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Il nostro paese, curiosità ed eventi

Bellezza e/o degrado? meraviglia o abbandono? sicuramente entrambi perchè l'Italia è un paese con infinite bellezze architettoniche, difficili da gestire, da mantenere, ma forse manca anche il senso civico e l'orgoglio di noi italiani di fare parte di un paese ricco più di chiunque altro al mondo di beni storici di incalcolabile valore e con una storia gloriosa che vorrebbe avere qualunque altra nazione. Ecco lo spazio dedicato a chi ama l’Italia e vuole testimaniarlo attraverso foto, idee, pareri.

APRE A MILANO IL LIVING PLANET SYMPOSIUM

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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La conferenza sull'osservazione della Terra, organizzata ogni tre anni dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) con il sostegno dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), apre i battenti presso il Milano Convention Center (MiCo) fino a venerdì 17 maggio e richiamerà da tutto il mondo oltre 4.000 esponenti della ricerca, dell'industria e delle istituzioni per dialogare sullo stato di salute del Pianeta e di come le ultime novità riguardanti i satelliti e le rilevazioni dallo spazio possano impattare sull'economia e la vita di tutti i giorni con nuovi servizi su misura.

In quell'occasione "presenteremo gli ultimi risultati scientifici delle nostre missioni su foreste, innalzamento dei mari, buco dell'ozono e scioglimento dei ghiacci in Artico e Antartide", precisa Simonetta Cheli, capo dell'Ufficio di coordinamento del direttorato dell'Esa per l'osservazione della Terra.

'Living Planet' sarà un'occasione di apprendimento e confronto anche per le nuove generazioni: sono infatti previsti degli open days per gli studenti delle scuole primarie e secondarie.

BIENNALE DI VENEZIA, ESPOSTO ANCHE SCAFO MIGRANTI

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Non c'è limite alla politica, entra ormai in ogni manifestazione, culturale e non, dai concerti, alle trasmissioni tv, all'arte in senso stretto, come per la 58.ma Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, che quest'anno porta il titolo May You Live In Interesting Times, a cura di Ralph Rugoff.

La mostra sarà inaugurata l'11 maggio e rimarrà aperta fino a domencia 24 novembre, ai Giardini e all’Arsenale, info e biglietti su www.labiennale.org.

La grande manifestazione culturale si svolgerà quindi nel periodo in cui l'elettorato europeo è chiamato al voto per decidere il futuro dell'Europa, detto questo sconcerta, ma si spiega, l'idea degli organizzatori di esporre il peschereccio libico che il 18 aprile 2015 affondò nel Canale di Sicilia, con 700 persone a bordo, in uno dei bacini della ex fabbrica di navi della Serenissima, dove rimarrà per tutta la durata della Mostra d'arte internazionale, spacciandola peraltro per un'istallazione artistica. 

Insomma uno dei simboli delle odierne tragedie, figlia di un errata politica internazionale che non permette una evacuazione serena e legale dai territori infestati dalle guerre, ma soprattutto simbolo di immani crimini compiuti da scafisti killer, finirà per essere esposta in un percorso artistico e creativo, la Biennale d'arte 2019 appunto, che peraltro si pone come punto di riferimento per la  formazione delle nuove generazioni.

 

#VINITALY: IL VINO AL PRIMO POSTO - VERONA 07 /10 APRILE 2019

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Il salone internazionale dei vini e distillati di Verona aprirà i suoi battenti dal 7 al 10 aprile prossimi, e già se ne discute animatamente.

Ebbene sì, non certo per il core business ovvero il vino, che non è certo in discussione, ma perchè tra frizzantini e bollicine parlare di politica fa più effetto, amplifica l'eco.

E così il sindaco di Verona Federico Sboarina, che non ha mandato giù le critiche piovute da Di Maio sul congresso delle famiglie tradizionali svoltosi nella sua città a fine marzo, non vuole che il ministro metta piede alla fiera di Bacco.

In particolare la frasetta "fanatici e sfigati" rivolta dal vice premier pentastellato a chi vede nella famiglia la massima espressione dell'amore e della felicità, non ha ottenuto l'invisibilità sperata, piuttosto forse più di tutte è assurta a frase simbolo della contrapposizione tra famiglie tradizionali e famiglie arcobaleno, di come la "voglia di qualcosa di nuovo" spesso prevarichi e non tenga conto dei valori rappresentati dal "vecchio".

Insomma, va bene, i tempi corrono e cambiano vorticosamente, ma questo non vuol dire che bisogna essere irriverenti nei confronti di quell'unità primaria della nostra società alla quale quasi tutti, non tutti ovviamente, siamo sempre legati e che amiamo ricordare nei nostri sogni più belli da adulti.

