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Il nostro paese, curiosità ed eventi

Bellezza e/o degrado? Ecco lo spazio dedicato a chi ama l’Italia e vuole testimaniarlo attraverso foto, idee, pareri

CULT BIJOUX A MILANO

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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CONTRIBUTO DI LANA WEBER

Vicino al Tribunale di Milano c'era un negozietto,"Mago Merlino", con un'ampia vetrina dalla quale si potevano ammirare monili di diverse fogge e provenienza, taluni adagiati su stoffe preziose, altri riposti in vetrinette d'epoca che ne sottolineavano il maggior pregio e fattura. L'ingresso era invece angusto, per entrare occorreva oltrepassare una piccola strettoia piena di altri oggetti appesi in ogni dove, alcuni dei quali tintinnavano dolcemente al passaggio dei clienti. Era gestito da due donne, a volte erano tre, di una certa età, insomma non giovanissime, ma estremamente gentili e preparate. Sapevano spiegarti la provenienza e le caratteristiche legate ad ogni articolo esposto con dovizia di particolari. Era un luogo magico. E lì si trovava di tutto: mobili antichi, lampadari, abbigliamento etnico e vintage, gioielli in oro e in argento e altri metalli meno pregiati. Il locale al suo interno era pieno di stimoli visivi: teche di vario tipo si alternavano ad arazzi e tavoli antichi con sopra calici o stoffe preziose di seta, il tutto mixato in modo tale da creare fascino e magia.  La luce filtrava al suo interno attraverso la grande vetrata che più che illuminare creava ambientazioni da sogno propri di certi  negozi antichi, ricchi di storia e di segreti. Io amavo passare da li e perdermi in quei colori e essenze di paesi lontani che lì trovavano il loro legame, la loro profonda correlazione. Gli oggetti presenti erano frutto mirabile dell'amore per l'arte e per la bellezza, articoli che mostravano e comunicavano una creatività e fantasia incredibile. Tutto ti parlava, ti narrava la propria storia, le proprie origini. Avresti comprato tutto o quasi.  Questo negozietto ha chiuso da tre anni circa, sparito nel nulla, al suo posto c'è un bar cinese. Che tristezza.


 

FESTA DI SANT'AGATA A CATANIA

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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Contributo di Lana Weber

Tra le feste patronali che si celebrano durante l'anno lungo tutto lo stivale, oggi ricordiamo una delle più belle, folcloristiche e ricche di spiritualità, quella di Sant'Agata, la Santa Patrona di Catania, ricorrenza molto amata e
sentita dai catanesi che attira ogni anno turisti da tutto il mondo. Le iniziative e gli eventi ad essa correlati sono partiti il 3 febbraio e si concluderanno domani. La festa di Sant'Agata per la sua originalità, spettacolarità e atti votivi è stata definita dall’Unesco “bene etno-antropologico patrimonio dell’Umanità”. Gli eventi più rappresentativi e ricchi di devozione sono l'accensione dei ceri, la processione delle "candelore" e della Santa per le vie della città circondata da devoti che vestono un
"sacco" bianco con un cordoncino nero in vita, un berretto di velluto nero e guanti bianchi al grido di “cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti, cittadini, viva sant’Agata”. La "santuzza", come viene anche affettuosamente chiamata dai catanesi, è venerata dalla Chiesa cattolica come santa, vergine e martire, nata nel 231 d.c. a Catania, consacratasi a Dio all'età di 15 anni fu oggetto di morbose attenzioni da parte del proconsole Quinziano che lei rifiutò e che per questo la fece rinchiudere in carcere dove, dopo inaudite violenze e supplizi, morì a soli venti anni. Aspettiamo le vostre foto e i vostri commenti!

VITERBO NON DIFENDE GLI ETRUSCHI

Scritto da Rebecca Pulvirenti. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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acquarossa viterbo

Contributo di Gianfranco Rocca
Buongiorno, vorrei approfittare di questo portale per denunciare lo stato di abbandono di uno dei siti archeologici più interessanti e ancora da scoprire e valorizzare presente nel territorio italiano: il sito dell'Acquarossa di Viterbo. La zona è stata abitata dagli etruschi tra il settimo e il quinto secolo avanti Cristo, quindi non si tratta di una necropoli. Per poter accedere al sito occorre percorrere una stradina di campagna non ben tracciata, tra sterpi e spazzatura, che poi sfocia in una discesa di scalini irregolari e terribilmente scivolosi, perchè bagnati dall'acqua che scorre nel dirupo sottostante. I più temerari possono scendere sino in fondo e ammirare le suggestive cascate di acqua rossa (il colore si deve alla sorgente di acqua ferruginosa che le alimenta). Da lì si può intravvedere qualche mura degli antichi edifici quadrangolari etruschi, che, secondo quanto riportato dal sito http://www.acquarossa.org dovrebbero contenere decorazioni dipinte e a rilievo. Ma non è posssibile accedervi in alcun modo, ovvero non vi è alcuna indicazione di dove andare, se non un malconcio cartello che mando in foto. Invece, purtroppo, quello che è possibile vedere è la spazzatura abbandonata in ogni dove, senza rispetto. Ciò mi ha fatto davvero inorridire, non è accettabile che questo patrimonio storico diventi una orribile discarica a cielo aperto. Spero che presto le autorità competenti intervengano e pongano fine a questo scempio di cultura, recuperando la zona per i turisti e i cultori dell'epoca etrusca.

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