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Sfoghi, idee, riflessioni e consigli

Viaggiare e vivere possono essere sinonimi, perchè entrambi richiamano un percorso che ci porta a metterci in gioco ogni giorno della nostra vita, nel divertimento o nell'espletamento dei doveri. Ecco perchè ognuno di noi detiene un patrimonio inestimabile da condividere e confrontare. Aspettiamo di leggere anche il tuo!

OMELIE NOIOSE? ECCO LA SOLUZIONE

Scritto da Redazione.

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Non vai a messa tutte le domeniche per via delle omelie troppo lunghe e noiose? beh, non sei l'unico: le “omelie noiose”, propinate durante le messe domenicali, scoraggiano sempre più fedeli a frequentare con costanza i luoghi di culto, a dirlo è l’Istat che rivela che la tendenza a sottrarsi alle funzioni religiose è in costante aumento, soprattutto tra i giovani e le donne, tanto da parlare di un vero e proprio “abbandono” delle chiese.

Insomma, la defezione è sicuramente dovuta ad una serie di cause, ma, secondo quanto rivelato dall’Istat, i motivi principali sono la ripetitività del rito, la lunghezza delle funzioni e lo scarso coinvolgimento delle omelie, spesso elargite da sacerdoti poco ispirati che, per di più, farciscono l’eloquio, a volte, con opinioni personali, non sempre condivisibili.

Ma ciò non basta, molti Padri si affidano nell'esposizione del loro discorso ad un metodo collaudato ma non più efficace e a frasi e periodi proferiti con un ritmo cantilenante, che induce sonnolenza, conciliando un sonno profondo, più di una tisana di melissa o valeriana.

Il punto è proprio questo: chi va a messa non ci va perchè ha tempo da perdere, bensì per ascoltare, capire, essere illuminato, ricevere istruzioni di vita, tutte aspirazioni purtroppo spesso disattese.  

Insomma, questo argomento è più delicato e importante per la Chiesa di quanto si immagini, anche perché la messa domenicale, un tempo momento sacro di preghiera e raccoglimento della comunità, è in crisi profonda e per uscire dal tunnel deve adattarsi ai tempi, questo è il solo modo per catturare l’attenzione dei fedeli del nuovo millennio, siano essi giovani o meno giovani. Altrimenti si rischia, come sta già iniziando ad accadere, che la fede sia personalizzata, ognuno la plasmerà e vivrà secondo le proprie interpretazioni, senza guide e interferenze di sorta, strada che potrebbe portare a devianze pericolose.

E allora? Cosa fanno concretamente gli officianti per arginare questo “fenomeno” oltremodo deleterio? il Papa si è espresso in merito in più occasioni, invitando i sacerdoti a realizzare sermoni più costruttivi e interessanti, mentre ai fedeli ha chiesto di ascoltare più la parola di Dio che non annoia mai.

Per risolvere concretamente la questione ci ha pensato però un sacerdote, ancora poco conosciuto, don Mario Masina  della diocesi di Verona, che ha scritto un vero e proprio "Manuale del Predicatore", dove rivela ai suoi colleghi una serie di tecniche e strategie ben precise e articolate che favoriscono l’ascolto, appagano gli astanti, e comunicano contenuti. Ecco il file per scaricare la guida (indirizzo da copiare sul browser):

http://www.diocesiverona.it/s2ewdiocesiverona/allegati/15295/Manualepredicatore.pdf

PAESI, PAESAGGI E BUCHE NEI PRATI

Scritto da francesco patelli.

