsi del M5S, soldi che autonomamente il M5S ha restituito, al contrario degli altri partiti, per finanziare un fondo di credito per le microimprese, in ultimo il caso de Falco, candidato al Senato per M5S, denunciato dalla moglie per violenza domestica.  Ma è possibile che la sinistra sa guardare sempre nel piatto degli avversari politici e non nel suo che è, tra l’altro, pieno di errori madornali che hanno reso il nostro paese una landa triste e sconsolata? Sento già qualcuno dire: “ma non esageriamo, ecco i vittimisti che puntano ad abbattere gli animi”, e ancora: ”bisogna essere fieri dei risultati ottenuti in questi ultimi anni dai governi PD e continuare con le riforme”  questo è ciò che direbbero Gentiloni e Mattarella, ma la verità è che chi vive la realtà in Italia vive nell’inferno. La percezione che il cittadino comune ha della sua vita è negativa, sono aumentati i crimini, soprattutto quelli efferati come quelli di Pamela o Jessica, perché ai criminali locali si sono aggiunti quelli extracomunitari e le relative mafie, aumentando il rischio sicurezza. Il fisco è diventato implacabile e complicatissimo, pieno di scadenze che rendono il lavoro dell’imprenditore, cioè di colui che crea lavoro per sé e per gli altri, e che quindi dovrebbe essere agevolato nella sua rendicontazione, un vero incubo. E le aziende chiudono od emigrano. Il fatto è che la sinistra non si mette nei panni del cittadino che subisce violenza o in quello che subisce accertamento fiscale e deve chiudere perché deve prendersi l’avvocato per dimostrare che quasi tutto quello che sostiene l’Agenzia delle Entrate è inventato di sana pianta, tanto che molti sono “costretti” per vivere e mantenere con dignità la prole a chiedere aiuto ai genitori e parenti. E sì, è proprio così, il governo Renzi e il Pd in generale ha violato la dignità di ogni cittadino che per loro è solo una mucca da mungere, un numero da esibire, un prodotto interno lordo che deve trasformarsi in tasse pagate e figli da fare per perpetrare i privilegi mai scalfiti dal governo Renzi. Ecco un altro punto: ma c’è qualcuno che ha mai veramente controllato gli esborsi dello Stato, le spese inutili che ricadono poi inevitabilmente sul cittadino che deve invece pagare indifeso e inerme? Perché non partire da lì? A mio modesto avviso è lo Stato che deve dare l’esempio, controllando le proprie spese come un buon padre di famiglia, evitando gli sperperi di denaro pubblico, eliminando vitalizi, privilegi ed enti inutili. Ma il Pd non ci sente e attacca gli altri partiti pur di confondere le idee, di deviare l’attenzione dai loro scheletri nell’armadio, sempre a vantarsi, privi di autocritica e questo mi puzza e infastidisce, anche perché la situazione dell’Italia è davvero critica, su più fronti. La gente non ne può più di aspettare che le cose cambino, che arrivi un governo che aiuti i cittadini, li sostenga, li supporti, creando strutture competitive ed efficienti al servizio dei cittadini. Oggi si ha l’impressione che tutto vada a rotoli: la scuola non forma più, perché molti insegnanti non sono all’altezza del compito e lavorano solo per il 27, senza passione e talento. La sanità fa acqua da tutte le parti, se ci si reca in Pronto soccorso occorre mettersi l’animo in pace e aspettare ore ed ore per farsi visitare. Molte ore in più rispetto a qualche anno addietro. Ma il PD non ci vede e invece di idee e progetti attacca gli avversari, come i sindaci cinque stelle, in primis Appendino a Torino e Raggi a Roma, e ne enfatizza gli errori, li teatralizza, senza pensare ad esempio che prima della Raggi c’era un esponente del PD che ha reso Roma ingovernabile. Per rendersi la strada più comoda, e sfruttando la posizione di governo ad interim, il PD rafforza alleanze in Europa (in particolare con la Francia e la Germania) allo scopo di garantirsene l’appoggio, che, comunque, non manca visto, tra l’altro, l’accordo capestro sui migranti firmato da Renzi e da Alfano che ci obbliga ad accogliere tutti coloro che approdano sulle nostre coste, in cambio di pochi spiccioli e di una maggiore tolleranza nello sforamento dei conti dello Stato. Intanto ricade solo sull’Italia l’enorme compito di gestire le problematiche connesse alla sicurezza degli hotspot e delle nostre città dove si vedono bivaccare questi extracomunitari in ogni dove, senza un progetto di riqualificazione, scolarizzazione o ricollocazione all’estero di chi non ha i titoli per restare nel nostro paese. Accoglienza, una delle parole più pronunciate da Gentiloni, ma quale accoglienza? dopo l’accoglienza i migranti dovrebbero seguire un percorso di qualificazione o di inserimento nel mondo del lavoro, per renderli “risorse” utili per il paese, non è possibile lasciarli invece vagare nelle nostre città o rinchiusi in centri di accoglienza alla mercé di chi cerca manovalanza per delinquere. Eppure la realtà non è raccontata dai nostri mezzi di informazione, solo qualcosa trapela, quello che fa comodo ad una certa corrente politica, quella al potere ovviamente.    Stranamente non passa giorno che l’Istat o agenzie similari sbandierano una ripresa dei conti dello stato, pil al rialzo, assunzioni in crescita, quando poi la realtà è tutta diversa. Insomma, ancora una volta due Italia di cui una sola esibita, quella di comodo. In queste settimane prima delle elezioni il governo firma instancabile contratti di rinnovo, elargizioni di fondi per sostenere le imprese al sud, addirittura in 15 giorni la Lorenzin ha creato un gruppo di lavoro di donne per le donne tutto per ottenere più consensi “rosa” (ma non poteva pensarci prima?) perché, come dice Renzi: “la posta è troppo alta, c’è di mezzo il governo dell’Italia e dobbiamo vincere”. Fate la vostra scelta.

