IL VIAGGIO APOSTOLICO DEL PAPA NEGLI EMIRATI ARABI

Scritto da Redazione. Inserito in PASSIONI ITALIANE

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Papa Francesco è stato il primo pontefice a dire messa nella penisola arabica, culla dell'Islam.

E' accaduto il 5 febbraio scorso alla Zayed Sports City, il grande centro sportivo di Abu Dhabi.

Erano giunte 140.000 persone ad assistere al rito religioso che Papa Bergoglio ha celebrato in particolare per la comunità cattolica locale, costituita soprattutto da lavoratori immigrati da Paesi asiatici come l'India e le Filippine.

Una folla festosa, multicolore, composta da diverse etnie che hanno ascoltato i messaggi del Papa sulla fratellanza e tolleranza tra le diverse religioni, contro l'odio e l'estremismo: "Chiedo per voi la grazia di custodire la pace, l'unità, di prendervi cura gli uni degli altri, con quella bella fraternità per cui non ci sono cristiani di prima e di seconda classe ... Siete un coro che comprende una varietà di nazioni, lingue e riti; una diversità che lo Spirito Santo ama e vuole sempre più armonizzare, per farne una sinfonia".

Messaggi irresistibili che hanno parlato al cuore e allo spirito dei fedeli per risvegliare l'amore per il prossimo e la salvaguardia della pace in un periodo di odio e di guerre "va senza esitazione condannata ogni forma di violenza, perché è una grave profanazione del Nome di Dio utilizzarlo per giustificare l'odio e la violenza contro il fratello. Non esiste violenza che possa essere religiosamente giustificata".

Il Papa ha anche voluto porre all'attenzione la questione dello Yemen dove gli stessi Emirati, in coalizione con l'Arabia Saudita, sono in guerra per stroncare la ribellione sciita.

Un bilancio positivo, la visita papale negli Emirati Arabi, anche se l’alleanza di Abu Dhabi con i vicini dell’Arabia Saudita e le critiche per lo scarso rispetto dei diritti umaniavevano suscitato qualche dubbio sull’opportunità di una visita papale.

Un viaggio storico che il Papa ha voluto fare in cerca di alleanze religiose, in particolare con l’islam, con cui costruire una alternativa agli estremisti, che hanno sequestrato il linguaggio religioso usandolo per riedificare califfati del passato, terrorizzare intere popolazioni o uccidere migliaia di persone.

Francesco ha trovato questo interlocutore nel grande imam di Al Azhar, l’egiziano Ahmed al Tayyeb, con cui si è incontrato ad Abu Dhabi per la quinta volta.

Alla fine dell’incontro Francesco e Al Tayyeb hanno firmato una dichiarazione congiunta i cui si chiede “a noi stessi e ai leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace; di intervenire, quanto prima possibile, per fermare lo spargimento di sangue innocente, e di porre fine alle guerre, ai conflitti, al degrado ambientale (…) Chiediamo a tutti di cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco e di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione nel diffondere i princìpi di questa Dichiarazione a tutti i livelli regionali e internazionali, sollecitando a tradurli in politiche, decisioni, testi legislativi, programmi di studio e materiali di comunicazione”.

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