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C'è chi le immagina e c'è chi le ha viste con i propri occhi ... e c'è infine chi ci é finito dentro. Sono le famigerate buche del piccolo paese a sud di  Milano, chiamato Milano 3 - Basiglio. In questa cittadina immersa nel verde, le malefiche fosse, avvallamenti, fenditure, squarci nel terreno, che dir si voglia, si possono avvistare in ogni dove: Al limitare delle strade, nei pressi di pali e marciapiedi, sottoforma di tombini divelti o allacci idrici scoperti,  oppure, a dir l'amara verità, si possono vedere, soprattutto,  disseminate in gran numero nei prati sterminati del paesino adagiato nel parco agricolo sud Milano. Ben lo sanno i viandanti amanti delle passeggiate nel verde e soprattutto i padroni dei cani più indomiti che a seguito dei loro fidi si avventurano nelle invitanti distese erbose basigliesi da dove però è un'incognita uscire illesi. Se non hai gli occhi ben puntati a terra, infatti, potresti finirci dentro in men che non si dica, inghiottito dal baratro umido e scontroso, tenebroso e insidioso di una di loro. Queste argute buche col passare del tempo si sono moltiplicate e, onde non passare per monotone e ripetitive, si sono evolute e personalizzate, come veri e propri esseri pensanti, quasi in gara tra loro nell'eludere l'attenzione del pedone allo scopo di farlo precipitare nella loro conca brutale. Così, per non lasciare nulla al caso, come dicevamo, e per sedurre anche i più duri di cuore, queste fosse hanno acquisito diverse fogge, colore, tipologia, ampiezza, profondità e, quindi, pericolosità. Una cosa in comune tra loro però ce l'hanno, ed é il desiderio indomabile di accogliere tra le loro "fauci" avventurieri e spregiudicati camminatori, e per realizzare questo loro innato e "profondo" desiderio, adoperano tattiche diverse: talune si celano tra le sterpaglie, altre si rivestono di folta vegetazione, altre, più audaci, rimangono lì, in paziente attesa, senza veli,  invitando senza trappole o inganni lo stanco passante, a fermarsi, a lasciarsi andare al vuoto sotto i piedi senza opporsi o lottare nonostante la repentina e diabolica perdita di equilibrio. É come se queste buche volessero, in fondo, risvegliare bruscamente l'uomo dalla sua monotona routine e riportarlo alla vita vera, fatta di emozioni e sensazioni, anche violente ma pur sempre emozioni, e al contempo scaldare un po' il loro triste e freddo pertugio. Ma come si sono prodotte?
 
 
Alcune sono frutto di attività di scavo indefesso di bimbi o cagnetti, altre sono un diabolico scherzo della natura, altre ancora sono state realizzate, per così dire, da vandali, che volontariamente hanno divelto tombini o punti di allaccio reti idriche che, sguarniti di adeguata copertura, rappresentano un vero pericolo per i pedoni anche per la  scarsa vigilanza e manutenzione dei luoghi. Infatti, nonostante la cittadinanza locale sia vessata dai costi di vigilanza e tenuta del verde nessuno ha mai provveduto tempestivamente e opportunamente a riposizionare quanto dovuto, né tanto meno a colmate le buche onde evitare e scongiurare inevitabili infortuni. E Il Comune cosa fa? Niente. Come sempre. Tanto se qualcuno ci casca dentro e si spezza una gamba sai che ti dicono? Dovevi stare attento e guardare dove mettevi il piede, insomma é e sarà sempre colpa tua.

CARTA CLONATA!

Scritto da Rebecca Pulvirenti.

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ccredito
Proprio oggi una mia amica mi ha riferito che per l'ennesima volta la sua carta di credito Cartasì è stata oggetto di clonazione. Le hanno sottratto, con movimenti di piccolo importo, da febbraio ad oggi, oltre 1.500 euro!! Incredibile. E oltretutto, vista l'eccessiva frequenza delle clonazioni, i responsabili del servizio l'hanno pure richiamata ad un uso più consapevole e responsabile, quando invece, abbiamo verificato insieme, le clonazioni hanno tutte la stessa matrice: sono avvenute dopo aver effettuato pagamenti online. A questo punto non credo che Cartasì sia una carta sicura. Io ho avuto una disavventura simile, per la verità ancora in corso, con Postepay, la carta di Poste Italiane. Che ha lo stesso handicap di Cartasì, viene interecettata on line e usata per effettuare acquisti senza che il titolare della carta ne sappia nulla. I sistemi adottati da queste compagnie per limitare questi tragici eventi sono totalmente ridicoli e insignificanti. Per non parlare dell'iter per il disconoscimento delle operazioni, è lungo e farraginoso e comporta una eccessiva perdita di tempo. La trafila prevede prima il blocco della carta, con procedure al telefono piuttosto lunghe, poi la denuncia ai carabinieri, infine la compilazione e l'invio della documentazione richiesta via fax o mail. Ma non è finita quì, per ottenere il risarcimento, e quindi l'accredito degli importi sottratti, devi aspettare che il procedimento abbia esito favorevole, a volte infatti non ti riaccreditano l'intera somma. Inoltre devi attendere mesi, a volte anche anni, come con postepay, per rivedere i tuoi soldi, nonostante i solleciti tuoi e anche del tuo legale.