 

Com’è facile per la sinistra organizzare campagne di demonizzazione contro le destre

Scritto da Redazione.

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Articolo di Francesco Patelli

Complimenti davvero alla sinistra, la Meloni ha osato criticare la mossa filoaraba del direttore del Museo Egizio di Torino, ed ecco servita la minestra, un coro di proteste in tutta Italia. Il leader di Fratelli d’Italia è stata accusata dalla sinistra di essere “fascista” perché, in buona sostanza, ha detto che lo sconto del biglietto di ingresso al Museo Egizio il direttore doveva farlo pure agli italiani. Incredibile! In pratica la Meloni chiedeva che gli italiani fossero agevolati come gli arabi, né più né meno, cosa ragionevole e giusta. E’ come se al Louvre, nelle sale dove ci sono le opere dei maestri nostrani, noi italiani entrassimo con lo sconto, ci sarebbe una sollevazione popolare d’oltralpe. Assurdo, se mai dovrebbe essere vero il contrario, gli arabi dovrebbero entrare con lo sconto nei musei dove sono esposte le opere nostrane per conoscere la nostra cultura e il nostro passato visto che vivono qui, e noi dovremmo poter entrare con lo sconto nei musei dove è rappresentata una cultura e civiltà che non ci appartiene, per conoscerla ed apprezzarla.  Ma la sinistra, per meri fini politici e non ideologici,  ha voluto sfrutare l'accaduto rievocando antiche paure per mobilitare i suoi adepti, e così ha fatto attribuendo alla Meloni la parola che si è caricata negli anni di significati sempre più spaventosi, ovvero “fascista” e il piatto si è riempito d’odio per la povera Giorgia che ovunque gira trova drappelli di teste calde che la respingono, criticano e beffeggiano, addirittura le sputano contro e le gettano bottigliette, dimostrando zero civiltà, questa è d’altronde la sinistra, uno schieramento che ubbidisce al suo leader che intanto se la ride, contando altre città al suo attivo. Quello che dispiace è che molti giovani si facciano influenzare senza riflettere, meditare, ragionare, che prendano come oro colato quello che proviene da certe fonti e non da altre, apportando censure dove non dovrebbero essercene, ma così facendo la verità non verrà mai alla luce e non arriverà mai l’ora che tutti aspettiamo, quella di un governo serio e responsabile che non critichi ad ogni piè sospinto, come fa la sinistra, che non si vanti con continui riferimenti ad una crescita che il cittadino non rileva, che ammetta i propri errori e prospetti soluzioni rivoluzionarie se necessario per uscire dall’empasse e soprattutto si concentri non a vessare il cittadino ma a risanare lo Stato prima di tutto, con tagli agli sperperi, favoritismi, alle spese e agli enti inutili, alla riduzione dei privilegi, dalle pensioni d’oro agli stipendi da favola dei dirigenti pubblici e via discorrendo. Questo perché oltre a rimettere a posto i conti, lo Stato italiano deve riconquistare la stima dei cittadini, dando per prima il buon esempio virtuoso, cittadini che, invece, assistono da anni ad un mangia mangia vomitevole e disgustoso. 

