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WEST NILE: LA ZANZARA ASSASSINA

Scritto da Redazione. Inserito in SFOGHI, IDEE, RIFLESSIONI E CONSIGLI

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La febbre del Nilo è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare portatrici del virus che, nato nel continente africano, si sta diffondendo anche alle nostre latitudini, come dimostrano i casi di contagio registrati quest’anno in Italia. 

A rendere il quadro più pericoloso c’è, neanche a dirlo, il caldo torrido estivo, conseguenza del cambiamento climatico in atto, che rende i vettori più aggressivi. Nella maggior parte dei casi il decorso della malattia è asintomatico, a volte può invece scatenare reazioni allergiche di varia intensità. In soggetti anziani e/o debilitati per patologie preesistenti può causare anche la morte.

Nei giorni scorsi sono stati segnalati altri 2 decessi, uno in Emilia Romagna e l'altro in Friuli Venezia Giulia, e una morte sospetta in Piemonte, che si aggiungono alla lunga lista di decessi attribuibili a questo virus.

Secondo il bollettino del Centro europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) ci sono stati 300 contagi nell’ultima settimana, di cui 144 sono stati segnalati nel nostro paese, 61 in Romania e 41 in Grecia. Sempre in questa settimana sono stati segnalati 25 morti, 7 in Italia, 6 in Serbia e Romania, 5 in Grecia e uno in Francia. In totale dall’inizio della sorveglianza i casi sono dunque 710, di cui quasi metà (327) in Italia, mentre i morti sono 64, di cui 21 in Serbia, 16 in Grecia e 13 nel nostro paese.

Ma cosa possiamo fare per tutelarci e proteggerci? risponde il professor Massimo Galli del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Ospedale Sacchi di Milano “l'intervento preventivo sulle zanzare adulte deve essere avviato in tempi brevissimi”, come da linee guida predisposte dal Ministero della Salute, “così da evitare che nella prossima annata si verifichino i casi di decessi che da giugno ad oggi hanno messo paura all'intera Italia. Per chi venisse comunque contagiato dalla Febbre del Nilo” e avesse delle reazioni allergiche sospette come convulsioni e difficoltà a respirare “l'unica cosa da fare è quella di utilizzare adrenalina autoiniettabile per via intramuscolareprima di arrivare in ospedale. I medici, in caso shock anafilattico, usano adrenalina o dopamina. Non esistendo vaccini ed aspettando l'intervento a livello nazionale bisogna prestare attenzione spruzzandosi addosso repellenti e cercare di dotare le proprie abitazioni di zanzariere”.

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