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Attualità

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AMNESTY CONDANNA L'ITALIA PER GESTIONE REPRESSIVA DEI MIGRANTI, GLI ALTRI PAESI ASSOLTI

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Amnesty International nel suo rapporto "La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019", pubblicato dalla Ong in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, ha lanciato critiche, anatemi e saette nei confronti del governo Conte, perchè si sarebbe distinto tra tutti i paesi del globo per una “gestione repressiva del fenomeno migratorio", "erosione dei diritti umani dei richiedenti asilo", "retorica xenofoba nella politica", "sgomberi forzati senza alternative".

Insomma chi più ne ha più ne metta, una serie di accuse gravi e circostanziate che puntano il dito su come il governo votato dai cittadini sta cercando di affrontare una difficile situazione, che da anni è stata sottovalutata dai precedenti esecutivi e per il quale l'Italia non ha ricevuto mai particolare sostegno dall'Ue, fatto che ha contribuito a creare un rischio di instabilità sociale. 

L'aspetto grave, che rende questa relazione risibile, o quanto meno contestabile, è che chi l'ha redatta è un'organismo internazionale che dovrebbe essere imparziale, vigilare a trecentosessanta gradi, e che invece si è dimostrata succube delle lobby, dei poteri che vorrebbero trasformare il nostro paese in un luogo di approdo, liberando da scomodi pesi altri stati e continenti.

La questione dovrebbe riguardare in realtà tutti, quindi, non solo l'Italia.

Se nella sua relazione Amnesty International fosse stata obiettiva, avrebbe riconosciuto gli sforzi compiuti dal nostro governo per condividere anche con gli altri questo fardello, avrebbe monitorato, ed eventualmente ripreso, i comportamenti illegittimi di tutti i paesi reticenti all'accoglienza, e non solo il nostro, avrebbe, infine, sollecitato la condivisione di un fenomeno, quello degli sbarchi, che diventerebbe accettabile solo se affrontato con la collaborazione di tutti, e non del solo paese che, per la sua posizione geografica, prossima alle traversate, è il più penalizzato e soggetto a diventare una meta per gli scafisti.

Ma il documento ha un'alra pecca: non prende in esame il fatto che i migranti continuano ad arrivare, illecitamente, in molte spiagge siciliane, per non parlare del fatto che vengono spesso sprezzatamente rimandati indietro dai maltesi, così come anche dai francesi al confine con l'Italia, o dagli svizzeri, che, attraverso il fiume Ticino, spediscono i disperati nella nostra terra.

Nessuno li vuole, questo è certo, e quando anche noi facciamo il pugno duro per salvaguardare i nostri confini un pò troppo colabrodo, scoppia il caso e la polemica, veniamo ricoperti di vergogna e veniamo additati come paese xenofobo e razzista.

Ma noi non accettiamo lezioni di solidarietà, siamo un paese ospitale e aperto, ma non possimao permetterci che gli altri paesi ne approfittino. 

Ma sarà giusto o tutti vogliono scaricare su di noi le responsabilità dei flussi migratori? 

MAFIA: ARRESTATA NUOVA CUPOLA - IN MANETTE ANCHE ESPONENTI DELLA NDRANGHETA

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La mafia negli ultimi anni si era divisa in tanti clan e famiglie, anche per depistare gli inquirenti, ma da qualche tempo aveva cambiato strategia, per fare più affari aveva riunito le forze e, secondo l'inchiesta condotta dalla Dda, aveva ricostruito la famigerata cupola eletta durante un summit svoltosi il 29 maggio scorso.

Così oggi i carabinieri del comando provinciale di Parlemo hanno eseguito 46 fermi di presunti appartenenti al nuovo vertice di Cosa Nostra, in manette è finito anche il nuovo "padrino" dell'organizzazione, erede a pieno titolo diTotò Riina, Settimino Mineo, un ex orefice di 80 anni noto alle forze dell'ordine per il copioso curriculm malavitoso.

Maxi operazione internazionale anche contro la ndrangheta e le sue ramificazioni internazionali, che oggi ha fatto finire in manette oltre 90 persone in diversi paesi del Sud America, Germania, Olanda e Belgio, le accuse ipotizzate vanno da riciclaccio, ad associazione mafiosa al traffico internazionale di droga.

Il blitz é frutto di una coordinazione, denominata Eurojust, tra le forze di polizia e guardia di finanza italiane, olandesi, belghe e tedesche con la magistratura.

SERVIZIO LE IENE: OPERAI IN NERO NELLA DITTA DI MAIO

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Neanche a farlo apposta ma appena dopo il riavvicinamento Salvini-Berlusconi di qualche settimana fa, quando l'ex premier e presidente di Forza Italia, ringalluzzitosi, aveva detto che il prossimo governo sarebbe stato di centro-destra, e guarda caso spunta l'inchiesta delle Iene, noto programma satirico e di denuncia di Italia 1, alias Mediaset, alias Fininvest, alias Berlusconi, che ha scovato e dato voce a operai in nero della ditta Ardima srl, di proprietà del vicepremier e ministro del lavoro e delle politiche sociali Di Maio e di suo padre.

