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Attualità

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GENITORI DI RENZI AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Bancarotta fraudolenta per emissione di fatture false, questa la gravissima accusa rivolta ai genitori dell'ex premier Matteo Renzi, che sono stati sottoposti oggi, con provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza, alla misura cautelare degli arresti domiciliari, perchè, per il gip di Firenze Angela Fantechi, sussistono concreti e attuali pericoli di reiterazione dei reati tributari e fallimentari per cui si procede.

Doccia fredda per Renzi che si preparava ad una conferenza stampa in Senato sul suo ultimo libro e che invece, alla notizia, ha subito disdetto.

Secondo l'ex premier ci sarebbe un accanimento nei confronti della sua famiglia per colpire in realtà la sua persona, di diverso avviso il Tribunale della sua amata Firenze che ha raccolto prove, a quanto pare schiaccianti, sulla gestione disinvolta dei genitori di Renzi di ben tre società cooperative di cui erano gli amministratori dal 2013 al 2018, ovvero quando il loro figlioletto ricopriva una delle cariche più importanti e autorevoli dello Stato.

I genitori di Renzi operavano, secondo l'accusa, insieme ad un terzo uomo, anche lui posto agli arresti domiciliari.

Nelle operazioni illegali sarebbe coinvolto anche l'autista di Renzi, quello per intenderci che ha guidato il suo camper durante le primarie per la segreteria del Pd.

Strana, se non ambigua, la solidarietà da subito espressa da esponenti del Pd al loro ex leader che lascia molto pensare, e dubitare, sulla idea di giustizia di questa parte politica.

Lo stesso Renzi, invece di ritirarsi in un doveroso silenzio ha commentato "Non ho mai avuto così tanta voglia di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta", ovvero un paese con due pesi e due misure? per un Pd intoccabile?

Di certo quando ad essere colpiti da provvedimenti giudiziari di qualsiasi natura sono stati i suoi avversari politici: Di Battista, Di Maio e Salvini, Renzi è stato sempre, e senza riserve, dalla parte della magistratura.

Auguriamoci che la giustizia faccia il suo corso, fino in fondo, Renzi o non Renzi.

TEMPI DIFFICILI PER I GOVERNI POPULISTI MA CONTE NON DEMORDE

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Stima prevista del Pil 2019 in ribasso dal'1,2% allo 0,2%, questa la probabile correzione di Bruxelles alla manovra varata a dicembre e all'annuncio di Conte di un periodo di recessione nel bel paese.

E i mercati non potranno non recepire l'antifona che l'italia è un paese dove non conviene investire, con le conseguenze del caso.

E sì, perchè spesso la partita si gioca nei palazzi del potere, dove si decide in base a tante variabili, essenzialmente politiche ed economiche, se un paese può decollare o soccombere.

Ma il nostro governo incassa l'ennesima batosta ma non sembra vacillare, anzi l'entusiasmo e il dinamismo non mancano e fanno ben sperare in una prossima ripresa che, il nostro presidente del consiglio preannuncia, "miracolosa".

Infatti il premier Conte, in un suo intervento di qualche giorno fa, in Assolombarda a Milano, ha spiegato agli imprenditori che i dati congiunturali della nostra economia, pur non essendo favorevoli al nostro paese, a cominciare dalle crisi di Cina e Germania, che è il più paese più importante per il nostro export, fanno ben sperare in un pieno riscatto nel prossimo futuro. Nella manovra economica, approvata senza le temute procedure di infrazione, "ci sono tutti gli elementi per ripartire con il nostro entusiasmo, soprattutto nel secondo semestre, lo dice anche l'Fmi.

Abbiamo una economia che crescerà" - ha detto Conte - dobbiamo lavorare insieme, progettare gli strumenti per far crescere l'economia in modo robusto e duraturo'' attribuendo poi gran parte delle difficoltà riscontrate a inizio mandato alla scomoda eredità ricevuta dai passati governi.

Acida la reazione di Padoan, ministro dell'economia nel governo Renzi e Gentiloni, che senza rispetto per la seconda carica più importante nel paese, e senza alcuna autocritica, ha bollato come "parole infami ed ignoranti" le critiche espresse dal premier in riferimento alle precedenti legislature, quelle, per intenderci,in cui l'economista era insignito di cariche istituzionali, svolte obiettivamente con demerito e con un flop dopo l'altro. ttps://www.investireoggi.it/economia/crisi-banche-tutti-gli-errori-del-tragico-padoan-ai-danni-dei-contribuenti/

L'ottimismo di Conte è però contagioso e già si vedono i risultati, confortante il dato comunicato dall'Istat sui livelli occupazionali registrati nel nostro paese a dicembre.