 

OMELIE NOIOSE? ECCO LA SOLUZIONE

Scritto da Redazione.

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Non vai a messa tutte le domeniche per via delle omelie troppo lunghe e noiose? beh, non sei l'unico: le “omelie noiose”, propinate durante le messe domenicali, scoraggiano sempre più fedeli a frequentare con costanza i luoghi di culto, a dirlo è l’Istat che rivela che la tendenza a sottrarsi alle funzioni religiose è in costante aumento, soprattutto tra i giovani e le donne, tanto da parlare di un vero e proprio “abbandono” delle chiese. Insomma, la defezione è sicuramente dovuta ad una serie di cause, ma, secondo quanto rivelato dall’Istat, i motivi principali sono la ripetitività del rito, la lunghezza delle funzioni e lo scarso coinvolgimento delle omelie, spesso elargite da sacerdoti poco ispirati che, per di più, farciscono l’eloquio, a volte, con opinioni personali, non sempre condivisibili. Ma ciò non basta, molti Padri si affidano nell'esposizione del loro discorso ad un metodo collaudato ma non più efficace e a frasi e periodi proferiti con un ritmo cantilenante, che induce sonnolenza, conciliando un sonno profondo, più di una tisana di melissa o valeriana. Il punto è proprio questo: chi va a messa non ci va perchè ha tempo da perdere, bensì per ascoltare, capire, essere illuminato, ricevere istruzioni di vita, tutte aspirazioni purtroppo spesso disattese.  Insomma, questo argomento è più delicato e importante per la Chiesa di quanto si immagini, anche perché la messa domenicale, un tempo momento sacro di preghiera e raccoglimento della comunità, è in crisi profonda e per uscire dal tunnel deve adattarsi ai tempi, questo è il solo modo per catturare l’attenzione dei fedeli del nuovo millennio, siano essi giovani o meno giovani. Altrimenti si rischia, come sta già iniziando ad accadere, che la fede sia personalizzata, ognuno la plasmerà e vivrà secondo le proprie interpretazioni, senza guide e interferenze di sorta, strada che potrebbe portare a devianze pericolose. E allora? Cosa fanno concretamente gli officianti per arginare questo “fenomeno” oltremodo deleterio? il Papa si è espresso in merito in più occasioni, invitando i sacerdoti a realizzare sermoni più costruttivi e interessanti, mentre ai fedeli ha chiesto di ascoltare più la parola di Dio che non annoia mai. Per risolvere concretamente la questione ci ha pensato però un sacerdote, ancora poco conosciuto, don Mario Masina  della diocesi di Verona, che ha scritto un vero e proprio "Manuale del Predicatore", dove rivela ai suoi colleghi una serie di tecniche e strategie ben precise e articolate che favoriscono l’ascolto, appagano gli astanti, e comunicano contenuti. Ecco il file per scaricare la guida (indirizzo da copiare sul browser):

http://www.diocesiverona.it/s2ewdiocesiverona/allegati/15295/Manualepredicatore.pdf

IL MIO 2017 E IL 2018 CHE VORREI

Scritto da Redazione.

