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Sfoghi, idee, riflessioni e consigli

Viaggiare e vivere possono essere sinonimi, perchè entrambi richiamano un percorso che ci porta a metterci in gioco ogni giorno della nostra vita, nel divertimento o nell'espletamento dei doveri. Ecco perchè ognuno di noi detiene un patrimonio inestimabile da condividere e confrontare. Aspettiamo di leggere anche il tuo!

FREGATURE AI SUPERMERCATI

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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INVIATOCI E SCRITTO DA STELLA GARBINO

 

Tutto ha avuto inizio quando decisi di acquistare un “raffreddatore”, neologismo per definire un ventilatore con le vaschette per il ghiaccio che dovrebbe, oltre che ventilare, raffreddare l’ambiente, sfruttando l’azione refrigerante dei minuscoli ghiaccini (2) contenuti nella confezione, da inserire, una volta opportunamente ghiacciati, nella vaschetta previamente riempita d’acqua.

L’acquisto del prodotto è avvenuto all’ipermercato Fiordaliso di Rozzano.

Nei giorni di caldo sahariano dello scorso luglio, l’unica cosa da fare per sopravvivere per me era munirmi di un apparecchio che potesse garantirmi un po’ di refrigerio, visto che il condizionatore mi aveva mollato da un giorno all’altro e non avevo trovato tecnici disponibili in quel periodo.

All’Iper ero andata, tra l’altro, sperando di trovare supporto e consigli validi.

Il giorno dell’acquisto, avvenuto dopo un attesa snervante prima di trovare un addetto al reparto, avvicino l'unico intercettato per via della maglietta arancione, che, tra l'altro, cercava di schivare i clienti nascondendosi tra i pacchi e con un balzo improvviso mi sono frapposta tra lui e un'altro pacco, dietro cui intendeva palesemente evitare di essere visto, e gli ho chiesto un consiglio.

Il prescelto non era un gran parlatore e non ha proferito alcuna risposta comprensibile, solo qualche suono gutturale.

Dopo sollecitazioni insistenti lo stesso strano individuo mi consiglia un raffreddatore, quello di cui scopro c’erano più pezzi accatastati l'uno sull'altro, e tra questi estrae nel mucchio uno di loro, stranamente quello meno facile da prendere, perchè ben inserito tra altri due in alto, manovra che da subito mi è apparsa sospetta, a questo punto me lo porge consigliandomi di prenderlo e se ne va.

Io prendo il pacco e lo osservo meticolosamente, quasi subito noto che rispetto agli altri era chiuso male, come se fosse stato aperto. Guardo gli altri pezzi ammucchiati e noto che era l’unico chiuso male, gli altri erano chiusi tutti allo stesso identico modo, quindi arrivo alla conclusione che mi voleva rifilare un pezzo restituito.

Primo errore.

Allora lo rimetto a posto, e passo oltre, in cerca di altro apparecchio,  continuo a scrutare fin quando i miei occhi finiscono per poggiarsi su un apparecchietto sfuso che sembrava fatto bene e dopo qualche ricerca scovo lo stesso addetto che vagava tra le corsie ancora una volta per dribblare i clienti e gli chiedo di acquistarlo, il signore mi dice che è l’ultimo e mi va a prendere il cartone di imballo in magazzino.

Quando torna, dopo altri 15 minuti di attesa, secondo errore, gli chiesi di poterlo provare per vedere come e se funzionava visto che era quello esposto, lui mi rispose che era impossibile, terzo errore, e che se non avesse funzionato avrei sempre potuto restituirlo e riavere i soldi indietro.

Quarto errore.

Quindi mi faccio forza e lo acquisto per 99€.

Lo porto a casa e lo aziono, non vi dico cosa ho passato.

Per due giorni, il tempo che ho concesso all’apparecchio di farmi ricredere, ho bagnato letteralmente casa, per via dei viaggi tra bagno/cucina e apparecchio dove riversare acqua fredda nella speranza di un pò di refrigerio, di qualche alito di gelo, ma niente, dal disubbidiente apparecchio, nonostante ghiaccini congelati e acqua fredda, usciva solo aria come un normale ventilatore.