Secondo l'Istituto il tasso di occupazione a dicembre 2018 si è attestato al 58,8% in lieve aumento di 0,1 punti, il livello più alto prima della crisi del 2008 dove era pari al 58,9%. Il numero degli occupati, rispetto a dicembre 2017, è cresciuto di circa 220 mila unità, nello specifico ad aumentare sono stati lavoratori a termine (+257 mila) e indipendenti (+34 mila), mentre sono diminuiti i dipendenti permanenti (-88 mila), a dimostrare la cauta ma decisa fiducia delle imprese e dei lavoratori nel nuovo governo.

Nonostante la sinistra livida e rancorosa, e costantemente rivolta a picconare l'attuale esecutivo, la coalizione di governo ha, secondo il sondaggio Demos per Repubblica a cura di Ilvo Diamanti - quindi abbastanza attendibile, il favore popolare, per l'esattezza gli equilibri si sono rovesciati rispetto al 4 marzo 2018: la Lega che partiva dal 17,4 per cento è oggi al 33 per cento, mentre il M5s, che partiva dal 32,7 è sceso al 24,9. La somma totale del consenso regge, anzi aumenta dal 50 al 59 per cento, ma con equilibri ribaltati.

TRATTATO GERMANIA-FRANCIA, EUROPA SCONFITTA

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Se tra Italia e Francia la tensione è alle stelle, anche per le recenti esternazioni di Di Maio e Salvini, tra Francia e Germania i rapporti sono idilliaci tanto che in data odierna i due leader M&M, Macron e Merkel, hanno riconfermato il trattato di Aquisgrana, già siglato nel 1963 tra Korad Adenauer e Charles de Gaulle. 

Sì, ma la situazione dei due paesi era nel 1963 molto diversa da quella attuale, adesso c’è una Europa che ha bisogno di unità e cooperazione tra tutti gli stati membri e questa riconfermata asse tra i due paesi più forti economicamente della comunità europea non può che suonare quantomeno scorretta. A maggior ragione appaiono sinistre le prime dichiarazioni della Cancelliera, al suo ultimo mandato politico, che prima di firmare ha detto “Oggi è un giorno molto significativo per i rapporti franco-tedeschi, significa che vogliamo andare avanti mano nella mano”, anche Macron, al minimo storico nel suo paese, ha aggiunto "Francia e Germania devono assumersi la responsabilità e parlare con una voce sola …i nazionalismi che minacciano l'Europa … la "scossa" che proviene dalla Brexit, il terrorismo, il cambiamento climatico …e le nuove dinamiche economiche”. Il presidente francese ha anche sottolineato che le minacce "non provengono solo dall'esterno, ma anche dall'interno, riferendosi chiaramente anche alle liti con i sempre più lontani cugini italiani. 

Ma in cosa consiste questo accordo? Emmanuel Macron e Angela Merkel, oltre a ribadire l’importanza simbolica di una partnership intraeuropea tra i due Paesi, si confronteranno preventivamente in vista di importanti riunioni a livello europeo, in modo tale da assumere posizioni comuni e arrivare anche a dichiarazioni congiunte su tematiche di primaria importanza come difesa e sicurezza, che in un contesto mondiale con potenze come Russia, Stati Uniti e Cina, offre all'Europa la possibilità di aumentare il proprio peso, anche nel campo militare e della Difesa.

C'è poi un'altra priorità contenuta nell’accordo: l’impegno francese per riservare un seggio permanente per la Germania alle Nazioni Unite. Un’opzione non gradita certamente agli Stati Uniti e ad altri governi europei, in special modo a quello italiano, Paese fondatore di grande importanza che così rimarrebbe un passo indietro a livello europeo rispetto a Francia e Germania

LE NAVI DELLA DISCORDIA - LE ONG CHE SALVANO MIGRANTI

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Dopo l'appello del Papa di domenica scorsa, in cui ha chiesto ai paesi europei di porre fine all'odissea dei 49 migranti a bordo delle due navi Ong a largo di Malta, qualcosa si muove, a cominciare dalla Germania, terra di appartenenza delle due navi Sea Watch e Sea-Eye, che si è resa disponibile all'accoglienza, ma non da sola.

Nelle ultime ore la platea dei paesi favorevoli all'accoglienza si è allargata, di altri 10 paesi, tra cui l'Italia, che offrono asilo ma a patto che Malta faccia lo stesso.