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Scritto da Francesco Patelli

"Il mio 2017, è stato disastroso fin dall’inizio. A gennaio ha cominciato a farmi male il ginocchio sinistro, talmente male da non riuscire a camminare come al solito. A febbraio tutto è andato peggio, dei teppisti mi hanno spaccato il vetro dell’auto, bucato una gomma appena comprata “nuova” e rubato il borsello con i soldi appena prelavati allo sportello bancomat, oltre a tutti i miei documenti personali. Dopo la snervante sequela di denunce presso le autorità e l’iter per rifare tutti i documenti mi ritrovo a marzo dove, semplicemente spostando un vaso a casa, mi procuro una lussazione al ginocchio sinistro, un dolore lancinante che mi costringe ad un riposo forzato. Ad aprile, sdraiato nel letto, compio una torsione involontaria con la gamba destra e tac, un dolore spaventoso mi impedisce di muovere l’arto per diversi interminabili minuti, patimento che mi tormenterà, anche se in forma sempre più lieve, tutta l’estate. A maggio la situazione precipita, mi viene recapitata una lettera dell’Agenzia delle Entrate dove mi veniva segnalato un accertamento fiscale in corso nei miei confronti. Crollo. A giugno, giusto per non farmi mancare niente, mi viene la labirintite, mentre a luglio un fastidioso callo al piede mi impedisce di camminare normalmente. Ad agosto, tempo di vacanze e allegria, io continuo a stare male con le gambe e ricevo una intimazione a pagare una multa di 3.000 euro, a settembre pensando che il peggio fosse passato vengo punto da un calabrone e per 15 giorni sono fuori uso con dolori e gonfiore impressionante sempre alla gamba destra. Direte a ottobre tutto liscio? Niente affatto, mi becco l’influenza, 20 giorni in coma, o quasi, a novembre mi viene diagnosticata una brutta ansia depressiva (prevedibile) e passo alle medicine. Dicembre, mi si spacca un dente semplicemente mangiando un panino e poi … lasciamo perdere, va. Per il 2018 mi auguro pace e serenità, si …ma non troppa pace, non si sa mai. E poi, sì, voglio e devo dirlo, che non vinca Renzi alle elezioni, sarebbe un disastro. Anche perché, non so a voi, ma il fatto che lui e i suoi adepti, anche quelli al governo (leggi Gentiloni) continuino a dire che vinceranno loro, che loro sono l’unica alternativa possibile, che loro hanno fatto sempre la cosa giusta, che le cose in Italia migliorano, che il pil cresce, che l’unica cosa che cala è la disoccupazione, ma dico, lo guardano il popolo ogni tanto? Non vedono che la gente fatica a vivere? Che tutto è sempre più difficile? Che la burocrazia continua a dilaniarci? che i costi aumentano (vedi stangata di Natale con aumento di luce, gas, carburanti, autostrade)? che le aziende chiudono perché il fisco e l’iva le stritola? Che la gente si uccide e che la delinquenza è all’ordine del giorno? Che il vero problema del nostro paese è il debito pubblico, sono i costi dello Stato, i privilegi, gli enti inutili, tutte le prebende che si intasca chi è al potere? Proprio per questo quello che mi auguro in primis è non vedere più il Sig. Renzi nei TG, come accade tuttora, non ne posso più, è più irritante della rana bombina. Auguri comunque e dovunque per tutti. Buon 2018”.