Non vi sembra strano?

Insomma qualche dubbio affiora sulla convenienza dell'indagine.

Ma passiamo alle reazioni alla notizia: le più scontate sono state quelle dell'ex premier Matteo Renzi, i cui genitori sono ancora indagati per emissione di fatture false, e di Maria Elena Boschi, il cui padre è stato indagato per responsabilità sul caso banca Etruria, che con il PD hanno chiesto a Luigi Di Maio di riferire in aula sull'accaduto, forse in cerca di vendetta o di una temeraria  quanto improbabile riabilitazione dei propri congiunti.

Intanto anche le testate di sinistra hanno trovato pane per i loro denti e hanno iniziato a passare al setaccio la vita dei Di Mario per scoprire che nel 2017 Di Maio senior aveva dichiarato al fisco 88€. Luigi Di Maio ha chiesto tempo per approfondire e per le verifiche del caso.

Voi cosa ne pensate?

BRUXELLES/ROMA: SPERANZE ACCORDO

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Piazza Affari oggi è stata la migliore in Europa, volando a + 3, lo spread, in energico calo, si è fermato a 288 punti percentuali.

Il muro contro muro con l'Ue forse ha creato una breccia, ed è tornata la fiducia degli investitori che ricominciano a credere in questo esecutivo e nella ripresa dell'economia nel nostro paese.

Anche il Presidente della Bce Mario Draghi, ha detto che al momento c'è un dialogo con l'Italia e che è sempre stato fiducioso in un accordo.

La settimana in corso è particolarmente cruciale per Draghi, il 13 si riunisce il board della Bce per decidere sul programma di acquisto di titoli (Qe) in cui Draghi dovrà fornire dati sulla crescita e inflazione dell'area euro e valutare un nuovo programma di finanziamento a medio-lungo termine che possa sostituire quelli in scadenza (quantitative easing) allo scopo di dare ossigeno alle banche in un contesto di generale rallentamento dell'economia continentale.

Poco prima dell'audizione sarà diffuso l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche che fornirà un ulteriore tassello mentre venerdì arriverà il dato sull'inflazione dell'area euro. 

NAVE AQUARIUS: SCOPERTO ILLECITO SMISTAMENTO DEI RIFIUTI INFETTI

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La Procura di Catania ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo della nave Aquarius, appartenente alla Ong “Medici senza Frontiere” e di 460 mila euro, in merito all’indagine denominata “operazione borderless” avviata per fare luce sulla illecita gestione dei rifiuti altamente infettivi provenienti dalle prime cure somministrate sulla nave ai migranti affetti da patologie come aids, scabbia, epatiti, tubercolosi, sifilide e meningite.

I materiali di scarto, come garze, siringhe e sangue, ma anche abiti indossati dai malati in quanto fonte di trasmissione dei virus, risulterebbero essere stati smistati come rifiuti indifferenziati e finiti, insieme a quelli urbani, nei porti italiani con il rischio di contagi su vasta scala.

Questa interpretazione spiegherebbe, tra l’altro, i numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani.

Il Procuratore Zuccaro ha accertato che l'Aquarius, con l’aiuto di due agenti marittimi, anch’essi indagati, insieme ad altre 20 persone, ha provveduto, evadendo le rigide norme in materia di sicurezza, a sbarazzarsi in ben 44 occasioni di circa 24 mila di rifiuti.

La Ong ha respinto le accuse e ha annunciato di fare ricorso al Tribunale del Riesame, anche se le prove sembrano schiaccianti.

La notizia è stata già apostrofata positivamente dal nostro ministro dell'Interno Matteo Salvini. 

ITALIA: SCONTRO CON L'UE

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Il Documento programmatico di bilancio approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, recepisce solo in minima parte le critiche mosse da Bruxelles, e così tocca al Ministro dell'Economia e delle Finanza, Giovanni Tria spiegare ancora una volta, ad una Europa già sul piede di guerra, perchè quella manovra non si può più toccare.

L'Austria si è dichiarata pronta a procedere con le sanzioni contro il nostro paese, l'Olanda attraverso un  suo portavoce ha espresso delusione nei confronti dell'Italia che ha osato ribellarsi alle regole dell'Unione europea.

Ma il governo tira dritto, sfida la vecchia Europa, a cui chiede più attenzione al cittadino, più flessibilità, più tolleranza e una visione più oggettiva delle esigenze di ogni singolo Stato, e nel documento programmatico tanto contestato da Bruxelles si cede su inezie: slittano i pensionamenti anticipati e il reddito di cittadinanza, ma solo perchè vanno ancorati ad una legge ad hoc, ancora da definire, o ad un decreto che di Maio annuncia comunque imminente.

