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Mass media

Stampa, tv, radio e internet. Ogni giorno ci interfacciamo, a volte nostro malgrado, con questi strumenti. Cosa ne pensi?

IL SANTO PADRE ATTERRA A ROMA DOPO LA VISITA NEI PAESI BALTICI

Scritto da Rebecca Pulvirenti. Inserito in MASS MEDIA

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Si è concluso il viaggio del Papa nei paesi baltici, ieri la messa di commiato a Tallinn, la capitale dell’Estonia, ultima tappa dopo Vilnius in Lituania e Riga in Lettonia.

L’Estonia è la comunità con una percentuale di cattolici non superiore al 30%, ma alla messa presieduta dal Papa in piazza della Libertà, nel centro storico della capitale estone, c’erano migliaia di persone, alcune arrivate da altri paesi.

Durante la messa il Pontefice si è prima complimentato per la riconquista della libertà da parte dei paesi visitati, poi ha affrontato i temi più sentiti dalla comunità cristiana in questo momento, dalla diffidenza dei giovani, che non hanno più fiducia negli adulti, e non li considerano più validi interlocutori, allo spettacolo della politica che mette tutti contro tutti per il potere e per i soldi, con riferimenti impliciti ma chiarissimi “c’è chi, alle urla, aggiunge minacce di armi, spiegamento di truppe, strategie... Questo è colui che sembra più ‘forte’”. Ma questo “non è cercare la volontà di Dio, ma un accumulare per imporsi sulla base dell’avere”. Questo atteggiamento infatti “nasconde in sé un rifiuto dell’etica e, con essa, di Dio”. Perché “l’etica ci mette in relazione con un Dio che si aspetta da noi una risposta libera e impegnata verso gli altri e verso il nostro ambiente, una risposta che è al di fuori delle categorie del mercato”. 

Durante l'incontro ecumenico con i giovani, avvenuto dopo la Messa, Papa Bergoglio ha affrontato il delicato problema della pedofilia e degli abusi sessuali compiuti da alcuni uomini di chiesa. Su questo argomento ha promesso impegno nel debellare questo male che sta distruggendo la Chiesa e la sta rendendo invisa ai fedeli, per questo ha chiesto ai presenti di pregare e non allontanarsi mai da Dio, superando queste prove che mettono a dura prova le fede di ciascuno.

DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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Il Parlamento europeo ha approvato oggi in larga maggioranza la riforma del copyright che prima di entrare in vigore dovrà essere convertita in un testo finale.

Nella nuova direttiva ci sarà anche una new entry: il diritto per gli editori di giornali di un “equo compenso” da parte di chi usa i loro contenuti tramite link o estratti. Non sarà che per proteggere i diritti d’autore si rischia di sacrificare altri diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino, come pluralismo e libertà di comunicazione?.

Gli addetti ai lavori sperano che entro l'anno si concludi l'iter della riforma che dovrebbe regolamentare un settore particolarmente strategico per l'economia comunitaria.

Plauso degli editori, ma anche di esponenti Pd e di Forza Italia che sostengono come questa battaglia tuteli la creatività sottraendola ai saccheggi compiuti fino ad oggi dai social che beneficiano di contenuti senza pagarne i diritti.

Pollice verso di M5S che tramite l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi dichiara "Il testo approvato oggi dall'aula di Strasburgo contiene l'odiosa #linktax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. È vergognoso! Ha vinto il partito del bavaglio. Purtroppo sono stati respinti tutti gli emendamenti di stralcio che il Movimento 5 Stelle aveva presentato".

Dite la vostra!

ASIA ARGENTO: DOPO LO SHOCK, CAMBIA VERSIONE

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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L'accusa di violenza sessuale lanciata da Jimmy Bennett, attore americano, all’attrice Asia Argento, paladina della lotta contro le violenze sessuali attribuite al produttore americano Weinsten, continua a divorare i tabloid.

