FRANCIA E ITALIA: PER L’UE DUE PESI E DUE MISURE

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Entrambi i paesi stanno attraversando una difficile congiuntura economico-politica, la Francia perché messa a ferro e fuoco dai 'gilet gialli', l’Italia per la difficoltà a far approvare da Bruxelles la nuova manovra economica per il 2019 che prevede un rapporto deficit/pil recentemente ribassato dal governo Conte dal 2,4 al 2,04% allo scopo di evitare costose e debilitanti procedure di infrazione.

La crisi francese ha spinto Emmanuel Macron a scendere a compromessi con i manifestanti e quindi ad annunciare misure che potrebbero portare il deficit al 3,5 per cento del pil, senza ricevere veti dall’Europa, domandona: Potrebbe secondo voi la situazione francese rendere la Commissione europea più permissiva con l’Italia?  Sembra proprio di no. Pierre Moscovici, ex ministro delle Finanze francese, appartenente alla corrente riformista dei socialisti e Guenther Oettinger, commissario uscente all’Energia, membro del Partito conservatore della ex Cancelliere Angela Merkel, sembrano tanto permissivi con la Francia quanto esigenti con l’Italia, anche per evidente opposta estrazione politica a quella del neonato esecutivo gialloverde.

L’Ue, d’altronde, non può sanzionare Macron, già messo alle strette dalle proteste nel suo paese, anche perché continua a essere lui la promessa dell'establishment europeo, visto che Angela Merkel è ormai alla fine del suo mandato politico, e l'Ue ha quindi, tra le sue mission primarie, quella di ostacolare i governi populisti, come quello appena nato in Italia.

Basti questo per spiegare i guanti di velluto con cui l'Europa sta affrontando la crisi di Macron, compreso anche il fatto che nessuno tra i leader europei si è azzardato a contestargli nulla, nemmeno il comportamento della polizia con gli studenti, inginocchiati con le mani sulla testa: la foto ha scandalizzato il web, ma non i palazzi europei.

Ma se scaviamo emergono fatti che rasenterebbero l’impeachment di Moscovici per conflitto di interessi.

Come può Moscovici giudicare con imparzialità la situazione francese e quella italiana se l'anno scorso ha plaudito la vittoria di Macron alle presidenziali francesi come "una buona notizia per la Francia e per l'Europa.

Lui, Moscovici, in passato alfiere della flessibilità quando ricopriva il ruolo di ministro dell'Economia francese, ora espressione del rigore più cieco contro Roma.

In più, pur da socialista, il commissario agli Affari Economici si è molto avvicinato a Macron.

Nei palazzi dell'Ue si vocifera che Moscovici possa candidarsi con il movimento di Macron “En marche” alle prossime europee, o comunque nell'alveo di un movimento 'libdem' che poi all'Europarlamento fonderebbe un nuovo gruppo insieme ad altre formazioni simili in Europa, gli spagnoli di Ciudadanos o anche la nuova creatura politica che potrebbe lanciare in Italia Matteo Renzi.

E' ovvio che queste premesse spiegano come Macron abbia un valido alleato, e difensore della patria nei palazzi di Bruxelles, per natali e per estrazione politica, mentre l’Italia è sguarnita di followers, anche l’italico Presidente del parlamento europeo Antonio Tajani di Forza Italia, ha interesse che l’esecutivo in carica non abbia vita facile, sognando un futuro governo esclusivamente appannaggio del centro destra con il solito Berlusconi a capo o vice.

Ma è di oggi la notizia che molto probabilmente un accordo tra Roma e Bruxelles è imminente, dopo convulsi incontri tra i vertici europei e italiani sembra che la procedura di infrazione è stata ormai formalmente superata e lo spread e la borsa hanno festeggiato la news con ottime prestazioni, lo spread è sceso a 250 punti base nella giornata odierna e la Borsa di Milano ha registrato un ragguardevole + 

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