DAFNE CARUANA: LA TRISTE FINE DI UNA GIORNALISTA CORAGGIOSA

Scritto da Redazione.

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La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa qualche settimana fa da una autobomba che l’ha fatta saltare in aria nella sua auto, una Peugeot 108, a Bidnija nell’isola di Malta a due passi da casa sua. Quindici giorni prima aveva ricevuto minacce di morte. La giornalista indagava da tempo su un filone legato ai Panama Papers, i cosiddetti Malta files, in cui trapelavano collusioni tra i politici maltesi e la mafia. Insomma roba grossa e pericolosa che ha spinto la cinquatatreenne a indagare e a denunciare nel suo blog gli illeciti emersi dalle carte, nella speranza di contribuire a liberare Malta dalla corruzione e dal malaffare. Ma Malta è diventata anche, secondo quanto rivelato dalla giornalista, una base per l’evasione fiscale in Europa. Un paradiso fiscale a tutti gli effetti dove chi vuole può senza troppi convenevoli riciclare denaro dalla dubbia provenienza e depositare capitali nelle tante banche che stanno nascendo come funghi. La blogger stava anche indagando sul contrabbando di carburante tra Libia e Italia ed è probabile che sia stata brutalmente uccisa proprio per questo, in un suo intervento di qualche anno fa spiegava, infatti, di avere scoperto che chi viene fatto saltare in aria è implicato nel contrabbando di carburante chi invece viene freddato da sicari, è invischiato nel mercato della droga. La sua violenta morte ha scatenato indignazione in tutto il mondo, anche lo stesso Muscat, capo del governo maltese, con la quale la Caruana era spesso in disaccordo, ha espresso la propria indignazione e l’impegno a individuare i responsabili dell’atroce delitto, offrendo fino ad un milione di euro a chi fornisse informazioni utili all’individuazione dei colpevoli e avviando a tal fine un’inchiesta internazionale. Il parlamento europeo sulla scia di questo orrendo crimine ha deciso di affrontare il problema della libertà di stampa e della protezione dei giornalisti, nella sessione plenaria di apertura svoltasi a Strasburgo lo scorso 23 ottobre sono stati ricevuti i familiari della blogger a cui è stato espresso cordoglio e vicinanza, in onore della giornalista, infine, si è deciso di intitolare a suo nome la sala stampa del parlamento europeo a Strasburgo.

PAESI, PAESAGGI E BUCHE NEI PRATI

Scritto da francesco patelli.

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C'è chi le immagina e c'è chi le ha viste con i propri occhi ... e c'è infine chi ci é finito dentro. Sono le famigerate buche del piccolo paese a sud di  Milano, chiamato Milano 3 - Basiglio. In questa cittadina immersa nel verde, le malefiche fosse, avvallamenti, fenditure, squarci nel terreno, che dir si voglia, si possono avvistare in ogni dove: Al limitare delle strade, nei pressi di pali e marciapiedi, sottoforma di tombini divelti o allacci idrici scoperti,  oppure, a dir l'amara verità, si possono vedere, soprattutto,  disseminate in gran numero nei prati sterminati del paesino adagiato nel parco agricolo sud Milano. Ben lo sanno i viandanti amanti delle passeggiate nel verde e soprattutto i padroni dei cani più indomiti che a seguito dei loro fidi si avventurano nelle invitanti distese erbose basigliesi da dove però è un'incognita uscire illesi. Se non hai gli occhi ben puntati a terra, infatti, potresti finirci dentro in men che non si dica, inghiottito dal baratro umido e scontroso, tenebroso e insidioso di una di loro. Queste argute buche col passare del tempo si sono moltiplicate e, onde non passare per monotone e ripetitive, si sono evolute e personalizzate, come veri e propri esseri pensanti, quasi in gara tra loro nell'eludere l'attenzione del pedone allo scopo di farlo precipitare nella loro conca brutale. Così, per non lasciare nulla al caso, come dicevamo, e per sedurre anche i più duri di cuore, queste fosse hanno acquisito diverse fogge, colore, tipologia, ampiezza, profondità e, quindi, pericolosità. Una cosa in comune tra loro però ce l'hanno, ed é il desiderio indomabile di accogliere tra le loro "fauci" avventurieri e spregiudicati camminatori, e per realizzare questo loro innato e "profondo" desiderio, adoperano tattiche diverse: talune si celano tra le sterpaglie, altre si rivestono di folta vegetazione, altre, più audaci, rimangono lì, in paziente attesa, senza veli,  invitando senza trappole o inganni lo stanco passante, a fermarsi, a lasciarsi andare al vuoto sotto i piedi senza opporsi o lottare nonostante la repentina e diabolica perdita di equilibrio. É come se queste buche volessero, in fondo, risvegliare bruscamente l'uomo dalla sua monotona routine e riportarlo alla vita vera, fatta di emozioni e sensazioni, anche violente ma pur sempre emozioni, e al contempo scaldare un po' il loro triste e freddo pertugio. Ma come si sono prodotte?
 