Il ragazzo americano, prodigio di hollywood, che alla tenera età di 17 anni sarebbe stato stuprato dall'attrice italiana,  conosciuta 10 anni prima in occasione di un film recitato insieme, ha chiesto ad Asia, cinque anni dopo l'abuso sessuale, 3 milioni e mezzo di dollari in cambio del silenzio, ma la storia dai contorni sempre più paradossali e che secondo le foto e le dediche che lui le ha riservato sarebbero una balla che è costata all'attrice l'estromissione dal talent X Factor e la radiazione dal movimento #meetoo di cui era una accesa rappresentante. 

Ad aggravare la posizione di Asia si sono aggiunte le rivelazioni di un altro attore, Jeff Leach, che ha dichiarato di avere ricevuto in passato foto hot dall'attrice, scatti non richiesti e tantomeno desiderati.

Insomma al di là del personaggio Asia Argento, che da sempre offre un'immagine di sè estremamente disinvolta e disinibita, anche sessualmente, la concomitanta di tutte queste accuse sembrerebbe un attacco bello e buono, che potrebbe mascherare lo zampino, ovvero la regia di qualcuno, magari una ritorsione del vecchio Weinstein?

Dopo alcuni giorni di silenzio la figlia del noto regista horror Dario Argento è passata al contrattacco, ha cambiato avvocato e nega di avere avuto relazioni con Bennet nei confronti del quale ha sospeso i pagamenti che gli stata erogando per aiutarlo in un momento di bisogno, in nome della vecchia amici. Il nuovo avvocato ha rilanciato affermando che il Bennet in realtà era ossessionato dall'attrice italiana che avrebbe deciso di pagarlo solo per toglierselo dai piedi.

Voi cosa ne pensate??

STOP AI CALL CENTER FASULLI

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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Rispondere al telefono, e scoprire che chi ci chiama è un addetto di un call center, è capitato un po’ a tutti.

Nei confronti di queste “tentate vendite” molti sono tolleranti, molti altri considerano questa forma di marketing molto fastidiosa. Sarà perché lo squillo spesso arriva nel momento sbagliato: ad esempio quando si sta svolgendo un lavoro delicato, oppure durante una pausa relax, fatto sta che il suono della chiamata ci catapulta di colpo nella realtà, spingendoci a rispondere per paura che possa essere qualcosa di importante, esiziale.

Il fatto è che chi ci contatta da un call center lo fa principalmente per motivi commerciali e proprio per questo ha un approccio quasi sempre irritante: accento straniero con scarsa padronanza della lingua in uso, voce cantilenante e soporifera, insistenza ed arroganza, e soprattutto finisce sempre per volerti vendere qualcosa: vini, filtri per acqua, contratti ultra competitivi per risparmiare gas e luce, internet, la bolletta telefonica o il cellulare.

Insomma, sempre più spesso, volenti o nolenti, ci imbattiamo in queste telefonate ruba tempo ed energie che a volte nascondono peraltro raffinate truffe.

Ecco allora che da oggi l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha messo in rete un registro pubblico dei servizi di call center per offrire una valida contromisura al dilagare di questo tipo di irritante approccio commerciale.

Come funziona?

Basta inserire un numero nazionale in questo registro online https://www.agcom.it/numerazionicallcenter per risalire all'anagrafica della/le società esercente/i l'attività di call center, sulla base delle informazioni dichiarate dalle stesse società al Registro degli operatori di comunicazione (Roc).

Un tool che permette di verificare se a quel numero telefonico, da cui proviene la telefonata che propone un contratto o una qualsiasi vendita, corrisponde veramente la compagnia che vi ha contattati oppure si tratta di un fake o tentato raggiro.  

