GIORNATA INTERNAZIONALE DEL RIFUGIATO

Scritto da Redazione. Inserito in IL NOSTRO PAESE, CURIOSITA' ED EVENTI

Valutazione attuale dell'articolo:  / 0 voti
ScarsoOttimo 

Se ne parla spesso, anzi costantemente. E' diventato un argomento tra quelli più gettonati, in particolare dai partiti dell'opposizione che ne hanno fatto una loro bandiera, contro la barbarie e l'inciviltà di chi si oppone all'accoglienza e all' inclusione, e questa divisione netta e rigida ha reso la problematica invisa ai più, quasi insopportabile.

A rincarare la dose ci hanno pensato le Ong che traghettano i migranti senza una regolamentezione europea condivisa, pronti a sfidare e oltraggiare le leggi dello Stato italiano, pur di sbarcare i migranti sulle nostre coste,  quasi come ricevessero un extra nel caso riuscissero nell'impresa.

Anche perchè le ultime direttive emanate dal Decreto di Sicurezza bis contro l'immigrazione clandestina danno una stretta ancora più serrata ai nostri confini territoriali e questo per le Ong è talmente insopportabile che si comportano come farebbero dei bambini capricciosi, aspettando ai limiti delle nostre acque territoriali con il loro carico di vite umane bisognose e disperate, sbraitando, lamentandosi e ricorrendo ai nostri Tribunali, senza un piano B, senza cercare altri porti,  e questo fa sorgere troppo sospetti.

Sarà forse per questo che in Europa non è stato predisposto un protocollo di accoglienza che consenta la eguale ripartizione di migranti tra tutti i paesi dell'Unione? se invece che "Italia" il nostro Bel Paese si fosse chiamato Gemania o Francia, l'emergenza sarebbe stata invece ben regolamentata?    

Troppe domande attendono risposte, ma oggi è il giorno della tregua, quello in cui ricorre la Giornata Internazionale del Rifugiato, ovvero del 30% circa dei migranti. Lo status di rifugiato è proprio di chi è stato espulso dal suo paese originario a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali.

Il Capo dello Stato, facendo riferimento alla Convenzione di Ginevra del 1951, che ha istituito lo status di rifugiato, ha detto che “le donne e gli uomini dello Stato rappresentano, per chi fugge da quelle condizioni, il primo volto amico, la mano tesa per un contatto umano e solidale”.

I rifugiati, ha detto Mattarella, “ci ricordano ogni giorno, con forza, vicende di sofferenza, di discriminazione, di separazione da famiglie, terre e radici. Ciascun popolo, nella sua storia, è stato vittima di tragedie di questa natura. Le gravi difficoltà che affliggono popoli di regioni a noi anche molto vicine meritano un’attenta riflessione sulle cause di questi drammi e sulle risposte che richiedono”.

Da qui ad affermare che il problema va gestito non come "crisi" ma come processo strutturale il passo è stato breve  “Nessun Paese è in grado da solo di rispondere” al bisogno di accoglienza dei rifugiati, ha spiegato Mattarella.

Per questo “il superamento della  logica  emergenziale e la definizione di risposte lungimiranti e sostenibili fondate sui principi di responsabilità e solidarietà, vanno concertati e condivisi dalla comunità internazionale e, anzitutto, a livello europeo, come sancito dai trattati”.

Oggi l’Unione europea ha fornito qualche numero:  nel 2018 , 70,8 milioni di persone in tutto il mondo hanno perso tutto “in fuga da conflitti, violazioni dei diritti umani, persecuzioni, disastri naturali e gli impatti dei cambiamenti climatici”, tra di esse, ci sono 29,4 milioni di rifugiati o richiedenti asilo.

E proprio l’Ue, secondo il capo dello Stato, “deve essere protagonista per sviluppare una politica comune che riesca a mitigare i conflitti e sostenere le esigenze di sicurezza e sviluppo dei popoli più esposti alle crisi umanitarie, attraverso un partenariato strutturato con i Paesi e le comunità che ospitano rifugiati e richiedenti asilo”.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Commentando si accetta la Privacy Policy

Noting su Facebook

Articoli più letti

Login