Nella lettera di accompagnamento del Dpb all'UE, Tria cerca innanzitutto di rassicurare, spiegando che l'indebitamento sarà sottoposto a costante monitoraggio e che il livello del deficit al 2,4% del pil sarà considerato un limite invalicabile.

il ministro Tria, consapevole che il problema è anche la scarsa fiducia dell'Unione europea nella ottimistica visione di ripresa del nostro paese stimata dal governo, peraltro alla base delle pericolose oscillazioni dello spread, per calmare le acque, o almeno provarci, preannuncia l'innalzamento all'1% del pil delle operazioni di privatizzazioni del patrimonio pubblico, i cui incassi costituiranno un margine di sicurezza e consentiranno la discesa del rapporto debito/pil sempre più marcata nei prossimi 5 anni.

ELEZIONI MIDTERM IN USA: SCOSSONE PER TRUMP

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Conclusesi questa notte ora italiana, le votazioni di metà mandato tanto attese dagli osservatori internazionali, dall'opinione pubblica e dall'amministrazione Trump per verificare la tenuta della linea politica nonchè i consensi popolari detenuti dal Presidente.
Ha giocato a sfavore del tycoon la rivendicazione da parte dell'ex presidente Obama del boom economico registrato negli States negli ultimi mesi, ma anche la campagna elettorale dei democratici, tra le più costose della storia, in cui i dem hanno coinvolto categorie professionali e sociali con donazioni anche minime.
Trump, che negli ultimi sei prima del voto ha tenuto comizi in 6 Stati, ha recuperato, rispetto alla debacle prevista dagli analisti, perchè ha puntato il dito contro la personalizzazione dello scontro elettorale incentrato sulla sua persona.
L'affluenza alle urne, da record, ha segnato l'ascesa dei democratici alla Camera, dove hanno conquistato la maggioranza, mentre il Senato resta saldamente in mano ai repubblicani.
Lo scenario che si prefigura per Trump è una dura battaglia contro i dem per la revisione dei trattati e sulle guerre commerciali che aspettavano a fine mese l'ok del Congresso, ma anche la ripresa dell'inchiesta del procuratore Mueller contro le ingerenze russe nelle presidenziali 2016.

BRUXELLES DICE ANCORA "NO" - QUESTA VOLTA PREVISTO E SCONTATO - ALLA MANOVRA ECONOMICA

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L'Ue ha nuovamente bocciato la politica fiscale ltaliana per il 2019, quella che avrebbe dovuto, secondo il primo ministro Giuseppe Conte e il suo staff, sistemare i conti dello Stato e al contempo mantenere le promesse fatte agli elettori.

La sfiducia è stata formalmente espressa in conferenza stampa dai commissari europei Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici che, oltre a definire i chiarimenti del ministro Tria non convincenti, hanno criticato l'eccessivo aumento della spesa pubblica, l'assenza di rassicurazioni sul calo del debito e sul target di bilancio, inoltre hanno accusato il nostro paese di indebolire l'Europa con politiche economiche non compatibili con le regole Ue, che devono essere condivise e non ignorate.

Da quì l'ultimatum di ulteriori 3 settimane per aggiustare il documento programmatico al fine di renderlo più confacente alle direttive europee. 

Se l'Italia non si vorrà adeguare alla nuova richiesta di revisione, rischia di aprirsi una procedura per il debito tricolore che potrebbe a sua volta portare a sanzioni e in ogni caso a una stretta sorveglianza sulle finanze pubbliche.

Per il governo non esiste un piano B, Conti dichiara di essere pronto ad operare al massimo una spending review, ma non saranno ammessi cambiamenti sostanziali.

Questa è la strada giusta secondo il governo italiano che, compatto e convinto, difende a spada tratta la manovra.

Che cosa accadrà non è dato saperlo, ma di certo questa strenua lotta del nostro esecutivo per la manovra economica, ha qualcosa di nobile in sé, e più che creare fratture e incomprensioni con Bruxelles, dovrebbe rappresentare un’opportunità per l’Unione europea per valutare correzioni nei rigidi parametri a cui ogni governo è chiamato a sottostare.

IL SINDACO DI RIACE: TONI DA CAMPAGNA ELETTORALE

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Sfida la legge e se la prende con il governo, tanta confusione nella mente del sindaco di Riace colpevole, secondo i giudici, di illegalità nella gestione dei migranti approdati nel paesino da lui amministrato.

E nonostante la revoca degli arresti domiciliari gli sia stata convertita nell’obbligo di dimora fuori Riace, si considera in esilio, e non sa dove andare il povero Sindaco, trova però la forza di incitare i suoi a tenere duro perché una soluzione si troverà, e c’è da credergli, perché, a quanto pare, le sue amicizie e i suoi sostenitori sono tanti e potenti, e pertanto ci risulta fin troppo strano dare credito alla sua terribile condizione di ramingo, visti anche i tantissimi messaggi di vicinanza e solidarietà ricevuti da compaesani, colleghi sindaci, politici di sinistra e personaggi dello spettacolo come Sgarbi o Beppe Fiorello che, comprensibilmente arrabbiato per la sospensione della fiction Rai sul sindaco calabro da lui interpretato, paragona addirittura il trattamento a cui è stato sottoposto Lucano a quella del peggiore mafioso. Ma come si fa a dire certe cose? solo la sinistra ci riesce.

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