Il leader di questo paese, Muscat dopo un primo, ennesimo, "no" ha dichiarato di accettare di aprire i propri porti ma solo se l'Europa accetterà a sua volta la ridistribuzione di altri 249 migranti accolti nei giorni scorsi nell'isola.

Refrattari all'accoglienza restano, invece, i paesi dell'est, tra cui Polonia e Ungheria con i quali si potrebbero coprire le esigenze di ricollocamento dei migranti.

Oggi vertice Ue per valutare l'emergenza, ma secondo indiscrezioni, non sembra facile raggiungere un accordo tra i vari paesi e la questione rischia di protrarsi ulteriormente. 

Intanto  sulle navi la tensione è alle stelle tanto che alcuni profughi avevano iniziato lo sciopero della fame, adesso rientrato, mentre un'altro profugo qualche giorno fa si era buttato dalla nave per raggiungere a nuoto Malta, ma è stato ripreso e riportato a bordo.

Sull'onda della polemica, se soccorrere, o aspettare una comune strategia europea, è intervenuto il sindaco di Napoli de Magistris che con spregio delle leggi vigenti nel nostro paese ha dichiarato a Radio 24 di voler andare a salvare i migranti, che stanno morendo, con le navi ancorate nel porto di Napoli.

La risposta di Salvini non si è fatta attendere: pensi ai problemi di Napoli, che sono tantissimi.

In effetti l'osservazione di Salvini appare alquanto corretta e pertinente, come fa il sindaco di una delle città più pericolose al mondo di preoccuparsi di migranti in mare assistiti dalle Ong in attesa di un porto, ma che un porto avranno di certo?

Ovviamente appare così strano che si spiega solo come un temerario tentativo di contrastare il nuovo esecutivo da parte di uno schieramento politico che si sente vinto e battuto ed è qundi in cerca di rappresentatività, anche a rischio di teatralizzare penosamente i propri interventi e di continuare la discesa a picco nei consensi.

FRANCIA E ITALIA: PER L’UE DUE PESI E DUE MISURE

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Entrambi i paesi stanno attraversando una difficile congiuntura economico-politica, la Francia perché messa a ferro e fuoco dai 'gilet gialli', l’Italia per la difficoltà a far approvare da Bruxelles la nuova manovra economica per il 2019 che prevede un rapporto deficit/pil recentemente ribassato dal governo Conte dal 2,4 al 2,04% allo scopo di evitare costose e debilitanti procedure di infrazione.

La crisi francese ha spinto Emmanuel Macron a scendere a compromessi con i manifestanti e quindi ad annunciare misure che potrebbero portare il deficit al 3,5 per cento del pil, senza ricevere veti dall’Europa, domandona: Potrebbe secondo voi la situazione francese rendere la Commissione europea più permissiva con l’Italia?  Sembra proprio di no. Pierre Moscovici, ex ministro delle Finanze francese, appartenente alla corrente riformista dei socialisti e Guenther Oettinger, commissario uscente all’Energia, membro del Partito conservatore della ex Cancelliere Angela Merkel, sembrano tanto permissivi con la Francia quanto esigenti con l’Italia, anche per evidente opposta estrazione politica a quella del neonato esecutivo gialloverde.

L’Ue, d’altronde, non può sanzionare Macron, già messo alle strette dalle proteste nel suo paese, anche perché continua a essere lui la promessa dell'establishment europeo, visto che Angela Merkel è ormai alla fine del suo mandato politico, e l'Ue ha quindi, tra le sue mission primarie, quella di ostacolare i governi populisti, come quello appena nato in Italia.

Basti questo per spiegare i guanti di velluto con cui l'Europa sta affrontando la crisi di Macron, compreso anche il fatto che nessuno tra i leader europei si è azzardato a contestargli nulla, nemmeno il comportamento della polizia con gli studenti, inginocchiati con le mani sulla testa: la foto ha scandalizzato il web, ma non i palazzi europei.

Ma se scaviamo emergono fatti che rasenterebbero l’impeachment di Moscovici per conflitto di interessi.

Come può Moscovici giudicare con imparzialità la situazione francese e quella italiana se l'anno scorso ha plaudito la vittoria di Macron alle presidenziali francesi come "una buona notizia per la Francia e per l'Europa.

Lui, Moscovici, in passato alfiere della flessibilità quando ricopriva il ruolo di ministro dell'Economia francese, ora espressione del rigore più cieco contro Roma.

In più, pur da socialista, il commissario agli Affari Economici si è molto avvicinato a Macron.

