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Sfoghi, idee, riflessioni e consigli

Viaggiare e vivere possono essere sinonimi, perchè entrambi richiamano un percorso che ci porta a metterci in gioco ogni giorno della nostra vita, nel divertimento o nell'espletamento dei doveri. Ecco perchè ognuno di noi detiene un patrimonio inestimabile da condividere e confrontare. Aspettiamo di leggere anche il tuo!

Abusi sessuali nella Chiesa

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Non solo pedofilia, ma anche abusi nei confronti di adulti, questa l’allarmante denuncia di Associated Press che ha reso nota un’indagine secondo la quale le istituzioni ecclesiastiche spesso nascondono i crimini sessuali consumati dai suoi religiosi tra le mura delle Chiese in Europa, Asia, Stati Uniti, Sudamerica e Africa.

A conferma di questo dato, in tutto il globo, negli ultimi mesi si è registrata un’impennata preoccupante di denunce di violenze sessuali subite da suore e perpetrate da esponenti del clero, sfruttando il loro maggior potere, e questo senza che la Chiesa abbia mai fatto nulla per impedire o contenere il fenomeno, pur essendo a conoscenza dei fatti.

Gli episodi sono diventati così frequenti e circostanziati, secondo la rivista, che la Chiesa non si è dimostrata in grado di gestirli adeguatamente, né tantomeno ha operato le opportune epurazioni e frenato la proliferazione, e reiterazione, di tali abietti reati. Il problema è atavico e forse da sempre sottovalutato o, ancor peggio, considerato dai piani alti del potere clericale, quasi un effetto collaterale, una controindicazione tutto sommato tollerabile per un uomo di Chiesa, che dovrebbe essere tra l’altro vincolato dal giuramento di castità. 

Sostenute e incoraggiate a sollevare quel velo di omertà e di vergogna che prima le frenava dal parlare, sempre più suore hanno aderito al movimento #metoo e hanno cominciato a svelare retroscena di una carriera clericale negata che anche per questo le espone ad angherie e sudditanze che spesso si trasformano in veri e propri stupri.

Così molte vittime stanno cominciando a parlare svelando retroscena agghiaccianti.

Alcune suore in Cile hanno confessato scioccanti episodi di stupro subiti ripetutamente tra le mura della chiesa, una suora in India ha denunciato per violenza sessuale un vescovo, un eminente cardinale Usa è stato denunciato per aver abusato di seminaristi.

Insomma un iceberg di cui sembra essere venuta a galla solo la punta, abusi compiuti con l’aggravante dello stato di inferiorità di status delle sorelle e quindi di loro sottomissione.

Il Vaticano finora si è smarcato dalle accuse di immobilismo affermando che i provvedimenti contro chi compie tali orrori spettano ai dirigenti delle Chiese locali.

Risposta che da sola chiarisce perfettamente come mai nulla è stato fatto finora per arginare il problema, ovvero perché molti “vertici”, a quanto risulta dalle denunce, sono coinvolti essi stessi in violenze e abusi.

È in atto un danno di immagine e di credibilità della Chiesa che è forse all’origine del calo di vocazioni e di fede tra i giovani.

Il pontefice è chiamato non solo a bacchettare le istituzioni politiche e i credenti, come sembra più portato a fare, ma anche e soprattutto la sua “casa” ricostruendola fin dalle fondamenta, magari aprendo alle religiose di sesso femminile carriere finora negate, e allontanando drasticamente chi  si macchia di crimini sessuali.

DESIREE, LA RAGAZZA UCCISA UNISCE ROMA NEL DOLORE

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24/10/2018

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini si è recato nel quartiere romano di San Lorenzo, per manifestare la propria vicinanza alla famiglia della ragazza trovata morta sabato notte dopo essere stata drogata e stuprata. in un edificio abbandonato usato per spaccio di stupefacenti.

La morte della giovanissima Desiree Mariottini di appena 16 anni, ha sollevato l'indignazione del quartiere capitolino che, tra fischi e applausi, ha chiesto al Ministro di ripulire la zona dagli spacciatori che ogni sera pullulano tra le vie e gli stabili fatiscenti rendendo il quartiere pericoloso e poco vivibile.

Salvini ha promesso interventi drastici, come ruspe per distruggere gli edifici abbandonati, dove avviene lo spaccio, e più polizia nelle strade, per porre fine  alla delinquenza.

Per Desiree comunque sembra che la giustizia sia vicina, un testimone ha fatto i nomi di quelli che si trovavano con lei poco prima della morte, anche le telecamere di videosorveglianza sembrano avere immortalato i responsabili dell'orrido gesto.