Ecco quindi che gli strascichi della polemica politica investono Vinitaly, così tra i temi affrontati quest’anno ci sarà la politica vera: di Di Maio e Salvini, della Famiglia – o meglio di quale famiglia, magari anche dei diritti di quelle arcobaleno – di migranti, che per inciso spesso lavorano duramente e a volte malpagati nelle vigne e nei campi nostrani, o di economia.

Oltre questo la cinquantatreesima edizione di Vinilaty proporrà degustazioni, convegni e per i winelovers una serie di attività mirate alla valorizzazione dei territori vitivinicoli come meta d’eccezione per vacanze all’insegna del gusto e del relax della vita rurale e anche percorsi enogastronomici per offrire al viaggiatore un’esperienza di viaggio alla scoperta delle varie regioni.

Per la  Puglia, ad esempio, ogni percorso sarà abbinato ad uno dei tre territori vitivinicoli collegati ai principali vitigni autoctoni della regione – Nero di Troia, Primitivo, Negroamaro – e comprende visite in splendide cantine e a suggestivi frantoi, percorsi guidati ai principali beni storici, architettonici e paesaggistici dell’area, secondo una visione diversa di turismo, lento ed ecosostenibile.

L’itinerario del Nero di Troia vedrà un approfondimento con i percorsi naturalistici attraverso il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, partner del progetto.

Verona – Veronafiere, viale del Lavoro 8

QUANDO
Domenica 7, lunedì 8, martedì 9, mercoledì 10 aprile 2019

ORARIO
Continuato dalle 9.30 alle 18.00
Da domenica a martedì l’ingresso è consentito fino alle 17.00
Mercoledì l’ingresso è consentito fino alle 16.00

BIGLIETTI
Biglietto giornaliero € 85

Abbonamento (4 ingressi) €150

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 23/24 MARZO

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Torna il weekend dedicato al fantasmagorico patrimonio culturale italiano che sarà possibile visitare gratuitamente il 23 e il 24 marzo.

Si potrà scegliere tra 1100 luoghi di soprendente bellezza del nostro paese, dal patrimonio artistico a quello naturale, in 430 località sparse in tutte le regioni per la 27° edizione delle Giornate Fai di Primavera.

Quest'anno sul campo ci saranno circa 40 mila apprendisti ciceroni per 322 gruppi di delegati Fai.

 

Ville, palazzi, castelli, giardini, teatri, dimore e musei apriranno le loro porte per emozionare, entusiasmare, coinvolgere, da visitare magari anche con figli e nipoti, che attraverso una full immersion nell'arte e bellezza potranno, magari, trovare ispirazioni e stimoli diversi dalla ormai prorompente tecnologia che governa le nostre giornate.

Tra i luoghi aperti al pubblico a Napoli la Villa Doria D'Angri, la Crypta Neapolitana, il parco Letterario di Nisida. A Milano il castello di Melagnano, palazzo Isimbardi, la Banca d'Italia. A Roma il palazzo della Consulta, Palazzo Firenze, Palazzo della Rovere.

Per info sui luoghi aperti ed orari ecco il sito: www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/ o www.giornatefai.it

DELUSIONE SANREMO

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CONTRIBUTO DI STELLA GARBINO

Dopo le passate edizioni del Festival di Sanremo, sotto le maldestre e impacciate conduzioni di Fazio e Conte, speravamo, noi festival addict, che il peggio fosse passato, e invece, non era che l'inizio di un lento ma inesorabile declino di una trasmissione simbolo della tv italiana. 

E sì, perchè "Sanremo è Sanremo" recitava un vecchio adagio, cioè un programma di musica d'autore, del meglio della musica italiana, di artisti di fama e di giovani leve, in un'alternanza di sketch e risate.

E con l'era Baglioni, speravamo in un ritorno al passato, a un modulo semplice ma collaudato e vincente, quello per intenderci di Baudo o Carrà, che desse spazio alla musica, che valorizzasse i talenti e che premiasse i migliori.

Così con Baglioni ci siamo tutti all'inizio entusiasmati, c'era la la sorpresa di un grande artista per la prima volta alle prese con la conduzione della kermesse canora italiana più importante dell'anno.

Lo scorso anno Baglioni era in rodaggio, e gli abbiamo perdonato le rigidità, il volto inespressivo, le movenze da rimbambito, ma quest'anno la delusione è stata alta, altissima perchè oltre al suo aspetto spaesato e impacciato, hanno deluso anche le canzoni da lui scelte.