Il ghiaccio non aggiungeva alcuna frescura all’aria che fuoriusciva dalle 7 alette, anzi 3 alette, perchè le altre mi resi presto conto che non funzionavano.

Arrabbiata rimisi il raffrescatore mancato nell’imballo e lo riporto all’Iper.

Lì, dopo la solita attesa snervante di un addetto al reparto, mi diressi verso il bancone assistenza e riferì il problema all’assembramento di personale Iper che lì stazionava a chiacchierare incurante dei clienti in cerca di addetti.

Mi rivolsi ad una certa signora Patrizia, che mi apparve da subito ostile e svogliata, affiancata da un altra omonima Silvia, di questa che dire? Praticamente intercambiabile con la collega in precedenza menzionata: viso arido, apatico e freddo come avrei voluto fosse il raffreddatore che intendevo restituire al mittente.

Le due signore raccolsero le mie critiche al prodotto con freddezza e in modo scostante, avvisandomi, con estrema durezza, che non avrebbero ritirato il pacco in caso di anomalie e di non perfette condizioni, quindi aprirono il pacco, mentre una delle due, la signora Patrizia, continuava a ripetere che doveva essere tutto a posto altrimenti non potevano ritirarlo.

Al che io mi chiesi: io ho preso il pezzo a scatola chiusa, non lo ho neanche provato, benché pezzo esposto al pubblico ludibrio e nonostante una mia esplicita richiesta, e io devo restituire tutto in condizioni perfette???

Ma quella era solo l’anteprima, la signora Patrizia praticamente smontò davanti a me il raffreddatore, e notò gocce d’acqua qua e là rimaste, poi aprì i vani dei filtri, notando umidità, poi la spina, i ghiaccini e le vaschette.

Insomma guardò tutto, ma proprio ogni singola parte, e, munendosi di scottex, mi fece notare che era ancora bagnato e che dovevo riportarmelo per pulirlo e restituilo come lo avevo comprato, pulito e asciutto.

Irata andai via, prefiggendomi di asciugarli per bene e riportarli ai legittimi fornitori.

La mia prima destinazione fu il bagno dell’Iper dove ripulì l’aggeggio insieme a mio figlio, lo asciugai e ritornai al bancone di prima.

La solita signora Patrizia era purtroppo ancora lì, mi rivolsi a lei per verificare nuovamente l’articolo.

Al che la signora si rivolse a me stizzita, dicendomi che non potevo avere asciugato e pulito tutto per bene in così poco tempo (15min), che il suo capo le aveva detto che per l’asciugatura completa occorrevano non meno di 6 ore (???).

Con questo caldo mi chiesi tra me e me dove vivesse il suo capo, forse in Alaska, e giusto per rispondere con la prima cosa che mi venne in mente risposi che se è per questo io pulisco casa anche in meno tempo se devo, la signora a queste mie parole, palesemente con malavoglia e prevenuta,  riprese il pacco, decisa a vincere questa battaglia.

Le due colleghe ricominciarono l'ispezione approfondita, cercando acqua, spremettero i filtri, scolarono le vaschette, insomma una scena penosa e patetica che raggiuse il suo culmine con l’arrivo del responsabile a cui mi appellai speranzosa di ottenere giustizia.

Così ricominciai a spiegare l'accaduto dall'inizio al nuovo arrivato, ma dopo infinite spiegazioni mi accorsi con rammarico che qualsiasi cosa dicevo non sortiva alcun effetto o reazione positiva, per farla breve se continuavo a parlare avrei solo sprecato fiato e ulteriore tempo, la decisione era stata presa e, infatti, dopo avermi ascoltato e dopo essersi ritirato per deliberare, il fantomatico responsabile tornò e mi comunicò che non avrebbe ritirato il pacco sentenziando che prima avrei dovuto riportarlo nelle condizioni originarie. Ovvero?

Così dopo circa 2 ore sprecate a spiegare e a pulire me lo sono dovuto riportare a casa.