MORTE FABRIZIO FRIZZI – IPOTESI INQUIETANTE

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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La notte del 26 marzo scorso il noto conduttore televisivo Rai, Fabrizio Frizzi, si è spento all'ospedale S. Andrea di Roma a causa di una emorragia cerebrale. Una morte improvvisa che lascia i suoi colleghi e i tanti fan di stucco e profondamente rattristati. Frizzi aveva compiuto 60 anni il 5 febbraio scorso ed era in cura per problemi neurologici a seguito dell'ischemia che lo aveva colpito a ottobre. Frizzi lascia una bambina di 4 anni, Stella, e la moglie Carlotta Mantovan conosciuta durante la conduzione di Miss Italia nel 2001 e sposata nel 2014, "un amore travolgente" lo aveva definitivo pochi giorni fa la stessa Mantovan, giornalista di Sky tg24. Frizzi era stato prima sposato con Rita Dalla Chiesa con la quale aveva condiviso le battaglie antimafia. Era benvoluto da tutti, colleghi e conoscenti, per quella sua gentilezza innata, l’ottimismo e il dolce sorriso accompagnato da una fragorosa risata che dispensava con generosità e che lo rendeva simpatico e unico. Ma era anche un uomo molto buono e sensibile, a quarant’anni aveva donato il midollo osseo per salvare una ragazza affetta da leucemia. Aveva iniziato giovanissimo a lavorare in Rai come conduttore di programmi per ragazzi come Tandem, per poi passare a presentare I Fatti vostri, Scommettiamo che ..., Luna park, maratone Telethon, Miss Italia. Negli ultimi anni ha presentato "L'Eredità" programma preserale di quiz a cui era tornato anche dopo il malore che lo aveva colpito ad ottobre. Era stato inserito in un protocollo di cure per risolvere le cause alla base dei suoi problemi di salute, lo stesso Frizzi aveva più volte dichiarato che avrebbe rivelato esattamente la sua patologia una volta vinta la battaglia contro il male che lo affliggeva. Cosa che non è successa. Nell’ultima puntata di Matrix, il direttore di “Chi” Alfonso Signorini ha spiegato che “Lui (Frizzi) sapeva che non aveva scampo. E questo è molto importante da sottolineare, perché quando ha avuto quella ischemia che l’ha portato al ricovero immediato all’ospedale, ad ottobre, dagli esami è risultato che aveva dei tumori diffusissimi che erano inoperabili. E questa cosa è stata messa al corrente non soltanto della famiglia ma anche di lui. E Fabrizio a quel punto era a un bivio: o rimanere a casa e aspettare il momento, oppure andare in televisione a fare il suo lavoro e a portare ancora una volta il sorriso a casa della gente. È questo il vero miracolo che ha fatto Fabrizio Frizzi“. 

A questo punto si apre una sconcertante ipotesi, forse Frizzi, vista la sua quarantennale attività alla Rai, è stato vittima di possibili contaminazioni da amianto nella sede di viale Mazzini come altri suoi colleghi? L’incidenza di tumori tra artisti e giornalisti Rai è infatti cosa nota perché la sede di viale Mazzini nonostante i ripetuti allarmi non è stata ancora del tutto bonificata esponendo chi ci lavora al rischio di contrarre malattie tumorali. Claudio Baldasseroni segretario generale dello Snater, il sindacato autonomo dei lavoratori Rai, da anni in prima linea sulle questioni di sicurezza sul lavoro in Rai ha detto: “Non ci sono soldi …e i colleghi continuano a lavorare a viale Mazzini in una struttura coibentata con l’amianto; in direzione generale è stato bonificato solo il piano terra, cioè gli ingressi dove passano gli ospiti e i conduttori, mentre gli altri otto piani sono tutti da bonificare”. Insomma forse la morte del caro Fabrizio ha una spiegazione.