DAFNE CARUANA: LA TRISTE FINE DI UNA GIORNALISTA CORAGGIOSA

Scritto da Redazione.

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La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa qualche settimana fa da una autobomba che l’ha fatta saltare in aria nella sua auto, una Peugeot 108, a Bidnija nell’isola di Malta a due passi da casa sua. Quindici giorni prima aveva ricevuto minacce di morte. La giornalista indagava da tempo su un filone legato ai Panama Papers, i cosiddetti Malta files, in cui trapelavano collusioni tra i politici maltesi e la mafia. Insomma roba grossa e pericolosa che ha spinto la cinquatatreenne a indagare e a denunciare nel suo blog gli illeciti emersi dalle carte, nella speranza di contribuire a liberare Malta dalla corruzione e dal malaffare. Ma Malta è diventata anche, secondo quanto rivelato dalla giornalista, una base per l’evasione fiscale in Europa. Un paradiso fiscale a tutti gli effetti dove chi vuole può senza troppi convenevoli riciclare denaro dalla dubbia provenienza e depositare capitali nelle tante banche che stanno nascendo come funghi. La blogger stava anche indagando sul contrabbando di carburante tra Libia e Italia ed è probabile che sia stata brutalmente uccisa proprio per questo, in un suo intervento di qualche anno fa spiegava, infatti, di avere scoperto che chi viene fatto saltare in aria è implicato nel contrabbando di carburante chi invece viene freddato da sicari, è invischiato nel mercato della droga. La sua violenta morte ha scatenato indignazione in tutto il mondo, anche lo stesso Muscat, capo del governo maltese, con la quale la Caruana era spesso in disaccordo, ha espresso la propria indignazione e l’impegno a individuare i responsabili dell’atroce delitto, offrendo fino ad un milione di euro a chi fornisse informazioni utili all’individuazione dei colpevoli e avviando a tal fine un’inchiesta internazionale. Il parlamento europeo sulla scia di questo orrendo crimine ha deciso di affrontare il problema della libertà di stampa e della protezione dei giornalisti, nella sessione plenaria di apertura svoltasi a Strasburgo lo scorso 23 ottobre sono stati ricevuti i familiari della blogger a cui è stato espresso cordoglio e vicinanza, in onore della giornalista, infine, si è deciso di intitolare a suo nome la sala stampa del parlamento europeo a Strasburgo.

L'inganno di Amazon

Scritto da edoardo buffa.

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Ho aperto un account su Amazon qualche mese fa e ho inviato alcuni ordini che dovevano arrivare prima di Natale, perché erano regali per amici e conoscenti. E invece, poco prima del giorno previsto per la consegna, a ridosso  del 25 dicembre, mi hanno comunicato tramite una mail "sibillina" che mi avevano bloccato l'account e congelato gli ordini perché avrei dovuto fornire dati imprecisati sulla mia carta di pagamento, che poi é una poste pay. Adirato oltre ogni dire ho inviato un fax in cui spiegavo che ero in possesso non di una carta di credito ma di una poste pay e quindi di riattivare l'ordine. Non ricevendo alcuna risposta li ho tempestati di chiamate a cui il servizio clienti non ha saputo dare risposta rinviando a 24 ore una formale spiegazione che poi non é mai arrivata. A tutt'oggi, dopo circa un MESE, il mio account é ancora bloccato e gli ordini un miraggio. Questa situazione mi ha creato enormi problemi perché ho dovuto reperire altri regali in fretta e furia pur non sapendo se l'ordine inoltrato ad  Amazon avrebbe avuto seguito. Il disservizio di Amazon é totale, anche un altro mio conoscente si é imbattuto in una problematica simile e si é rivolto immediatamente ad altra azienda di commercio elettronico, risolvendo così l'empasse. Ora capisco la scelta del nome Amazon per questa azienda: molto probabilmente si riferisce al fatto che per ricevere un ordine ti devi addentrare in una foresta tipo Amazzonia e superare tutte le insidie per ottenere ciò che vuoi. Insomma é roba per chi ama il rischio e l'avventura. Pollice verso.

 

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