MORTO AMOS OZ - LO SCRITTORE ISRAELIANO AMANTE DELLA PACE

Scritto da Redazione. Inserito in ARTE E CULTURA

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E' morto all'età di 79 anni Amos Oz, apprezzato e amato scrittore e saggista israeliano. Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er.

E' morto mentre dormiva circondato dall'affetto dei suoi cari a causa del peggioramento del tumore che lo affliggeva da tempo.

Aveva scelto il cognome Oz, abbandonando quello natio di "Klausner" proprio per il significato che ha il termine "oz" in ebraico, cioè "forza", ed è proprio la forza ed il coraggio che lo hanno contraddistinto nella vita, vissuta da intellettuale e storico, capace di far riflettere ed emozionare al tempo stesso.

Tra i suoi libri ricordiamo "Una storia di amore e di tenebra" Feltrinelli, in cui racconta le vicissitudini della sua famiglia e la nascita di Israele, Finché morte non sopraggiunga (Feltrinelli, 2018), il romanzo Tocca l'acqua, tocca il vento (traduzione di Elena Loewenthal).

Nel corso della sua lunga carriera fu insignito di diversi ambiti riconoscimenti, tra cui il premio Bialik (1986), il Prix Femina (Parigi, 1989), il premio Israele (1998), il Premio Príncipe de Asturias de las Letras e il premio Fondazione Carical Grinzane per la cultura mediterranea nel 2007

Amò con intensa passione la sua terra e criticò molte scelte dei governi che si sono via via succeduti, convinto che i due popoli, ebrei e palestinesi, dovessero convivere nel rispetto delle reciproche tradizioni e identità, lottando per una pace fondata sul principio "due popoli, due stati", rispettoso delle altrui posizioni per Oz il compromesso era sinonimo di ascolto, scambio, vita, il contrario di compromesso era fanatismo e morte. 

L'ultima apparizione di Oz nel nostro paese risale allo scorso giugno a Taormina per il Taobuk Festival, che lo ha premiato con il Taobuk Award for Literary Excellence insieme a Elizabeth Strout, in quell’occasione tenne una lectio magistralis in cui aveva puntato il dito contro la spettacolarizzazione della politica, diventata secondo lui un'industria dell’entertainment e del divertimento.

Per Oz questa rappresenta una strada sbagliata, occorre invece dare la giusta importanza alla politica, perché rappresenta gli ideali di un popolo, la speranza di un futuro migliore per le nuove generazioni e deve essere affrontata con serietà.

Oz si era espresso anche in merito ai flussi migratori sostenendo che il problema dei viaggi della speranza va affrontato a casa loro, a monte e non a valle, e che occorreva una riconciliazione, un equilibrio tra paesi ricchi e paesi poveri per creare le premesse per una vita migliore per tutti.

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