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ATTI DI BULLISMO A SCUOLA -

Scritto da Redazione.

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I recenti casi di bullismo scolastico hanno riportato l’attenzione dei media e delle istituzioni sul problema della prevaricazione e della delegittimazione dei docenti nell’esercizio delle loro funzioni da parte di studenti maleducati e prepotenti, in una parola “bulli”. Il problema è strettamente legato in primis alla crisi delle istituzioni educative, dalla famiglia, che troppo concede e poco educa, alla scuola, ma la responsabilità è anche da ricercare nelle tecnologie digitali, nei social media che spesso mettono in risalto la figura del macho forte e senza paure e della violenza come unico mezzo per ottenere ciò che si vuole, anche il rispetto e la stima dei compagni e della propria comunità. Di certo le leggi non aiutano, in più oggi c’è il rischio della gogna mediatica per il professore che decidesse di reagire usando, magari, metodi non ortodossi per riportare l’ordine in classe, come qualche schiaffo o punizione esemplare. La legge e l’opinione pubblica sarebbero subito pronte a scagliarsi contro l’eventuale prof facendolo a pezzi, anche i genitori, come abbiamo visto nella cronaca recente. Insomma il problema del bullismo a scuola è molto diffuso e porvi un freno non è facile, occorre prima di tutto che la scuola e la famiglia collaborino di più, se un ragazzo ha degli atteggiamenti dileggiativi nei confronti di un professore deve essere subito segnalato e seguito da personale specializzato, nei casi più gravi deve essere sottratto alla famiglia e spedito in riformatorio perché la sua presenza in classe oltre a danneggiare il professore, danneggia anche gli altri studenti perché fonte di esempi negativi che potrebbero essere emulati o costituire pericolosi precedenti che giustificano ulteriori prepotenze, la mancanza di rispetto e lo scherno dell'autorità e quindi favorire un pericoloso ampliamento del fenomeno. I docenti dal canto loro non devono mai permettere agli studenti di usare nei loro confronti comportamenti lesivi della dignità, sadici o di prepotenza intenzionale, a volte conseguenza di una eccessiva confidenza concessa. Una risposta esemplare a questo genere di violenze viene da Alessandria dove una professoressa disabile lo scorso marzo è stata legata col nastro adesivo alla sedia, presa a calci e derisa da un gruppo di adolescenti in classe, il Consiglio di classe per punire in modo esemplare i responsabili ha emesso un provvedimento di sospensione nei loro confronti, che poi è stato convertito in un mese di lavori di pulizia da svolgere nella scuola stessa. Da prendere in considerazione anche periodi di assistenza anziani, di volontariato e perché no? l’obbligo di leggere libri classici e impegnativi a scuola.

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