KASHOGGI: L’ULTIMO EDITORIALE

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

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E’ STATO PUBBLICATO SUL Washington Post l’ultimo editoriale del giornalista dissidente saudita Jamal Kashoggi, torturato e poi brutalmente ucciso nel Consolato di Riad a Istanbul dove si era recato per ritirare dei documenti per il matrimonio.

Un interrogatorio finito male condotto da servizi deviati che hanno tradito la corona, secondo la CNN che a supporto di questa versione cita fonti attendibili. Kashoggi, 60 anni, era un oppositore dell’attuale principe ereditario saudita e proprio per questo la sua eliminazione rappresenta un evento gravissimo che pone l’attenzione sulla mancanza di libertà di stampa nel mondo arabo.

Kashoggi, nel suo editoriale scrive proprio di questo, con rammarico prende atto dell’ultimo report sulla libertà di espressione nel mondo “Freedom in the world”, dove i paesi arabi occupano l’ultimo posto, solo la Tunisia viene classificato come paese libero. Il giornalista ricorda le speranze di cambiamento con le Primavere Arabe nel 2011, disilluse perché poi si è tornati a condizioni più dure di prima, con arresti, morti e censure, e invece, conclude Kashoggi “ciò di cui il mondo arabo ha più bisogno è la libertà di espressione".

Intanto Donald Trump ha inviato a Riad il suo segretario di Stato Mike Pompeo per chiarimenti.

Una presa di posizione tardiva, quella di Trump, che rivela i buoni rapporti in essere con il principe ereditario Mohammed bin Salman, considerato da tanti il mandante della spedizione punitiva.

Infatti il mondo della finanza, dell'economia e dei media si sono già schierati contro quanto accaduto a Kashoggi, l'ultimo è il Ceo di JPMorgan, la più grande banca d'affari americana, e non c'è da stupirsi se il prossimo forum voluto dal principe Salman tra il 23 e 25 ottobre per promuovere il suo ambizioso progetto di modernizzazione del paese "Davos del deserto" verrà disertato dai big del mondo.

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