Ecco come l’Iper fiordaliso di Rozzano tratta i clienti che si sono fidati di loro acquistando un articolo che alla prova dei fatti si è rivelato non funzionante.

Invece di riprenderselo con tante, dovute scuse, me lo hanno rifilato per la seconda volta accampando motivazioni assurde e ridicole, approfittando della mia minor difesa, (non potevo riavere i soldi se loro non me li riconoscevano)  e un inaccettabile abuso di potere con l’unico scopo di prendere tempo e danneggiare un cliente che è tornato per la restituzione di un articolo difettoso non corrispondente alle aspettative e a quanto da loro pubblicizzato.

Vergognoso. Ovviamente hanno perso un cliente. Non metterò più piede in quel magazzino di fannulloni e scansafatiche, imbroglioni e codardi.

Dopo aver mandato un reclamo formale sono stata ricontattata e con tante scuse hanno ripreso il prodotto e mi hanno restituito i soldi, ma il tempo e il danno patito l'ho pagato solo io.

LUCI E OMBRE DEL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE MATTARELLA

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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Boom di ascolti con il 40% di share, che corrispondono a circa 10 milioni e mezzo di italiani, per il tradizionale discorso di fine anno del Presidente Mattarella, trasmesso in diretta sulle reti unificate Rai, Canale5 e Rete 4.

Anche il giorno successivo al monologo si sono registrati sul canale twitter del Quirinale oltre due milioni di visualizzazioni.

Quello del 31 dicembre è stato senza alcun dubbio il discorso di Mattarella più cliccato e twittato dei quattro pronunciati dall'inizio del suo mandato.

Ma cosa ha detto che ha sollevato la curiosità dei tanti?

Il presidente da vecchio uomo di sinistra ha voluto dare voce a chi non si sente rappresentato da questo governo, rassicurando che lui c'è, che contrapporrà il buonismo all'era muscolare e divisiva, dichiarando, ad esempio, di avere firmato la manovra per evitare sanzioni all'Italia (ndr: e non perché fosse convinto dei suoi contenuti), e che vigilerà più da vicino, da ora in poi, lanciando un chiaro segnale al nuovo esecutivo gialloverde che la tregua è finita.

Ha esaltato i "buoni sentimenti" e i valori della comunità, che significa "condividere valori, prospettive, diritti e doveri" e pensarsi dentro un "destino comune". Il "rispetto gli uni degli altri" che vuol dire battersi per le proprie idee, ma "rifiutare l'astio, l'insulto, l'intolleranza, che creano ostilità e timore".

Ha parlato di un'Italia "che ha nella sua cultura e nella sua storia i principi della solidarietà, della convivenza civile” profondamente diverso dal paese rabbioso e incattivito descritto nell'ultimo rapporto del Censis, (ndr: che poi rispecchia perfettamente un’Italia uscita faticosamente da governi di sinistra che hanno deluso e demoralizzato un popolo adesso in attesa di rinascita e di risposte).

All'immagine di una politica lontana dal popolo, indifferente ai suoi bisogni, il capo dello Stato contrappone l'Italia che crede nella comunità e "l'Europa dei diritti, della convivenza, della pace" e l'auspicio, a proposito di nemici, che la campagna elettorale per le europee si "svolga con serenità" e sia "l'occasione per un confronto serio".

Sarà stato l'elogio dei buoni sentimenti di accoglienza e solidarietà, proferito a profusione dal Capo dello Stato nel suo discorso, sarà perchè al governo abbiamo un Presidente della Camera che ha più volte manifestato fermo dissenso alle manovre contenitive di Salvini in fatto di migrazioni e scafisti fatto sta che da allora è emerso un fenomeno inconsueto e pericoloso, una sorta di insubordinazione che ha visto in prima linea diversi sindaci porsi contro il decreto sicurezza divenuto legge dello Stato.

Insomma il discorso di Mattarella, a nostro avviso, ha motivato molti esponenti della pubblica amministrazione di sinistra a venire fuori dall'ombra e sfidare lo Stato sentendosi, nelle loro battaglie, in un certo senso appoggiati dalla massima carica dello Stato.

