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OMELIE NOIOSE? ECCO LA SOLUZIONE

Scritto da Redazione.

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Non vai a messa tutte le domeniche per via delle omelie troppo lunghe e noiose? beh, non sei l'unico: le “omelie noiose”, propinate durante le messe domenicali, scoraggiano sempre più fedeli a frequentare con costanza i luoghi di culto, a dirlo è l’Istat che rivela che la tendenza a sottrarsi alle funzioni religiose è in costante aumento, soprattutto tra i giovani e le donne, tanto da parlare di un vero e proprio “abbandono” delle chiese.

Insomma, la defezione è sicuramente dovuta ad una serie di cause, ma, secondo quanto rivelato dall’Istat, i motivi principali sono la ripetitività del rito, la lunghezza delle funzioni e lo scarso coinvolgimento delle omelie, spesso elargite da sacerdoti poco ispirati che, per di più, farciscono l’eloquio, a volte, con opinioni personali, non sempre condivisibili.

Ma ciò non basta, molti Padri si affidano nell'esposizione del loro discorso ad un metodo collaudato ma non più efficace e a frasi e periodi proferiti con un ritmo cantilenante, che induce sonnolenza, conciliando un sonno profondo, più di una tisana di melissa o valeriana.

Il punto è proprio questo: chi va a messa non ci va perchè ha tempo da perdere, bensì per ascoltare, capire, essere illuminato, ricevere istruzioni di vita, tutte aspirazioni purtroppo spesso disattese.  

Insomma, questo argomento è più delicato e importante per la Chiesa di quanto si immagini, anche perché la messa domenicale, un tempo momento sacro di preghiera e raccoglimento della comunità, è in crisi profonda e per uscire dal tunnel deve adattarsi ai tempi, questo è il solo modo per catturare l’attenzione dei fedeli del nuovo millennio, siano essi giovani o meno giovani. Altrimenti si rischia, come sta già iniziando ad accadere, che la fede sia personalizzata, ognuno la plasmerà e vivrà secondo le proprie interpretazioni, senza guide e interferenze di sorta, strada che potrebbe portare a devianze pericolose.

E allora? Cosa fanno concretamente gli officianti per arginare questo “fenomeno” oltremodo deleterio? il Papa si è espresso in merito in più occasioni, invitando i sacerdoti a realizzare sermoni più costruttivi e interessanti, mentre ai fedeli ha chiesto di ascoltare più la parola di Dio che non annoia mai.

Per risolvere concretamente la questione ci ha pensato però un sacerdote, ancora poco conosciuto, don Mario Masina  della diocesi di Verona, che ha scritto un vero e proprio "Manuale del Predicatore", dove rivela ai suoi colleghi una serie di tecniche e strategie ben precise e articolate che favoriscono l’ascolto, appagano gli astanti, e comunicano contenuti. Ecco il file per scaricare la guida (indirizzo da copiare sul browser):

http://www.diocesiverona.it/s2ewdiocesiverona/allegati/15295/Manualepredicatore.pdf

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