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L’ITALIA NELLA MORSA DELLA POVERTA’

Scritto da Redazione.

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Che in Italia si viva peggio negli ultimi anni ce ne eravamo accorti tutti quanti e le elezioni politiche hanno dimostrato ampiamente che i cittadini chiedono un rinnovamento politico capace di far ripartire il paese, ma che la povertà e le disuguaglianze siano addirittura aumentate durante il governo Pd, raggiungendo l’apice nel 2016, lo rivela Bankitalia in una indagine senza veli. Una persona su 4 in Italia è a rischio povertà, anche al nord la percentuale dei meno abbienti è salita dall’8 al 15%. Le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza sono cresciute, Il 30% delle ricchezze del paese è detenuto dal 5% dei “Paperoni”   Tra il 2008 e il 2014, il reddito medio si è ridotto dell’11.9%. Per i più poveri la stangata è stata maggiore, infatti il  loro reddito medio si è rimpicciolito del 24.5%. Meno reddito disponibile, meno consumi, meno occupazione. La spirale negativa delle disuguaglianze ha inceppato il motore economico e sociale del sistema paese. Le cause di questo inceppamento è stato individuato dall’Istituto Cattaneo di Bologna che  attribuisce alla globalizzazione e alla crisi industriale gran parte della responsabilità, ma anche ai mancati investimenti da parte del governo su ricerca, istruzione e formazione. Per risanare la situazione secondo l’Istituto  bisogna ripartire dal capitale umano, finanziando e sostenendo la ricerca e attraendo i talenti esteri e nostrani, ancora in fuga all’estero.

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