Siete d'accordo?

Abusi sessuali nella Chiesa

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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Non solo pedofilia, ma anche abusi nei confronti di adulti, questa l’allarmante denuncia di Associated Press che ha reso nota un’indagine secondo la quale le istituzioni ecclesiastiche spesso nascondono i crimini sessuali consumati dai suoi religiosi tra le mura delle Chiese in Europa, Asia, Stati Uniti, Sudamerica e Africa.

A conferma di questo dato, in tutto il globo, negli ultimi mesi si è registrata un’impennata preoccupante di denunce di violenze sessuali subite da suore e perpetrate da esponenti del clero, sfruttando il loro maggior potere, e questo senza che la Chiesa abbia mai fatto nulla per impedire o contenere il fenomeno, pur essendo a conoscenza dei fatti.

Gli episodi sono diventati così frequenti e circostanziati, secondo la rivista, che la Chiesa non si è dimostrata in grado di gestirli adeguatamente, né tantomeno ha operato le opportune epurazioni e frenato la proliferazione, e reiterazione, di tali abietti reati. Il problema è atavico e forse da sempre sottovalutato o, ancor peggio, considerato dai piani alti del potere clericale, quasi un effetto collaterale, una controindicazione tutto sommato tollerabile per un uomo di Chiesa, che dovrebbe essere tra l’altro vincolato dal giuramento di castità. 

Sostenute e incoraggiate a sollevare quel velo di omertà e di vergogna che prima le frenava dal parlare, sempre più suore hanno aderito al movimento #metoo e hanno cominciato a svelare retroscena di una carriera clericale negata che anche per questo le espone ad angherie e sudditanze che spesso si trasformano in veri e propri stupri.

Così molte vittime stanno cominciando a parlare svelando retroscena agghiaccianti.

Alcune suore in Cile hanno confessato scioccanti episodi di stupro subiti ripetutamente tra le mura della chiesa, una suora in India ha denunciato per violenza sessuale un vescovo, un eminente cardinale Usa è stato denunciato per aver abusato di seminaristi.

Insomma un iceberg di cui sembra essere venuta a galla solo la punta, abusi compiuti con l’aggravante dello stato di inferiorità di status delle sorelle e quindi di loro sottomissione.

Il Vaticano finora si è smarcato dalle accuse di immobilismo affermando che i provvedimenti contro chi compie tali orrori spettano ai dirigenti delle Chiese locali.

Risposta che da sola chiarisce perfettamente come mai nulla è stato fatto finora per arginare il problema, ovvero perché molti “vertici”, a quanto risulta dalle denunce, sono coinvolti essi stessi in violenze e abusi.

È in atto un danno di immagine e di credibilità della Chiesa che è forse all’origine del calo di vocazioni e di fede tra i giovani.

Il pontefice è chiamato non solo a bacchettare le istituzioni politiche e i credenti, come sembra più portato a fare, ma anche e soprattutto la sua “casa” ricostruendola fin dalle fondamenta, magari aprendo alle religiose di sesso femminile carriere finora negate, e allontanando drasticamente chi  si macchia di crimini sessuali.

WEST NILE: LA ZANZARA ASSASSINA

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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La febbre del Nilo è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare portatrici del virus che, nato nel continente africano, si sta diffondendo anche alle nostre latitudini, come dimostrano i casi di contagio registrati quest’anno in Italia. 

A rendere il quadro più pericoloso c’è, neanche a dirlo, il caldo torrido estivo, conseguenza del cambiamento climatico in atto, che rende i vettori più aggressivi. Nella maggior parte dei casi il decorso della malattia è asintomatico, a volte può invece scatenare reazioni allergiche di varia intensità. In soggetti anziani e/o debilitati per patologie preesistenti può causare anche la morte.

Nei giorni scorsi sono stati segnalati altri 2 decessi, uno in Emilia Romagna e l'altro in Friuli Venezia Giulia, e una morte sospetta in Piemonte, che si aggiungono alla lunga lista di decessi attribuibili a questo virus.

