PAESI, PAESAGGI E BUCHE NEI PRATI

Scritto da francesco patelli. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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C'è chi le immagina e c'è chi le ha viste con i propri occhi ... e c'è infine chi ci é finito dentro. Sono le famigerate buche del piccolo paese a sud di  Milano, chiamato Milano 3 - Basiglio. In questa cittadina immersa nel verde, le malefiche fosse, avvallamenti, fenditure, squarci nel terreno, che dir si voglia, si possono avvistare in ogni dove: Al limitare delle strade, nei pressi di pali e marciapiedi, sottoforma di tombini divelti o allacci idrici scoperti,  oppure, a dir l'amara verità, si possono vedere, soprattutto,  disseminate in gran numero nei prati sterminati del paesino adagiato nel parco agricolo sud Milano. Ben lo sanno i viandanti amanti delle passeggiate nel verde e soprattutto i padroni dei cani più indomiti che a seguito dei loro fidi si avventurano nelle invitanti distese erbose basigliesi da dove però è un'incognita uscire illesi. Se non hai gli occhi ben puntati a terra, infatti, potresti finirci dentro in men che non si dica, inghiottito dal baratro umido e scontroso, tenebroso e insidioso di una di loro. Queste argute buche col passare del tempo si sono moltiplicate e, onde non passare per monotone e ripetitive, si sono evolute e personalizzate, come veri e propri esseri pensanti, quasi in gara tra loro nell'eludere l'attenzione del pedone allo scopo di farlo precipitare nella loro conca brutale. Così, per non lasciare nulla al caso, come dicevamo, e per sedurre anche i più duri di cuore, queste fosse hanno acquisito diverse fogge, colore, tipologia, ampiezza, profondità e, quindi, pericolosità. Una cosa in comune tra loro però ce l'hanno, ed é il desiderio indomabile di accogliere tra le loro "fauci" avventurieri e spregiudicati camminatori, e per realizzare questo loro innato e "profondo" desiderio, adoperano tattiche diverse: talune si celano tra le sterpaglie, altre si rivestono di folta vegetazione, altre, più audaci, rimangono lì, in paziente attesa, senza veli,  invitando senza trappole o inganni lo stanco passante, a fermarsi, a lasciarsi andare al vuoto sotto i piedi senza opporsi o lottare nonostante la repentina e diabolica perdita di equilibrio. É come se queste buche volessero, in fondo, risvegliare bruscamente l'uomo dalla sua monotona routine e riportarlo alla vita vera, fatta di emozioni e sensazioni, anche violente ma pur sempre emozioni, e al contempo scaldare un po' il loro triste e freddo pertugio. Ma come si sono prodotte?
 
 
Alcune sono frutto di attività di scavo indefesso di bimbi o cagnetti, altre sono un diabolico scherzo della natura, altre ancora sono state realizzate, per così dire, da vandali, che volontariamente hanno divelto tombini o punti di allaccio reti idriche che, sguarniti di adeguata copertura, rappresentano un vero pericolo per i pedoni anche per la  scarsa vigilanza e manutenzione dei luoghi. Infatti, nonostante la cittadinanza locale sia vessata dai costi di vigilanza e tenuta del verde nessuno ha mai provveduto tempestivamente e opportunamente a riposizionare quanto dovuto, né tanto meno a colmate le buche onde evitare e scongiurare inevitabili infortuni. E Il Comune cosa fa? Niente. Come sempre. Tanto se qualcuno ci casca dentro e si spezza una gamba sai che ti dicono? Dovevi stare attento e guardare dove mettevi il piede, insomma é e sarà sempre colpa tua.

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