 

30 ottobre 2018

Si sono tenute oggi nel primo pomeriggio a Cisterna di Latina, dove viveva con la famiglia, nella chiesa di San Valentino, i funerali della sedicenne Desiree Mariottini violentata e uccisa da 4 spacciatori africani irregolari (due senegalesi, un nigeriano e un gambiano) in uno stabile abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma dieci giorni fa.

La ragazza, secondo quanto emerso, era dipendente da stupefacenti e per procurarseli era andata in quell'edificio abbandonato dicendo alla famiglia che rimaneva a dormire da un'amica.

Le ipotesi degli inquirenti si concentrano sul fatto che gli africani irregolari per poter approfittare della sedicenne e renderla inerme ai loro appetiti sessuali le abbiano dato una dose che si è poi rivelata letale.

L'inchiesta della procura punta, con l’esame del Dna prelevato alla ragazza, a stabilire se anche altre persone, oltre ai quattro fermati, abbiano abusato di lei.

Ma le responsabilità penali potrebbero allargarsi anche nei confronti di chi non ha chiamato i soccorsi provocando 12 ore di agonia alla giovane.

Nel provvedimento con cui il gip Maria Paola Tomaselli ha disposto il carcere per i tre fermati a Roma (due senegalesi e un nigeriano) viene riportato che gli indagati "impedirono di chiamare i soccorsi per aiutarla ad alcuni dei presenti".

E sono proprio questi ultimi, forse in totale otto persone, che erano intorno alla giovane, secondo il racconto di un testimone, a poter essere indagati per omissione di soccorso.

WEST NILE: LA ZANZARA ASSASSINA

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La febbre del Nilo è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare portatrici del virus che, nato nel continente africano, si sta diffondendo anche alle nostre latitudini, come dimostrano i casi di contagio registrati quest’anno in Italia. 

A rendere il quadro più pericoloso c’è, neanche a dirlo, il caldo torrido estivo, conseguenza del cambiamento climatico in atto, che rende i vettori più aggressivi. Nella maggior parte dei casi il decorso della malattia è asintomatico, a volte può invece scatenare reazioni allergiche di varia intensità. In soggetti anziani e/o debilitati per patologie preesistenti può causare anche la morte.

Nei giorni scorsi sono stati segnalati altri 2 decessi, uno in Emilia Romagna e l'altro in Friuli Venezia Giulia, e una morte sospetta in Piemonte, che si aggiungono alla lunga lista di decessi attribuibili a questo virus.

Secondo il bollettino del Centro europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) ci sono stati 300 contagi nell’ultima settimana, di cui 144 sono stati segnalati nel nostro paese, 61 in Romania e 41 in Grecia. Sempre in questa settimana sono stati segnalati 25 morti, 7 in Italia, 6 in Serbia e Romania, 5 in Grecia e uno in Francia. In totale dall’inizio della sorveglianza i casi sono dunque 710, di cui quasi metà (327) in Italia, mentre i morti sono 64, di cui 21 in Serbia, 16 in Grecia e 13 nel nostro paese.

Ma cosa possiamo fare per tutelarci e proteggerci? risponde il professor Massimo Galli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Ospedale Sacchi di Milano “l'intervento preventivo sulle zanzare adulte deve essere avviato in tempi brevissimi”, come da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, “così da evitare che nella prossima annata si verifichino i casi di decessi che da giugno ad oggi hanno messo paura all'intera Italia. Per chi venisse comunque contagiato dalla Febbre del Nilo” e avesse delle reazioni allergiche sospette come convulsioni e difficoltà a respirare “l'unica cosa da fare è quella di utilizzare adrenalina autoiniettabile per via intramuscolareprima di arrivare in ospedale. I medici, in caso shock anafilattico, usano adrenalina o dopamina. Non esistendo vaccini ed aspettando l'intervento a livello nazionale bisogna prestare attenzione spruzzandosi addosso repellenti e cercare di dotare le proprie abitazioni di zanzariere”.

TRAGEDIA TORRENTE RAGANELLO

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La tragedia del torrente Raganello a Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza, nel parco nazionale del Pollino, in cui sono morte travolte da un onda di piena 10 persone che praticavano la discesa a piedi del torrente, continua a sollevare polemiche sulla prevedibilità di quanto accaduto, anche perchè nella zona era stata diramato dalla Protezione Civile il codice giallo, che significa condizioni metereologiche avverse.

Così sono state aperte due inchieste, una giudiziaria da parte della procura di Castrovillari e una amministrativa annuniciata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per accertare responsabilità ed omissioni che hanno provocato il disastro.