Secondo il bollettino del Centro europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) ci sono stati 300 contagi nell’ultima settimana, di cui 144 sono stati segnalati nel nostro paese, 61 in Romania e 41 in Grecia. Sempre in questa settimana sono stati segnalati 25 morti, 7 in Italia, 6 in Serbia e Romania, 5 in Grecia e uno in Francia. In totale dall’inizio della sorveglianza i casi sono dunque 710, di cui quasi metà (327) in Italia, mentre i morti sono 64, di cui 21 in Serbia, 16 in Grecia e 13 nel nostro paese.

Ma cosa possiamo fare per tutelarci e proteggerci? risponde il professor Massimo Galli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Ospedale Sacchi di Milano “l'intervento preventivo sulle zanzare adulte deve essere avviato in tempi brevissimi”, come da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, “così da evitare che nella prossima annata si verifichino i casi di decessi che da giugno ad oggi hanno messo paura all'intera Italia. Per chi venisse comunque contagiato dalla Febbre del Nilo” e avesse delle reazioni allergiche sospette come convulsioni e difficoltà a respirare “l'unica cosa da fare è quella di utilizzare adrenalina autoiniettabile per via intramuscolareprima di arrivare in ospedale. I medici, in caso shock anafilattico, usano adrenalina o dopamina. Non esistendo vaccini ed aspettando l'intervento a livello nazionale bisogna prestare attenzione spruzzandosi addosso repellenti e cercare di dotare le proprie abitazioni di zanzariere”.

OMELIE NOIOSE? ECCO LA SOLUZIONE

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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Non vai a messa tutte le domeniche per via delle omelie troppo lunghe e noiose? beh, non sei l'unico: le “omelie noiose”, propinate durante le messe domenicali, scoraggiano sempre più fedeli a frequentare con costanza i luoghi di culto, a dirlo è l’Istat che rivela che la tendenza a sottrarsi alle funzioni religiose è in costante aumento, soprattutto tra i giovani e le donne, tanto da parlare di un vero e proprio “abbandono” delle chiese.

Insomma, la defezione è sicuramente dovuta ad una serie di cause, ma, secondo quanto rivelato dall’Istat, i motivi principali sono la ripetitività del rito, la lunghezza delle funzioni e lo scarso coinvolgimento delle omelie, spesso elargite da sacerdoti poco ispirati che, per di più, farciscono l’eloquio, a volte, con opinioni personali, non sempre condivisibili.

Ma ciò non basta, molti Padri si affidano nell'esposizione del loro discorso ad un metodo collaudato ma non più efficace e a frasi e periodi proferiti con un ritmo cantilenante, che induce sonnolenza, conciliando un sonno profondo, più di una tisana di melissa o valeriana.

Il punto è proprio questo: chi va a messa non ci va perchè ha tempo da perdere, bensì per ascoltare, capire, essere illuminato, ricevere istruzioni di vita, tutte aspirazioni purtroppo spesso disattese.  

Insomma, questo argomento è più delicato e importante per la Chiesa di quanto si immagini, anche perché la messa domenicale, un tempo momento sacro di preghiera e raccoglimento della comunità, è in crisi profonda e per uscire dal tunnel deve adattarsi ai tempi, questo è il solo modo per catturare l’attenzione dei fedeli del nuovo millennio, siano essi giovani o meno giovani. Altrimenti si rischia, come sta già iniziando ad accadere, che la fede sia personalizzata, ognuno la plasmerà e vivrà secondo le proprie interpretazioni, senza guide e interferenze di sorta, strada che potrebbe portare a devianze pericolose.

E allora? Cosa fanno concretamente gli officianti per arginare questo “fenomeno” oltremodo deleterio? il Papa si è espresso in merito in più occasioni, invitando i sacerdoti a realizzare sermoni più costruttivi e interessanti, mentre ai fedeli ha chiesto di ascoltare più la parola di Dio che non annoia mai.

