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MORTE FABRIZIO FRIZZI – IPOTESI INQUIETANTE

Scritto da Redazione.

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La notte del 26 marzo scorso il noto conduttore televisivo Rai, Fabrizio Frizzi, si è spento all'ospedale S. Andrea di Roma a causa di una emorragia cerebrale. Una morte improvvisa che lascia i suoi colleghi e i tanti fan di stucco e profondamente rattristati. Frizzi aveva compiuto 60 anni il 5 febbraio scorso ed era in cura per problemi neurologici a seguito dell'ischemia che lo aveva colpito a ottobre. Frizzi lascia una bambina di 4 anni, Stella, e la moglie Carlotta Mantovan conosciuta durante la conduzione di Miss Italia nel 2001 e sposata nel 2014, "un amore travolgente" lo aveva definitivo pochi giorni fa la stessa Mantovan, giornalista di Sky tg24. Frizzi era stato prima sposato con Rita Dalla Chiesa con la quale aveva condiviso le battaglie antimafia. Era benvoluto da tutti, colleghi e conoscenti, per quella sua gentilezza innata, l’ottimismo e il dolce sorriso accompagnato da una fragorosa risata che dispensava con generosità e che lo rendeva simpatico e unico. Ma era anche un uomo molto buono e sensibile, a quarant’anni aveva donato il midollo osseo per salvare una ragazza affetta da leucemia. Aveva iniziato giovanissimo a lavorare in Rai come conduttore di programmi per ragazzi come Tandem, per poi passare a presentare I Fatti vostri, Scommettiamo che ..., Luna park, maratone Telethon, Miss Italia. Negli ultimi anni ha presentato "L'Eredità" programma preserale di quiz a cui era tornato anche dopo il malore che lo aveva colpito ad ottobre. Era stato inserito in un protocollo di cure per risolvere le cause alla base dei suoi problemi di salute, lo stesso Frizzi aveva più volte dichiarato che avrebbe rivelato esattamente la sua patologia una volta vinta la battaglia contro il male che lo affliggeva. Cosa che non è successa. Nell’ultima puntata di Matrix, il direttore di “Chi” Alfonso Signorini ha spiegato che “Lui (Frizzi) sapeva che non aveva scampo. E questo è molto importante da sottolineare, perché quando ha avuto quella ischemia che l’ha portato al ricovero immediato all’ospedale, ad ottobre, dagli esami è risultato che aveva dei tumori diffusissimi che erano inoperabili. E questa cosa è stata messa al corrente non soltanto della famiglia ma anche di lui. E Fabrizio a quel punto era a un bivio: o rimanere a casa e aspettare il momento, oppure andare in televisione a fare il suo lavoro e a portare ancora una volta il sorriso a casa della gente. È questo il vero miracolo che ha fatto Fabrizio Frizzi“. 

A questo punto si apre una sconcertante ipotesi, forse Frizzi, vista la sua quarantennale attività alla Rai, è stato vittima di possibili contaminazioni da amianto nella sede di viale Mazzini come altri suoi colleghi? L’incidenza di tumori tra artisti e giornalisti Rai è infatti cosa nota perché la sede di viale Mazzini nonostante i ripetuti allarmi non è stata ancora del tutto bonificata esponendo chi ci lavora al rischio di contrarre malattie tumorali. Claudio Baldasseroni segretario generale dello Snater, il sindacato autonomo dei lavoratori Rai, da anni in prima linea sulle questioni di sicurezza sul lavoro in Rai ha detto: “Non ci sono soldi …e i colleghi continuano a lavorare a viale Mazzini in una struttura coibentata con l’amianto; in direzione generale è stato bonificato solo il piano terra, cioè gli ingressi dove passano gli ospiti e i conduttori, mentre gli altri otto piani sono tutti da bonificare”. Insomma forse la morte del caro Fabrizio ha una spiegazione.

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