Ma Civita già teme di aver perso il suo futuro. “Chi ci verrà più nelle gole, tra la paura per quello che è successo e le regole che metteranno?”,  dicono i paesani che sul turismo hanno basato la loro economia e il loro futuro. Alcuni di loro raccontano di tante situazioni di rischio in passato che sono state gestite con tempestività evitando catastrofi come quella accaduta lunedì.

Su questa vicenda ha detto la sua alla Repubblica anche la sociologa e naturalista Stefania Emmanule, ex assessore a Civita "Nel pomeriggio di quel lunedì, da queste parti, qualunque vecchio se ti avesse visto scendere verso le gole ti avrebbe dissuaso. A me lo dicevano all'inizio: ma dove vai. E io: ma non piove. E loro: ah sì, e chiudi gli occhi per favore, non senti il vento che arriva, non senti l'umidità? E' vero che a Civita non pioveva quel pomeriggio, è vero che a uno sguardo distratto il cielo sembrava "calmo", ma appena alle nostre spalle, a San Lorenzo Bellizzi era venuta giù in quelle ore non solo tanta pioggia ma grandine, il torrente Raganello si chiama così perché "ragava", porta a valle tutto, detriti sabbia e pezzi di roccia. E chi vive qui, o chi fa l'amministratore o l'associazione delle guide non può essere distratto". 

 

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OMELIE NOIOSE? ECCO LA SOLUZIONE

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Non vai a messa tutte le domeniche per via delle omelie troppo lunghe e noiose? beh, non sei l'unico: le “omelie noiose”, propinate durante le messe domenicali, scoraggiano sempre più fedeli a frequentare con costanza i luoghi di culto, a dirlo è l’Istat che rivela che la tendenza a sottrarsi alle funzioni religiose è in costante aumento, soprattutto tra i giovani e le donne, tanto da parlare di un vero e proprio “abbandono” delle chiese.

Insomma, la defezione è sicuramente dovuta ad una serie di cause, ma, secondo quanto rivelato dall’Istat, i motivi principali sono la ripetitività del rito, la lunghezza delle funzioni e lo scarso coinvolgimento delle omelie, spesso elargite da sacerdoti poco ispirati che, per di più, farciscono l’eloquio, a volte, con opinioni personali, non sempre condivisibili.

Ma ciò non basta, molti Padri si affidano nell'esposizione del loro discorso ad un metodo collaudato ma non più efficace e a frasi e periodi proferiti con un ritmo cantilenante, che induce sonnolenza, conciliando un sonno profondo, più di una tisana di melissa o valeriana.

Il punto è proprio questo: chi va a messa non ci va perchè ha tempo da perdere, bensì per ascoltare, capire, essere illuminato, ricevere istruzioni di vita, tutte aspirazioni purtroppo spesso disattese.  

Insomma, questo argomento è più delicato e importante per la Chiesa di quanto si immagini, anche perché la messa domenicale, un tempo momento sacro di preghiera e raccoglimento della comunità, è in crisi profonda e per uscire dal tunnel deve adattarsi ai tempi, questo è il solo modo per catturare l’attenzione dei fedeli del nuovo millennio, siano essi giovani o meno giovani. Altrimenti si rischia, come sta già iniziando ad accadere, che la fede sia personalizzata, ognuno la plasmerà e vivrà secondo le proprie interpretazioni, senza guide e interferenze di sorta, strada che potrebbe portare a devianze pericolose.

E allora? Cosa fanno concretamente gli officianti per arginare questo “fenomeno” oltremodo deleterio? il Papa si è espresso in merito in più occasioni, invitando i sacerdoti a realizzare sermoni più costruttivi e interessanti, mentre ai fedeli ha chiesto di ascoltare più la parola di Dio che non annoia mai.

Per risolvere concretamente la questione ci ha pensato però un sacerdote, ancora poco conosciuto, don Mario Masina  della diocesi di Verona, che ha scritto un vero e proprio "Manuale del Predicatore", dove rivela ai suoi colleghi una serie di tecniche e strategie ben precise e articolate che favoriscono l’ascolto, appagano gli astanti, e comunicano contenuti. Ecco il file per scaricare la guida (indirizzo da copiare sul browser):

http://www.diocesiverona.it/s2ewdiocesiverona/allegati/15295/Manualepredicatore.pdf

