LE NAVI DELLA DISCORDIA - LE ONG CHE SALVANO MIGRANTI

Scritto da Redazione. Inserito in ATTUALITA'

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Dopo l'appello del Papa di domenica scorsa, in cui ha chiesto ai paesi europei di porre fine all'odissea dei 49 migranti a bordo delle due navi Ong a largo di Malta, qualcosa si muove, a cominciare dalla Germania, terra di appartenenza delle due navi Sea Watch e Sea-Eye, che si è resa disponibile all'accoglienza, ma non da sola.

Nelle ultime ore la platea dei paesi favorevoli all'accoglienza si è allargata, di altri 10 paesi, tra cui l'Italia, che offrono asilo ma a patto che Malta faccia lo stesso.

Il leader di questo paese, Muscat dopo un primo, ennesimo, "no" ha dichiarato di accettare di aprire i propri porti ma solo se l'Europa accetterà a sua volta la ridistribuzione di altri 249 migranti accolti nei giorni scorsi nell'isola.

Refrattari all'accoglienza restano, invece, i paesi dell'est, tra cui Polonia e Ungheria con i quali si potrebbero coprire le esigenze di ricollocamento dei migranti.

Oggi vertice Ue per valutare l'emergenza, ma secondo indiscrezioni, non sembra facile raggiungere un accordo tra i vari paesi e la questione rischia di protrarsi ulteriormente. 

Intanto  sulle navi la tensione è alle stelle tanto che alcuni profughi avevano iniziato lo sciopero della fame, adesso rientrato, mentre un'altro profugo qualche giorno fa si era buttato dalla nave per raggiungere a nuoto Malta, ma è stato ripreso e riportato a bordo.

Sull'onda della polemica, se soccorrere, o aspettare una comune strategia europea, è intervenuto il sindaco di Napoli de Magistris che con spregio delle leggi vigenti nel nostro paese ha dichiarato a Radio 24 di voler andare a salvare i migranti, che stanno morendo, con le navi ancorate nel porto di Napoli.

La risposta di Salvini non si è fatta attendere: pensi ai problemi di Napoli, che sono tantissimi.

In effetti l'osservazione di Salvini appare alquanto corretta e pertinente, come fa il sindaco di una delle città più pericolose al mondo di preoccuparsi di migranti in mare assistiti dalle Ong in attesa di un porto, ma che un porto avranno di certo?

Ovviamente appare così strano che si spiega solo come un temerario tentativo di contrastare il nuovo esecutivo da parte di uno schieramento politico che si sente vinto e battuto ed è qundi in cerca di rappresentatività, anche a rischio di teatralizzare penosamente i propri interventi e di continuare la discesa a picco nei consensi.

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