L’ITALIA NELLA MORSA DELLA POVERTA’

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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Che in Italia si viva peggio negli ultimi anni ce ne eravamo accorti tutti quanti e le elezioni politiche hanno dimostrato ampiamente che i cittadini chiedono un rinnovamento politico capace di far ripartire il paese, ma che la povertà e le disuguaglianze siano addirittura aumentate durante il governo Pd, raggiungendo l’apice nel 2016, lo rivela Bankitalia in una indagine senza veli. Una persona su 4 in Italia è a rischio povertà, anche al nord la percentuale dei meno abbienti è salita dall’8 al 15%. Le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza sono cresciute, Il 30% delle ricchezze del paese è detenuto dal 5% dei “Paperoni”   Tra il 2008 e il 2014, il reddito medio si è ridotto dell’11.9%. Per i più poveri la stangata è stata maggiore, infatti il  loro reddito medio si è rimpicciolito del 24.5%. Meno reddito disponibile, meno consumi, meno occupazione. La spirale negativa delle disuguaglianze ha inceppato il motore economico e sociale del sistema paese. Le cause di questo inceppamento è stato individuato dall’Istituto Cattaneo di Bologna che  attribuisce alla globalizzazione e alla crisi industriale gran parte della responsabilità, ma anche ai mancati investimenti da parte del governo su ricerca, istruzione e formazione. Per risanare la situazione secondo l’Istituto  bisogna ripartire dal capitale umano, finanziando e sostenendo la ricerca e attraendo i talenti esteri e nostrani, ancora in fuga all’estero.

CALENDA SI TESSERA PD, EMILIANO: “LA NOTIZIA PIU’ TRISTE DI QUESTI GIORNI”

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda dopo l’insuccesso con l’Embraco, (che dopo pressioni e incontri ha posticipato il licenziamento di 500 lavoratori, fissata per il 31 marzo al 30 novembre, e confermato la dismissione della produzione in Italia), ha annunciato la sua iscrizione al Pd ma ponendo una condizione: si dimetterà seduta stante in caso di accordo con il M5S. Questa dichiarazione arriva in un clima non molto sereno all’interno del Pd, che ha perso fragorosamente le elezioni e ha bisogno di recuperare consensi e identità. Così, se da un lato una parte del Pd auspica un accordo con i 5Stelle, che per molti hanno fagocitato i voti di molti scontenti della sinistra, dall’altra ci sono gli intransigenti come Carlo Calenda e Matteo Renzi che, addirittura, definisce i vincitori delle elezioni “estremisti”. In questo quadro bollente si colloca il governatore della Puglia, il piddino Michele Emiliano, che rimprovera a Calenda di non essere riuscito a risolvere le questioni Ilva, Tap, e Alitalia che sono in stallo e che quindi, vista la sua incapacità farebbe meglio a restare fuoti dal partito.  

Inoltre incominciano a venir fuori tutti i limiti del passato governo, che magari non erano emersi a suo tempo, per vari motivi, che vanno a ricadere sulla gestione del governo Renzi e Gentiloni, così dalla conferenza stampa della Commissione europea presenziata  dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, e dai commissari Marianne Thyssen e Pierre Moscovici sulla situazione economica e sociale, sulle riforme strutturali e sugli squilibri degli Stati membri dell'Unione è emerso che il nostro paese ha forti squilibri, tra cui un debito pubblico ancora alto, il secondo più elevato dell'Ue, e una protratta bassa produttività che comporta rischi in un contesto di crediti deteriorati elevati e forte disoccupazione, inoltre lo slancio delle riforme è rallentato e sussistono problemi nel settore bancario. Insomma il quadro non è molto incoraggiante e riflette le preoccupazioni di tanti cittadini che avvertono che nonostante le rassicurazioni di Gentiloni le cose non funzionano come dovrebbero. Problemi che andranno in eredità al nuovo governo che speriamo tutti sia finalmente competente e capace.