Vedere sullo stesso palco giovani semi sconosciuti come Mohamud, Achille Lauro, Ex-Otago, Ghemon, gareggiare allo stesso livello con artisti del calibro di Loredana Bertè, Patty Pravo, Nek, Renga e Paola Turci è stato tremendo, come potevano mettersi sullo stesso livello dilettanti e professionisti?

Insomma la delusione è stata tanta, tantissima, anche per la qualità delle canzoni, da Mohamud che cantava con una voce non proprio bella una canzone sui soldi e sul padre ex migrante che lo aveva abbandonato da piccolo, al gruppo Achille Lauro che hanno proposto una canzone contestatissima che incitava esplicitamente all'uso delle droghe sintetiche più in voga del momento, c'è da chiedersi cosa è diventato Sanremo? un teatro di cattivo gusto per giunta da vietare ai minori per i pericolosi messaggi veicolati.

La vittoria di Mohamud, decretata non dalla giuria popolare che invece lo aveva relegato ad una posizione inferiore, ma da quella tecnica e da quella dei vip presenti, ha poi definitivamente sollevato il velo sulla politicizzazione di questo festival, che attraverso la discussa vittoria di un figlio di migrante, ha voluto dare uno smacco a Salvini.

Baglioni esce così di scena, con una pioggia di critiche e polemiche anche per come sono stati reclutati i cantanti in gara, il giornalista de Linkiesta Michele Monina ha denunciato infatti il conflitto di interesse di Claudio Baglioni nel suo duplice ruolo di conduttore e direttore artistico di Sanremo, dal momento che molti artisti dei 24 big selezionati per Sanremo fanno parte della sua stessa agenzia. 

Il direttore artistico sarebbe infatti legato all’agenzia di Ferdinando Salzano, che rappresenta gli interessi di molti artisti celebri, tra cui lo stesso Baglioni, prefigurando un evidente conflitto di interessi.

Ma le polemiche sono scaturite anche per i compensi, ritenuti eccessivi, destinati ai vari conduttori, al direttore artistico e agli ospiti.

Anche gli altri conduttori Bisio e Raffaele non hanno convinto, con battute forzate e gag per nulla divertenti che non sono riuscite a convincere e a smorzare la tensione che, in particolare l'ultima sera, era palpabile e tangibile sul palco per via delle polemiche innescate.

Insomma speriamo che Baglioni non torni più a Sanremo se non come ospite.

 

AL VIA SANREMO: TRA POLEMICHE E CACHET

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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Riparte oggi, fino al 9 febbraio, la kermesse canora di Sanremo, che per il secondo anno di fila vedrà sul palco più infiorato al mondo il cantautore Claudio Baglioni nella duplice veste di conduttore e direttore artistico. 

Prima di parlare del Festival in sè e per sè non si possono sottacere le tante polemiche generate dal doppio incarico dell'interprete di "Strada facendo", in quanto, secondo diversi osservatori, anche la trasmissione "Striscia la notizia" , Baglioni, essendo un artista legato per management e booking alla Friends & Partner, a sua volta legata ad una multinazionale che porterà sul palco diversi artisti, non avrebbe dovuto e potuto scegliere le canzoni in gara, e questo per un evidente conflitto di interesse.

Problema portato alla luce anche dal critico musicale Michele Monina che su agi.it ha spiegato come nel contratto firmato da Baglioni esista una clausola che impone al direttore artistico di non avere qualsivoglia “rapporto giuridico con gli artisti, gli autori, le case discografiche, le società editoriali-musicali, le c.d. etichette indipendenti et similia che parteciperanno al Festival della Canzone Italiana”, appunto alla luce di questa clausola Monina aggiunge: "Perché se la clausola c’è ancora, come c’è stata in tutti gli anni precedenti, qualcuno ha agito andando contro la clausola? Nessuno vuole far saltare Sanremo, però siccome c’è un cachet piuttosto consistente, forse sarebbe il caso che se ne parli. È curioso come viene trattato il cachet di Baglioni, è quello il punto. A me non interessa quanti soldi prende Baglioni, mi interessa quanti soldi prende il suo impresario, che sono circa il 25%, quindi su 800mila euro è una cifra importante. Se prendi 200mila euro e questi 200mila euro li vai a trattare con la madre del tuo braccio destro secondo me un pochino di conflitto d’interessi c’è e neanche piccolo".