 
Alcune sono frutto di attività di scavo indefesso di bimbi o cagnetti, altre sono un diabolico scherzo della natura, altre ancora sono state realizzate, per così dire, da vandali, che volontariamente hanno divelto tombini o punti di allaccio reti idriche che, sguarniti di adeguata copertura, rappresentano un vero pericolo per i pedoni anche per la  scarsa vigilanza e manutenzione dei luoghi. Infatti, nonostante la cittadinanza locale sia vessata dai costi di vigilanza e tenuta del verde nessuno ha mai provveduto tempestivamente e opportunamente a riposizionare quanto dovuto, né tanto meno a colmate le buche onde evitare e scongiurare inevitabili infortuni. E Il Comune cosa fa? Niente. Come sempre. Tanto se qualcuno ci casca dentro e si spezza una gamba sai che ti dicono? Dovevi stare attento e guardare dove mettevi il piede, insomma é e sarà sempre colpa tua.

L'inganno di Amazon

Scritto da edoardo buffa.

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Ho aperto un account su Amazon qualche mese fa e ho inviato alcuni ordini che dovevano arrivare prima di Natale, perché erano regali per amici e conoscenti. E invece, poco prima del giorno previsto per la consegna, a ridosso  del 25 dicembre, mi hanno comunicato tramite una mail "sibillina" che mi avevano bloccato l'account e congelato gli ordini perché avrei dovuto fornire dati imprecisati sulla mia carta di pagamento, che poi é una poste pay. Adirato oltre ogni dire ho inviato un fax in cui spiegavo che ero in possesso non di una carta di credito ma di una poste pay e quindi di riattivare l'ordine. Non ricevendo alcuna risposta li ho tempestati di chiamate a cui il servizio clienti non ha saputo dare risposta rinviando a 24 ore una formale spiegazione che poi non é mai arrivata. A tutt'oggi, dopo circa un MESE, il mio account é ancora bloccato e gli ordini un miraggio. Questa situazione mi ha creato enormi problemi perché ho dovuto reperire altri regali in fretta e furia pur non sapendo se l'ordine inoltrato ad  Amazon avrebbe avuto seguito. Il disservizio di Amazon é totale, anche un altro mio conoscente si é imbattuto in una problematica simile e si é rivolto immediatamente ad altra azienda di commercio elettronico, risolvendo così l'empasse. Ora capisco la scelta del nome Amazon per questa azienda: molto probabilmente si riferisce al fatto che per ricevere un ordine ti devi addentrare in una foresta tipo Amazzonia e superare tutte le insidie per ottenere ciò che vuoi. Insomma é roba per chi ama il rischio e l'avventura. Pollice verso.

 

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