 

 

 

C’E’ UNA COSA, SOLO UNA, CHE DONALD TRUMP PUO’ INSEGNARE AL MONDO

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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Il discorso sullo stato dell’Unione che Donald Trump ha pronunciato pochi giorni fa al Congresso degli Stati Uniti, accolto con grande soddisfazione dalla platea americana e che ha fatto impennare il suo share, dovrebbe essere un esempio per i leader di molti paesi, tra cui l’Italia, perché? in primis, perché l’eloquio di Trump era intriso di orgoglio patrio: “stiamo costruendo un paese sicuro, forte e orgoglioso”, è stata tra le frasi più twittate e googlate di sempre, parole ferme e sicure, che non hanno tentennato, che non hanno lasciato spazio a dubbi o incertezze. Frasi, aggettivi, verbi, non lasciati al caso, non frutto di emotività o nervosismo, ma opportunamente scelti per trascinare gli animi come un fiume in piena, per motivare chi è stanco di lottare giorno dopo giorno contro l’insicurezza, le difficoltà quotidiane e che Trump vuole riportare al “sogno americano” perché è questo che serve all’America per restare grande e crescere ancora. Così ha annunciato una ripresa della spesa in armamenti, che serviranno però a garantire la pace internazionale.Perché difendere il proprio paese oggi vuol dire non solo possedere un arsenale di armi megagalattico e variegato, ma anche usare opportunamente i mezzi di informazione per far nascere la consapevolezza che tutti devono collaborare per raggiungere il bene comune. Così Trump ha aperto le porte, manifestando la possibilità di dialogo, non solo alle forze politiche avversarie interne al suo paese, ma anche all’Europa alla quale ha detto che avrebbe rivisto l’accordo di Parigi sul clima, tornando sui suoi passi, forse la figlia, da sempre favorevole ad entrare nel patto, sarà riuscita a convincerlo, oppure la sua conversione ad altra parrocchia è dovuta ai preoccupanti dati sull’inquinamento globale. Chi può dirlo, quel che è certo è che qualsiasi cosa farà Trump la farà, come sua consuetudine ormai universalmente riconosciuta, con la fierezza di chi non deve abbassare la testa, di chi non deve ascoltare mille campane, ma di chi può dettare le regole del gioco e spostare le pedine senza suggerimenti o moniti a cui dare particolare peso. Le parole trionfalistiche del tycoon presidente, dettate anche dai dati positivi sull’economia, ha fatto sentire gli americani “eletti”, perché nati in un grande paese, il più grande e potente di tutti, rifugio per le grandi menti del mondo, ovvero per chi con la forza delle idee, dell’intelligenza e competenza vuole migliorare questa terra. Insomma, America first, self made man, i miti americani sono ritornati nel discorso di Trump come un vecchio ritornello che ha rianimato gli astanti e ha convinto anche i più riluttanti e critici.

 

 

In secundis, il portamento di Trump: testa alta e fiera, sguardo sicuro, pochi gesti, per far capire al pubblico che di lui ci si può fidare e che, nonostante le sue pecche e strafalcioni, sa cosa e come fare a risolvere i problemi del paese. Certo Trump non avrà spessore culturale e conoscenze politiche ed economiche, ma la capacità di infuocare gli animi riportandoli ad un ideale comune ce l’ha di sicuro. Non è facile oggi, in cui ognuno è chiuso nel proprio individualismo e nei propri egoismi, riuscire a far amare il proprio paese. Di certo sarebbe bello poter sdoganare in qualche leader politico nostrano le qualità comunicative così ben espresse da Trump nel suo discorso al Congresso, anche per far risorgere dalle ceneri l’amore per il nostro antico e glorioso paese, ricco di storia e di bellezze uniche al mondo, obiettivo che né la sinistra né il centro, né la destra sono purtroppo riuscite ancora a fare. 