DAFNE CARUANA: LA TRISTE FINE DI UNA GIORNALISTA CORAGGIOSA

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa qualche settimana fa da una autobomba che l’ha fatta saltare in aria nella sua auto, una Peugeot 108, a Bidnija nell’isola di Malta a due passi da casa sua. Quindici giorni prima aveva ricevuto minacce di morte. La giornalista indagava da tempo su un filone legato ai Panama Papers, i cosiddetti Malta files, in cui trapelavano collusioni tra i politici maltesi e la mafia. Insomma roba grossa e pericolosa che ha spinto la cinquatatreenne a indagare e a denunciare nel suo blog gli illeciti emersi dalle carte, nella speranza di contribuire a liberare Malta dalla corruzione e dal malaffare. Ma Malta è diventata anche, secondo quanto rivelato dalla giornalista, una base per l’evasione fiscale in Europa. Un paradiso fiscale a tutti gli effetti dove chi vuole può senza troppi convenevoli riciclare denaro dalla dubbia provenienza e depositare capitali nelle tante banche che stanno nascendo come funghi. La blogger stava anche indagando sul contrabbando di carburante tra Libia e Italia ed è probabile che sia stata brutalmente uccisa proprio per questo, in un suo intervento di qualche anno fa spiegava, infatti, di avere scoperto che chi viene fatto saltare in aria è implicato nel contrabbando di carburante chi invece viene freddato da sicari, è invischiato nel mercato della droga. La sua violenta morte ha scatenato indignazione in tutto il mondo, anche lo stesso Muscat, capo del governo maltese, con la quale la Caruana era spesso in disaccordo, ha espresso la propria indignazione e l’impegno a individuare i responsabili dell’atroce delitto, offrendo fino ad un milione di euro a chi fornisse informazioni utili all’individuazione dei colpevoli e avviando a tal fine un’inchiesta internazionale. Il parlamento europeo sulla scia di questo orrendo crimine ha deciso di affrontare il problema della libertà di stampa e della protezione dei giornalisti, nella sessione plenaria di apertura svoltasi a Strasburgo lo scorso 23 ottobre sono stati ricevuti i familiari della blogger a cui è stato espresso cordoglio e vicinanza, in onore della giornalista, infine, si è deciso di intitolare a suo nome la sala stampa del parlamento europeo a Strasburgo.

PAESI, PAESAGGI E BUCHE NEI PRATI

Scritto da francesco patelli. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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C'è chi le immagina e c'è chi le ha viste con i propri occhi ... e c'è infine chi ci é finito dentro. Sono le famigerate buche del piccolo paese a sud di  Milano, chiamato Milano 3 - Basiglio. In questa cittadina immersa nel verde, le malefiche fosse, avvallamenti, fenditure, squarci nel terreno, che dir si voglia, si possono avvistare in ogni dove: Al limitare delle strade, nei pressi di pali e marciapiedi, sottoforma di tombini divelti o allacci idrici scoperti,  oppure, a dir l'amara verità, si possono vedere, soprattutto,  disseminate in gran numero nei prati sterminati del paesino adagiato nel parco agricolo sud Milano. Ben lo sanno i viandanti amanti delle passeggiate nel verde e soprattutto i padroni dei cani più indomiti che a seguito dei loro fidi si avventurano nelle invitanti distese erbose basigliesi da dove però è un'incognita uscire illesi. Se non hai gli occhi ben puntati a terra, infatti, potresti finirci dentro in men che non si dica, inghiottito dal baratro umido e scontroso, tenebroso e insidioso di una di loro. Queste argute buche col passare del tempo si sono moltiplicate e, onde non passare per monotone e ripetitive, si sono evolute e personalizzate, come veri e propri esseri pensanti, quasi in gara tra loro nell'eludere l'attenzione del pedone allo scopo di farlo precipitare nella loro conca brutale. Così, per non lasciare nulla al caso, come dicevamo, e per sedurre anche i più duri di cuore, queste fosse hanno acquisito diverse fogge, colore, tipologia, ampiezza, profondità e, quindi, pericolosità. Una cosa in comune tra loro però ce l'hanno, ed é il desiderio indomabile di accogliere tra le loro "fauci" avventurieri e spregiudicati camminatori, e per realizzare questo loro innato e "profondo" desiderio, adoperano tattiche diverse: talune si celano tra le sterpaglie, altre si rivestono di folta vegetazione, altre, più audaci, rimangono lì, in paziente attesa, senza veli,  invitando senza trappole o inganni lo stanco passante, a fermarsi, a lasciarsi andare al vuoto sotto i piedi senza opporsi o lottare nonostante la repentina e diabolica perdita di equilibrio. É come se queste buche volessero, in fondo, risvegliare bruscamente l'uomo dalla sua monotona routine e riportarlo alla vita vera, fatta di emozioni e sensazioni, anche violente ma pur sempre emozioni, e al contempo scaldare un po' il loro triste e freddo pertugio. Ma come si sono prodotte?
 
