DENUNCIATA LA GIP CHE HA RIMESSO IN LIBERTA' CAROLA RACHETE

Scritto da Redazione. Inserito in MASS MEDIA

Valutazione attuale dell'articolo:  / 0 voti
ScarsoOttimo 


Una coraggiosissima cittadina italiana della provincia di Benevento, evidentemente stufa delle continue, spesso arroganti, violazioni da parte delle Ong della legge italiana in fatto di migranti, ha deciso di denunciare il Gip del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella che, con la sua ordinanza, ha rimesso in libertà la comandante della Sea Watch.

Secondo la donna, di professione avvocato, la decisione del giudice Vella appare basata su presupposti giuridicamente errati, a cominciare dal fatto che gli immigrati trasportati dalla Sea Watch non erano naufraghi, ma soggetti con destinazione predefinita, ovvero l'Italia, non si spiega altrimenti la volontà della comandante tedesca di sbarcare i naufraghi sul nostro territorio, ben potendo nei 14 giorni di stazionamento in mare di fronte a Lampedusa, raggiungere qualsiasi porto nel Mediterraneo.

Inoltre, si legge nella denuncia, «la Rackete non stava effettuando la millantata operazione di salvataggio, ma aveva prelevato i migranti a bordo della Sea Watch 3 senza che alcuna emergenza in realtà lo esigesse, così mancando lo stato di necessità e le ipotesi di pericolo o di forza maggiore richiamate dall' articolo 54 del Codice Penale» mettendo in questo modo a repentaglio con manovre azzardate la vita di nostri militari, danneggiando una imbarcazione su cui erano a bordo.

Da quì la denuncia contro il gip Vella la cui decisione offenderebbe gli interessi, i sentimenti ed i valori dello Stato italiano, per «Delitto contro la personalità dello Stato italiano».

E come contribuente, la signora denunciante ha fatto fa anche richiesta di danni in ogni sede.

Ovviamente la notizia è stata silenziata dagli organi di informazione e questa la dice lunga su chi comanda realmente in questo paese.

La paura alla base dell'oscuramento della notizia risiede forse nella considerazione che molti cittadini potrebbero accodarsi e unirsi alla denuncia contro il comportamento impertinente, arrogante e inetto della capitana Carola Rachete e di tutte le organizzazioni che ruotano attorno al business dei taxi del mare, che dimostrano alcun rispetto nei confronti delle nostre leggi e autorità  obbligandoci in fin dei conti a fare fronte ad emergenze create da loro per i loro esclusivi interessi.

Di certo a trarre vantaggio da tutti gli atti volti ad ostacolare Salvini nell'esercizio delle sue funzioni di difesa dei nostri confini colabrodo saranno gli scafisti, quindi come non pensare a strani possibili accordi di sottobanco?

Speriamo vivamente che questa denuncia possa ottenere il giusto peso e il suo iter possa giungere al riconoscimento delle ragioni della cittadina firmataria.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Commentando si accetta la Privacy Policy

Noting su Facebook

Articoli più letti

Login