Nei palazzi dell'Ue si vocifera che Moscovici possa candidarsi con il movimento di Macron “En marche” alle prossime europee, o comunque nell'alveo di un movimento 'libdem' che poi all'Europarlamento fonderebbe un nuovo gruppo insieme ad altre formazioni simili in Europa, gli spagnoli di Ciudadanos o anche la nuova creatura politica che potrebbe lanciare in Italia Matteo Renzi.

E' ovvio che queste premesse spiegano come Macron abbia un valido alleato, e difensore della patria nei palazzi di Bruxelles, per natali e per estrazione politica, mentre l’Italia è sguarnita di followers, anche l’italico Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani di Forza Italia, ha interesse che l’esecutivo in carica non abbia vita facile, sognando un futuro governo esclusivamente appannaggio del centro destra con il solito Berlusconi a capo o vice.

Ma è di oggi la notizia che molto probabilmente un accordo tra Roma e Bruxelles è imminente, dopo convulsi incontri tra i vertici europei e italiani sembra che la procedura di infrazione è stata ormai formalmente superata e lo spread e la borsa hanno festeggiato la news con ottime prestazioni, lo spread è sceso a 250 punti base nella giornata odierna e la Borsa di Milano ha registrato un ragguardevole + 

Molestie alle donne. Colpa del velo

Scritto da Redazione. Inserito in Altro temi scottanti

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Secondo molti mussulmani a causare le molestie a Colonia sono state in realtà le donne, perchè non indossavano il velo, in questo modo scatenando la violenta reazione maschile. Ma quale velo? nella nostra cultura è assente perchè è una forma di prevaricazione inconcepibile. E poi nei paesi arabi, dove le donne si coprono diligentemente la testa, sono davvero rispettate? forse solo se si sottomettono ad altre inumerevoli norme di sottomissione al marito. Certo è che la strada per la parità tra i sessi in certi paesi sembra neppure esistere. Il problema è che queste realtà retrograde e primitive stanno sbarcando sul nostro suolo col rischio di riportarci indietro nei secoli e di scatenare una pericolosa emulazione. Commenta ed esprimi il tuo parere.

Molestie a Colonia - Di la tua

Scritto da Redazione. Inserito in Altro temi scottanti

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Indignazione e shock per quanto accaduto ad un numero tuttora imprecisato di donne molestate e derubate da nordafricani la notte di S. Silvestro a Colonia e Amburgo in Germania, ma anche in altri paesi europei. A Colonia, erano oltre un migliaio gli extracomunitari che si erano radunati in una piazza del centro in occasione dei festeggiamenti di fine anno. Complice il frastuono dei petardi alcuni di loro a gruppi accerchiavano le vittime che uscivano dalla stazione per tornare a casa, palpeggiandole e alleggerendole dei cellulari e dei soldi. Sono stati segnalati anche due casi di stupro, anche se il conto potrebbe essere ben più salato se si considera che altre donne, per la vergogna, potrebbero aver preferito non denunciare i loro aguzzini. Sotto accusa anche le forze dell'ordine che, colti di sorpresa da un evento completamente inaspettato e imprevedibile, non sono intervenute tempestivamente. Questi eventi hanno fatto perdere consensi alla Merkel che da fautrice dell'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo adesso promette un giro di vite nei confronti dei responsabili di questi gravissimi atti di inciviltà. Le proteste non accennano a diminuire, si teme che questo malcostume possa essere emulato. Esprimi il tuo parere su questa news

CONFERENZA SUL CLIMA COP21

Scritto da Redazione. Inserito in Politica Estera

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Contributo di Lana Weber

A Parigi si continua a parlare, ma con più ottimismo, di come salvaguardare il pianeta dalle emissioni nocive che stanno surriscaldando la terra, ovvero quella che Papa Bergoglio definisce la "casa comune". L'accordo da redigere deve essere globale, ovvero comprendere e mettere d'accordo più realtà e paesi diversi. Così si è passati da una bozza di 43 pagine ad una molto più semplice e chiara di 29 pagine, con alcuni punti controversi, ancora da definire, e appendice operativa. Oggi ha parlato il segretario di stato americano John Kerry che ha annunciato un incremento degli aiuti per i paesi più "vulnerabili"Ma nel far fronte ai cambiamenti climatici, ma ancora le danze non sono finite, si pensi a India e Cina il cui inarrestabile e prorompente sviluppo industriale registrato negli ultimi anni sta facendo collassare l'inquinamento globale, paesi che per adesso non vogliono assumersi oneri e limitazioni particolari.

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