 

Ma l’amore che Trump ha per il suo paese lo ha reso un personaggio scomodo per molti americani, perché è incorruttibile, in quanto miliardario, e non è influenzabile, perché ha chiaro in testa dove vuole arrivare. Possiede lungimiranza e capacità strategiche che provengono dalla lunga militanza nell’imprenditoria. Così, da una parte i servizi segreti, dall’altra le Corporations dei lobbisti, hanno cercato più volte nel corso di questo primo anno di mandato di deleggittimarlo, attribuendogli gravi problemi mentali, documentati tra l’altro dal libro Fire and Fury di M. Wolf, tanto da metterlo a rischio impeachment, gli hanno attribuito abusi sessuali, tanto da lanciargli contro l’esercito di donne furiose per diversi motivi, come la mancanza di pari opportunità, il preoccupante ritorno della misoginia e gli abusi sessuali impuniti. Ma a Trump hanno scagliato contro anche lo scandalo Russiagate, che vede il tycoon tuttora impegnato a difendersi. Ove tutto ciò non bastasse, i giornali americani assoggettati ai poteri forti, denominati da Paolo Barnard  “Shadow Government” e  “Deep State”, ogni giorno lavorano per demolirlo. Ma Trump con una mossa risalente allo scorso dicembre ha messo a tacere i detrattori che adesso sono in ritirata, e ciò che ha fatto, di cui poco si parla, è rivoluzionario, e si riassume in una serie di numeri: 13818 – 82 FR 60839. Si tratta di una risoluzione con la quale Trump ha messo al bando, considerandoli pericolosi per la sicurezza dello Stato, chiunque si macchi di corruzione e di violazione dei diritti umani, mobilitando in questo modo il Pentagono, che ha attivato, dall’entrata in vigore di questa risoluzione, tutta una serie di misure di sicurezza inusuali ma efficaci per proteggere il Presidente in primis, ma anche per il controllo ancora più capillare del Paese. Mossa vincente perché i poteri forti annoverano una masnada di pedofili e corruttori, lo dimostrano le tante testimonianze delle vittime finora opportunamente insabbiate, ma le cose potrebbero finalmente cambiare, una volta per tutte, e l’America potrebbe essere la prima di una lunga lista di paesi.

 

RAPPORTO SUL GENDER GAP

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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 L'organizzazione World Economic Forum, con sede in Svizzera, operante nel campo delle ricerche settoriali, ha reso pubblico in questi giorni il Globlal Gender Gap Report 2017, un'indagine che l’ente stila annualmente sulla parità di genere in 144 paesi nel mondo, il focus è su 4 ambiti strategici: salute, educazione, economia e politica. La pagella pone al primo posto il paese dove le donne hanno la più bassa disuguaglianza di genere (Islanda), gap che va via via aumentando fino al 144° posto, occupato dal paese dove le donne sono quasi bandite (Yemen). Nella graduatoria l’Italia si è aggiudicata quest’anno l’82mo posto, perdendo oltre 40 posizioni rispetto al 2015, dove occupava il 40° posto, e 30 posizioni rispetto al 2016, dove invece stazionava al 50°. Aspetto preoccupante che mostra come negli ultimi anni nel nostro paese non si siano fatti passi avanti sul versante delle pari opportunità e dove sussistono retaggi culturali ancora troppo limitanti per le donne. Entrando nel merito, oltre il 61% delle donne italiane non viene pagato adeguatamente, contro il 22% dei maschi, nonostante dai dati emersi risulti che le donne italiane lavorano in media molto di più dei loro conterranei maschi. La diversità di trattamenti e opportunità tra uomini e donne in Italia, secondo la ricerca, investe anche la politica, dove la presenza femminile nelle istituzioni non supera il 31%. Infine la scuola, dove si registra un più alto tasso di abbandono scolastico riferibile alle bambine. Con questo ritmo, secondo gli osservatori, ci vorranno oltre 100 anni per colmare le disparità. Ma vediamo gli altri paesi: l’Europa occidentale ha il divario più ridotto, in particolare Germania e Francia occupano rispettivamente il 12° e l’11° posto, l’Inghilterra il 15°, gli Stati Uniti si piazzano al 49°, la Spagna al 24°, solo per citarne qualcuno, per saperne di più https://www.weforum.org/reports/the-global-gender-gap-report-2017

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