 
Alcune sono frutto di attività di scavo indefesso di bimbi o cagnetti, altre sono un diabolico scherzo della natura, altre ancora sono state realizzate, per così dire, da vandali, che volontariamente hanno divelto tombini o punti di allaccio reti idriche che, sguarniti di adeguata copertura, rappresentano un vero pericolo per i pedoni anche per la  scarsa vigilanza e manutenzione dei luoghi. Infatti, nonostante la cittadinanza locale sia vessata dai costi di vigilanza e tenuta del verde nessuno ha mai provveduto tempestivamente e opportunamente a riposizionare quanto dovuto, né tanto meno a colmate le buche onde evitare e scongiurare inevitabili infortuni. E Il Comune cosa fa? Niente. Come sempre. Tanto se qualcuno ci casca dentro e si spezza una gamba sai che ti dicono? Dovevi stare attento e guardare dove mettevi il piede, insomma é e sarà sempre colpa tua.

L'inganno di Amazon

Scritto da edoardo buffa. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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Ho aperto un account su Amazon qualche mese fa e ho inviato alcuni ordini che dovevano arrivare prima di Natale, perché erano regali per amici e conoscenti. E invece, poco prima del giorno previsto per la consegna, a ridosso  del 25 dicembre, mi hanno comunicato tramite una mail "sibillina" che mi avevano bloccato l'account e congelato gli ordini perché avrei dovuto fornire dati imprecisati sulla mia carta di pagamento, che poi é una poste pay. Adirato oltre ogni dire ho inviato un fax in cui spiegavo che ero in possesso non di una carta di credito ma di una poste pay e quindi di riattivare l'ordine. Non ricevendo alcuna risposta li ho tempestati di chiamate a cui il servizio clienti non ha saputo dare risposta rinviando a 24 ore una formale spiegazione che poi non é mai arrivata. A tutt'oggi, dopo circa un MESE, il mio account é ancora bloccato e gli ordini un miraggio. Questa situazione mi ha creato enormi problemi perché ho dovuto reperire altri regali in fretta e furia pur non sapendo se l'ordine inoltrato ad  Amazon avrebbe avuto seguito. Il disservizio di Amazon é totale, anche un altro mio conoscente si é imbattuto in una problematica simile e si é rivolto immediatamente ad altra azienda di commercio elettronico, risolvendo così l'empasse. Ora capisco la scelta del nome Amazon per questa azienda: molto probabilmente si riferisce al fatto che per ricevere un ordine ti devi addentrare in una foresta tipo Amazzonia e superare tutte le insidie per ottenere ciò che vuoi. Insomma é roba per chi ama il rischio e l'avventura. Pollice verso.

 

CARTA CLONATA!

Scritto da Rebecca Pulvirenti. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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ccredito
Proprio oggi una mia amica mi ha riferito che per l'ennesima volta la sua carta di credito Cartasì è stata oggetto di clonazione. Le hanno sottratto, con movimenti di piccolo importo, da febbraio ad oggi, oltre 1.500 euro!! Incredibile. E oltretutto, vista l'eccessiva frequenza delle clonazioni, i responsabili del servizio l'hanno pure richiamata ad un uso più consapevole e responsabile, quando invece, abbiamo verificato insieme, le clonazioni hanno tutte la stessa matrice: sono avvenute dopo aver effettuato pagamenti online. A questo punto non credo che Cartasì sia una carta sicura. Io ho avuto una disavventura simile, per la verità ancora in corso, con Postepay, la carta di Poste Italiane. Che ha lo stesso handicap di Cartasì, viene interecettata on line e usata per effettuare acquisti senza che il titolare della carta ne sappia nulla. I sistemi adottati da queste compagnie per limitare questi tragici eventi sono totalmente ridicoli e insignificanti. Per non parlare dell'iter per il disconoscimento delle operazioni, è lungo e farraginoso e comporta una eccessiva perdita di tempo. La trafila prevede prima il blocco della carta, con procedure al telefono piuttosto lunghe, poi la denuncia ai carabinieri, infine la compilazione e l'invio della documentazione richiesta via fax o mail. Ma non è finita quì, per ottenere il risarcimento, e quindi l'accredito degli importi sottratti, devi aspettare che il procedimento abbia esito favorevole, a volte infatti non ti riaccreditano l'intera somma. Inoltre devi attendere mesi, a volte anche anni, come con postepay, per rivedere i tuoi soldi, nonostante i solleciti tuoi e anche del tuo legale.

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