Monina si riferisce a Ferdinando Salzano, a capo della Friends & Partners, che avrebbe trattato il cachet per la partecipazione al Festival dei Big legati al suo management, nonché, soprattutto, dello stesso Baglioni (quindi il suo, avendo diritto ad una sostanziosa percentuale), con Chiara Galvagni, dirigente Rai responsabile dei contratti delle risorse artistiche e madre di Veronica Corno, stretta collaboratrice di Salzano. Insomma un intrigo di interessi che manda a benedire la trasparenza. (Fonte agi.it)

Baglioni, nel suo ambiguo duplice ruolo di conduttore e direttore artistico, sarà affiancato da Claudio Bisio, new entry a Sanremo, Claudio Santamaria e la solita vanesia e noiosa, Virginia Raffaele, anche lei purtroppo per il secondo anno consecutivo, forse voluta da Baglioni? 

Baglioni ha voluto placare altre polemiche che lo vedevano schierato troppo marcatamente a sinistra, per via di qualche dichiarazione inopportuna sui migranti, dicendo che quello di quest'anno non sarà un festival politico, ricordando che il numero di questa edizione, 69 è  di buono auspicio perché “richiama lo ying e lo yang (ndr. concetto alla base della filosofia e del pensiero cinese; costituisce il simbolo della dualità esistente in ogni elemento di cui è composto l’universo), ovvero l'avvicinamento degli opposti, che insieme formano l'accordo" ha poi concluso.

Ma noi abbiamo tanto l'impressione che il Festival quest'anno inizi con il piede sbagliato, troppi dubbi, troppi inciuci che demoliscono la voglia di spensieratezza e genuinità di un concorso che tutti vorrebbero "pulito" e esente da manovre sottobanco legate sempre a vili interessi di parte.

POCHO IL CANE DAL FIUTO INFALLIBILE

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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Pocho è un Jack Russel di 9 anni, nemico giurato dei trafficanti di droga, è in servizio nella sezione narcotici della Questura di Napoli, per la quale scova la droga nascosta nei posti più impensabili, anche nel biberon, e per questo si è meritato un posto di tutto rispetto nella lista nera della camorra, forse più di Saviano.

Il quadrupede, pensate, nel corso della sua gloriosa carriera, ha fatto scoprire più di due tonnellate di stupefacenti, limitando così tanto gli introiti del clan mafiosi da spingerli a mettere una taglia sul cagnolino e a inventarsi modi per distrarlo quando è messo alla prova durante le sue accurate ispezioni lavorative, dove sempre più spesso si imbatte in cagnette in calore o prelibatezze avvelenate.

Ma lui tira dritto, senza tentazioni, sembra interessargli solo il lavoro, che svolge con lode.

Tra qualche anno dovrà abdicare per andare in pensione, ma è già pronto a quanto pare un suo valido sostituto ben addestrato e pronto a percorrere le orme del maestro.

VITERBO NON DIFENDE GLI ETRUSCHI

Scritto da Rebecca Pulvirenti. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

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acquarossa viterbo

Contributo di Gianfranco Rocca
Buongiorno, vorrei approfittare di questo portale per denunciare lo stato di abbandono di uno dei siti archeologici più interessanti e ancora da scoprire e valorizzare presente nel territorio italiano: il sito dell'Acquarossa di Viterbo. La zona è stata abitata dagli etruschi tra il settimo e il quinto secolo avanti Cristo, quindi non si tratta di una necropoli. Per poter accedere al sito occorre percorrere una stradina di campagna non ben tracciata, tra sterpi e spazzatura, che poi sfocia in una discesa di scalini irregolari e terribilmente scivolosi, perchè bagnati dall'acqua che scorre nel dirupo sottostante. I più temerari possono scendere sino in fondo e ammirare le suggestive cascate di acqua rossa (il colore si deve alla sorgente di acqua ferruginosa che le alimenta).

Da lì si può intravvedere qualche mura degli antichi edifici quadrangolari etruschi, che, secondo quanto riportato dal sito http://www.acquarossa.org dovrebbero contenere decorazioni dipinte e a rilievo. Ma non è posssibile accedervi in alcun modo, ovvero non vi è alcuna indicazione di dove andare, se non un malconcio cartello che mando in foto. Invece, purtroppo, quello che è possibile vedere è la spazzatura abbandonata in ogni dove, senza rispetto.

Ciò mi ha fatto davvero inorridire, non è accettabile che questo patrimonio storico diventi una orribile discarica a cielo aperto. Spero che presto le autorità competenti intervengano e pongano fine a questo scempio di cultura, recuperando la zona per i turisti e i cultori dell'epoca etrusca.

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