Per risolvere concretamente la questione ci ha pensato però un sacerdote, ancora poco conosciuto, don Mario Masina  della diocesi di Verona, che ha scritto un vero e proprio "Manuale del Predicatore", dove rivela ai suoi colleghi una serie di tecniche e strategie ben precise e articolate che favoriscono l’ascolto, appagano gli astanti, e comunicano contenuti. Ecco il file per scaricare la guida (indirizzo da copiare sul browser):

http://www.diocesiverona.it/s2ewdiocesiverona/allegati/15295/Manualepredicatore.pdf

PAESI, PAESAGGI E BUCHE NEI PRATI

Scritto da francesco patelli. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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C'è chi le immagina e c'è chi le ha viste con i propri occhi ... e c'è infine chi ci é finito dentro. Sono le famigerate buche del piccolo paese a sud di  Milano, chiamato Milano 3 - Basiglio. In questa cittadina immersa nel verde, le malefiche fosse, avvallamenti, fenditure, squarci nel terreno, che dir si voglia, si possono avvistare in ogni dove: Al limitare delle strade, nei pressi di pali e marciapiedi, sottoforma di tombini divelti o allacci idrici scoperti,  oppure, a dir l'amara verità, si possono vedere, soprattutto,  disseminate in gran numero nei prati sterminati del paesino adagiato nel parco agricolo sud Milano. Ben lo sanno i viandanti amanti delle passeggiate nel verde e soprattutto i padroni dei cani più indomiti che a seguito dei loro fidi si avventurano nelle invitanti distese erbose basigliesi da dove però è un'incognita uscire illesi. Se non hai gli occhi ben puntati a terra, infatti, potresti finirci dentro in men che non si dica, inghiottito dal baratro umido e scontroso, tenebroso e insidioso di una di loro. Queste argute buche col passare del tempo si sono moltiplicate e, onde non passare per monotone e ripetitive, si sono evolute e personalizzate, come veri e propri esseri pensanti, quasi in gara tra loro nell'eludere l'attenzione del pedone allo scopo di farlo precipitare nella loro conca brutale. Così, per non lasciare nulla al caso, come dicevamo, e per sedurre anche i più duri di cuore, queste fosse hanno acquisito diverse fogge, colore, tipologia, ampiezza, profondità e, quindi, pericolosità. Una cosa in comune tra loro però ce l'hanno, ed é il desiderio indomabile di accogliere tra le loro "fauci" avventurieri e spregiudicati camminatori, e per realizzare questo loro innato e "profondo" desiderio, adoperano tattiche diverse: talune si celano tra le sterpaglie, altre si rivestono di folta vegetazione, altre, più audaci, rimangono lì, in paziente attesa, senza veli,  invitando senza trappole o inganni lo stanco passante, a fermarsi, a lasciarsi andare al vuoto sotto i piedi senza opporsi o lottare nonostante la repentina e diabolica perdita di equilibrio. É come se queste buche volessero, in fondo, risvegliare bruscamente l'uomo dalla sua monotona routine e riportarlo alla vita vera, fatta di emozioni e sensazioni, anche violente ma pur sempre emozioni, e al contempo scaldare un po' il loro triste e freddo pertugio. Ma come si sono prodotte?
 
 
Alcune sono frutto di attività di scavo indefesso di bimbi o cagnetti, altre sono un diabolico scherzo della natura, altre ancora sono state realizzate, per così dire, da vandali, che volontariamente hanno divelto tombini o punti di allaccio reti idriche che, sguarniti di adeguata copertura, rappresentano un vero pericolo per i pedoni anche per la  scarsa vigilanza e manutenzione dei luoghi. Infatti, nonostante la cittadinanza locale sia vessata dai costi di vigilanza e tenuta del verde nessuno ha mai provveduto tempestivamente e opportunamente a riposizionare quanto dovuto, né tanto meno a colmate le buche onde evitare e scongiurare inevitabili infortuni. E Il Comune cosa fa? Niente. Come sempre. Tanto se qualcuno ci casca dentro e si spezza una gamba sai che ti dicono? Dovevi stare attento e guardare dove mettevi il piede, insomma é e sarà sempre colpa tua.

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